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SICUREZZA SOCIALE - CONVENZIONI BILATERALI - ON.SCHIRO' (PD/ESTERO): "AVVIARE NUOVA FASE RINNOVO E AGGIORNAMENTI ACCORDI PER TUTELA ADEGUATA DIRITTI, INTERESSI E DOVERI NUOVE MOBILITA'"

(2018-11-02)

  "Con la stipula di decine di convenzioni bilaterali di sicurezza sociale lo Stato italiano nel dopoguerra fino agli anni ’80 e ’90 del secolo scorso ha cercato di garantire i diritti socio-previdenziali degli italiani che emigravano in tutto il mondo.
Le convenzioni bilaterali hanno rappresentato e rappresentano ancora oggi un importante strumento di tutela in materia di parità di trattamento dei lavoratori che si spostavano da un Paese all'altro, di esportabilità delle prestazioni previdenziali e soprattutto di totalizzazione dei contributi ai fini del perfezionamento dei requisiti contributivi minimi previsti dalle varie legislazioni per la maturazione di un diritto a prestazione." Lo afferma in una nota l'on. Angela Schiro', parlamentare eletta dalla Circoscrizione estero - Europa.

Tuttavia, come sottolineato dallo stesso Presidente dell’Inps Tito Boeri in una Audizione al Senato lo scorso anno,  prosegue la parlamentare PD, il blocco del rinnovo e della stipula di nuove convenzioni si è protratto per quasi trenta anni e sarebbe quindi opportuno avviare una nuova fase (in parte già iniziata dal precedente Governo con la stipula degli accordi con Giappone, Israele, Turchia e il rinnovo di quello con il Canada).

Proprio per sollecitare questo Governo ad avviare i negoziati per il rinnovo e la stipula delle convenzioni bilaterali - fa presente l'on. Schiro' - ho presentato assieme al collega Massimo Ungaro (PD) una interrogazione al Ministero del Lavoro dove stigmatizziamo che molte delle convenzioni in vigore sono oramai obsolete nello spirito, nei contenuti e nella forma, e che senza aggiornamenti non possono più tutelare adeguatamente diritti e interessi o doveri dei futuri pensionati anche alla luce delle nuove mobilità migratorie.

Abbiamo ricordato l’obsolescenza delle convenzioni con Argentina, Brasile, Venezuela, Australia e Stati Uniti e la necessità di rinegoziare le convenzioni con i Paesi della ex Jugoslavia, di programmare in vista della Brexit una fase negoziale con la Gran Bretagna per tutelare diritti e interessi di decine di migliaia di lavoratori che potrebbero rimanere scoperti e, infine, abbiamo chiesto di completare il quadro giuridico di salvaguardia dei diritti sociali stipulando nuove convenzioni come ad esempio con il Cile, l’Albania e la Nuova Zelanda. (02/11/2018-ITL/ITNET)

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