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ITALIANI ALL'ESTERO - PATRONATI ITALIANI - PICCININI (PRES.PATRONATO INCA CGIL): "REDDITO CITTADINANZA POSSIBILE EFFETTO NEGATIVO SU AIRE. QUOTA 100= E' FOLLA AI NOSTRI SPORTELLI !"

(2019-01-21)

  Presidente cosa succederà agli italiani che vogliono tornare in Italia per quanto riguarda il reddito di cittadinanza ?  perchè fra i requisiti / paletti che pone l'accesso a reddito di cittadinanza vi sono i 10 anni di residenza.  Ciò vale anche per gli Italiani all'estero ?... Lo abbiamo chiesto a Morena Piccinini, Presidente del Patronato INCA CGIL

"Sii, qui siamo all'assurdo, di un governo che proclama che per gli stranieri non ci sarà il reddito di cittadinanza, rendendosi conto che se la legge la scrivono così poi la Corte costituzionale, come ha già fatto per tutti i casi sollevati dall'Inca, dice che è illegittima. Quindi danno l'idea che sia una questione paritaria e non discriminatoria, oltre per gli stranieri  lungosoggiornanti, occorre la residenza di 10 anni in Italia anche per i cittadini italiani all'estero che vogliono rientrare. E non sono pochi. Non sono pochi perché  cominciano ad essere tanti i paesi europei che per un qualche motivo negano le prestazioni assistenziali ai cittadini do altri paesi comunitari, allorchè non sono  in grado di produrre in breve tempo un  reddito autonomo.

Abbiamo alle spalle episodi  in Belgio, ma di recente si sono verificati parecchi episodi anche in Germania. Con il reddito di cittadinanza  queste persone, conclamate povere, ma prive dell'assistenza dei paesi europei ché non li considerano più loro concittadini, se tornano in Italia vengono  considerati poveri, ma non in grado di avere il sussidio del reddito di cittadinanza perché non risiedenti negli ultimi dieci anni.  È veramente una presa in giro !

Io credo però che le ripercussioni possano essere ancora  più pesanti e numerosi. Sto parlando del  fatto che consapevole di ciò, chi va all'estero rischia di non iscriversi più all'Aire, con tutto quello che significa per quanto riguarda le altre questioni assistenziali, la sanità, piuttosto che altre prestazioni. Quindi si rischia di abbassare ancora di più l'attenzione nei confronti dell'iscrizione all'AIRE. Ma - aggiungo - si rischia di determinare una condizione per cui chi va giovanissimo all'estero ed ha un'occasione di lavoro in regola anche se temporaneo, sapendo che questo può determinare il rischio di non avere poi diritto alle prestazioni successive, magari si tiene la residenza in Italia, non dimostra di avere alcun reddito all'estero e  lavora in nero . Così alla fine  si abbassa complessivamente il senso di partecipazione alla vita regolare di una comunità e questo dimostra quanto sia sbagliato un provvedimento siffatto".

Quota 100 anche per gli  italiani all'estero ?.
Spero di si, non è specificato nulla, ma diciamo che la domanda è pertinente, perché abbiamo visto che con l'APE sociale hanno fatto di tutto per non considerare la contribuzione all'estero, se una persona deve dimostrare di avere 38 anni di contributi e 62 anni di età almeno nella ipotesi che abbiamo letto sul testo di legge non c'è nessun altro condizionamento.

Quindi per quanto ci riguarda la considerazione più normale dal punto di vista giuridico della pratica previdenziale che abbiamo costruito fino ad ora dovrebbe essere che in linea teorica  non c'è nessuna differenza. Quindi ogni contribuzione vale in totalizzazione ovviamente. Se poi ci mettiamo l' estrema creatività nella costruzione delle circolari interpretative dell'Inps, bè, allora può succedere di tutto, anche dal punto di vista interpretativo, ma io non vedo perché dovrebbe esserci differenza, almeno nel testo di legge non appalesa nessuna differenza. Speriamo che questa volta la creatività dell'Inps nell'interpretazione si contenga."

Sconfitta la legge Fornero ?
intanto anche in questo caso le dichiarazioni altisonanti “smontiamo la Fornero” in realtà non trovano riscontro, il che non significa banalizzare quello che c'è, stiamo parlando della condizione delle persone in età avanzata, talmente delicata e complicata, che anche ogni avanzamento non può essere banalizzato. Certo quello che c'è in questo contesto legislativo non è né l'abrogazione né lo smontare l'impianto della Fornero.  Rimane inalterato.

Quello che noi vediamo è uno spazio ulteriore di flessibilità, appunto con la quota 100, che apparentemente potrebbe coinvolgere un numero significativo di persone, ma che non risponde al bisogno più vero. Perché il bisogno più vero da noi posto, anche con la piattaforma unitaria è quello di avere delle condizioni per cui non si garantiscano solo coloro che hanno avuto un percorso lavorativo e una carriera lavorativa stabile.
Anche in questo caso 38 anni di contributi con 62 anni di età naturalmente parla ad una fascia di p opolazione, li lavoratori e di lavoratrici chiaramente localizzati in determinate aree geografiche, quelle con una piena e buona occupazione, con una stabilità lavorativa, non parla di alcune aree del mezzogiorno ed ad alcune figure professionali, soprattutto donne, che hanno più facilmente una grande discontinuità.

Allora parlare di flessibilità significa tener conto anche di queste condizioni perché altrimenti chi ha pagato il prezzo durante la vita lavorativa con la discontinuità la paga anche sul versante pensionistico condannato ai 67 anni con l'innalzamento continuo dell'aspettativa di vita e dei requisiti che si innalzano. Anche la eliminazione dell'aspettativa di vita o almeno il blocco della aspettativa di vita per le pensioni anticipate, insomma, non attribuisci 5 mesi, ok, ma poi mettendoci 3 mesi di finestra alla fine il beneficio rimane di due mesi.

Uno può dire che non si butta via niente, certo, però prendiamo le cose nella realtà di quello che sono.

La cosa che secondo me più continua a mancare e che continua ad essere veramente un problema per il nostro paese, per il nostro sistema previdenziale è quello del non fare nessun accenno alla condizione dei giovani. Salvo nel dire che si possono riscattare i contributi non versati, ma questo presupporrebbe che se non hanno versato in passato i contributi perché erano in una condizione di discontinuità o di lavoro nero, oggi per poterli recuperare come riscatto occorrerebbe avere una stabilizzazione o un buon reddito che in alcune circostanze ancora non trovi. O ancora una volta va a beneficio di coloro che hanno una condizione migliore di altri, ecco il paradosso.

Poi ce ne è una che mi pare dimostri chiaramente come siamo in confusione, come si fa a dire, tra i dipendenti pubblici, che oltre il massimale si può versare o chiedere che venga versata dal datore di lavoro la quota contributiva che va oltre il massimale, sapendo che significa maturare delle pensioni alte, e contemporaneamente dire che le pensioni alte sono considerate pensioni d'oro e quindi te le taglio. Delle due l'una, o riconosci che ci deve essere un tetto alle pensioni ed oltre questo non si va, c'è anche il massimale del versamento contributivo, oppure non puoi dire che puoi versare tutti i contributi anche per la retribuzione più alta, però quando vai in pensione io dico prendi troppo quindi te la taglio. No, non ci stanno le due cose, non perché io sia appassionata a difendere le cosiddette pensioni d'oro, perché ci deve essere una logica previdenziale, qui non c'è una logica previdenziale, e quindi alla fine sono tutti smozziconi di provvedimenti ognuno dei quali magari fa a cazzotti con quello a fianco."

Sono in molti a venire presso i vostri uffici per chiedere delucidazioni su quota 100...?

Una fila che non finisce più, perché con questo evocare che ce n'è per tutti in realtà abbiamo gli uffici dell'Inca e degli altri patronati con tantissime persone che vengono a chiedere come sono messo ? credo che facciano comunque bene queste persone a venire e ad informarsi, e che sia molto utile cogliere l'occasione per ricostruire le posizioni assicurative per verificarle di nuovo perché in ogni caso ci sono sempre tante e tali novità per cui si possono anche ricostruire diritti per persone per le quali avevamo detto un anno fa che non ci sei, mentre adesso possono essere rientrati in qualche modo nello spazio per poter esercitare delle prestazioni o poter fare delle cose.

Quindi, in realtà dopo ogni legge bisognerebbe fare di nuovo il check up della propria posizione individuale, quindi per concludere, si, vengono tante persone, persone che hanno bisogno di sapere e di capire gli annunci a cosa portano, ma alla fine è anche importante che queste persone vengano perché è un'occasione in più per ricostruire la loro posizione e per vedere, magari non con questi provvedimenti, ma con altri, se possono aver maturato il diritto a qualcosa."conclude la Presidente del Patronato INCA CGIL, Morena Piccinini, in attesa degli ulteriori chiarimenti per un quadro più chiaro del provvedimento. (intervista chiusa il ( 19/01/2019-ITL/ITNET)

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