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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - BILANCIO SOCIALE - PICCININI (PRES. INCA): "AZIONE DI SISTEMA" BASEOTTO (SEGR.CONFEDERALE): "ANTIDOTO A RIDUZIONE AREA DIRITTI E MERCATO DEI BISOGNI FAR LEVA SU NATURA PATRONATI DI RAPPRESENTANZA"

(2019-03-15)

"Un patronato che guarda al futuro e alle nuove sfide, insite in un mercato del lavoro sempre più frammentato, per difendere e promuovere sempre meglio i diritti di lavoratori e pensionati" E' quanto emerso dal Bilancio Sociale dell'INCA, il patronato della CGIL, presentato a Roma nella sede della Confederazione.
  "Vediamo come un numero sempre piu' elevato di  persone, lavoratori e pensionati, si rivolgono  a noi, perchè da un lato siamo percepiti fra i pochi  soggetti  che riescono a dare  risposte ad una gamma di problemi cui la Pubblica Amministrazione, sempre meno amica del cittadino e sempre più chiusa in se stessa, non riesce a dare. Dall'altro lato è altrettanto vero che crescono le esigenze e  quando non trovano una risposta politica i cittadini si rivolgono direttamente alla rappresentanza sindacale ed alla dimensione della tutela. "  A rappresentare lo statu quo ed, al contempo, i passi in avanti cui punta il Patronato è la stessa Presidente dell'INCA Morena Piccinini, presidente del Patronato  INCA CGIL, aprendo l'incontro di presentazione del Bilancio sociale 2017 con una riflessione protesa verso un presente che ha i prodromi del futuro.
Una "visione" congiunta - prosegue Piccinini - che penso sia particolarmente importante in questo momento perchè fa crescere le coscienze civili e cambiare rispetto alle ubriacature temporali delle ultime fasi. Noi non dimentichiamo il fatto che nel fare sindacato si presenti un'idea di societa' diversa, alternativa a quella che viene proposta anche da chi ora ha vinto le elezioni e attivi e riattivi coscienze che in questi anni sembravano essere sopite."  E la presidente del Patronato rivendica  "La manifestazione del 9 febbraio è stata da questo punto di vista importantissima."

Circa l'azione del Patronato Piccinini sottolinea "In questi anni abbiamo affermato due principi fondamentali:
il primo : la rappresentanza collettiva contiene in sè una dimensione di tutela dalla quale non puo' prescindere. Forse da sedimentare, ma il passaggio c'è stato.  Il secondo:  si è messo in valore che in quella delega sindacale c'è una quota della tutela . Quindi la delega - contrattuale e sul lavoro - in quanto tale racchiude in sè il valore politico , la visione ideale della CGIL " 
Quanto al futuro prossimo, "ritengo che  occorra fare un passo in piu': che le categorie ci aiutino. Il Patronato riuscirà ad esprimere tutte le sue potenzialita' ed una tutela completa se le categorie, a partire dai delegati sui luoghi di lavoro, sono in condizione di rappresentare la situazione, di indirizzare le persone, di rappresentare anche il quadro complessivo così da permettere a noi la tutela che ci compete. Un passo ulteriore che dobbiamo fare tutti insieme" afferma Piccinini.

Gli ultimi due aspetti riguardano l'ambizione per il futuro: penso che il patronato debba sempre più occuparsi oltre che del welfare pubblico anche della previdenza complementare ...

E dal Segretario Generale dello SPI CGIL , Ivan Pedretti, è arrivato un ulteriore assist  circa l'esigenza del fare sistema sul territorio.  "L'INCA ha dimostrato, in questi anni, di avere sia una grande capacità di recupero, di conversione quasi quotidiana perche' cambiano  le tutele e le prestazioni che si modificano nel tempo anche molto velocemente, sia per il fatto che INCA ha dimostrato in pochissimo tempo di riconvertire in parte la logica secondo la quale ha sempre operato" (vedi: intervento Pedretti).

Sul cambiamento, in questi anni, del rapporto e dell'equilibrio stesso tra diritti e bisogni delle persone, evidenziato dalla Presidente dell'INCA è intervenuto  il Segretario Confederale della CGIL Nino Baseotto traendo le conclusioni del dibattito sul Bilancio Sociale 2017 del Patronato INCA CGIL. 
"Questo induce a piu' di una riflessione non solo riguardo al Patronato ma anche alla CGIL ed ai sindacati  piu' in generale. Innanzitutto, credo che questo parli alla sfida permanente della rappresentanza che per noi è sfida di tutti i giorni perchè il momento in cui evolve, anche molto rapidamente,è evidente che anche noi dobbiamo stare al passo nel  leggere correttamente questo rapporto, oppure avremo dei problemi, poiche' dobbiamo giocare il nostro ruolo per indirizzare il cambiamento, se non addirittura per determinare l'evoluzione del cambiamento di questo rapporto.

Baseotto ha evidenziato, inoltre,come esista anche un tentativo di rendere piu' labile il rapporto fra diritti e bisogni, riferendosi in particolare ai bisogni. Ovvero, "si sta cercando di passare dalla risposta ai bisogni come fatto peculiare di un pezzo dello stato sociale: una serie di servizi che lo stato sociale garantiva gratuitamente ai lavoratori ed ai cittadini piu' in generale ma che oggi diviene una sorta di mercato dei bisogni". Ovvero "Io leggo la proliferazione - un fatto peraltro sollecitato - di tantissimi  patronati o presunti tali. Uno strumento che viene utilizzato anche per incrementare il business dei servizi, abbassando, pero', la loro qualita'".

Per  Baseotto l'antidoto a questo tentativo di "rendere labili e ridurre l'area dei diritti, passando ad un regime dei servizi e del mercato dei bisogni, è "far leva sulla natura dei Patronati sindacali" di organizzazione di rappresentanza."  Ed aggiunge  "ritengo che dobbiamo rivendicare ancora con più forza che in passato il fatto che il riconoscimento pubblico dell'attività di un Patronato non puo' essere scisso dalla forte relazione di rappresentanza del suo ente promotore. E ciò a maggior ragione nell'attuale situazione se la legge determina, ha determinato e sta determinando, un cambiamento della natura stessa dei Patronati. E' fondamentale - ha fatto presente il Segretario Confederale - perchè le decine e decine di Patronati che sono sorti in questi anni tutto hanno fuorchè un legame di rappresentanza di alcunchè. Sono organizzazioni fittizie  che fanno business sulla pelle delle persone. Tanto più, dunque, è fondamentale che affermiamo il ruolo sociale dell'attività dei nostri Patronati. Non si tratta di un fatto organizzativistico ed  interno all'organizzazione.

Per Baseotto, fino ad oggi, si è dato scarsa sottolineatura all'attivita' di tutela individuale: "una straordinaria attivita' che si rivolge alle persone  che rappresentiamo e che tutela le persone che rappresentiamo. Un  interesse che, prima ancora che  organizzativo o di assetti economici, è il frutto di un mix tra l'esercizio della rappresentanza degli interessi che noi cerchiamo ogni giorno di affermare e l'erogazione di servizi al cittadino. Tutto ciò presuppone, pero', ha aggiunto il Segretario Confederale,  che l'organizzazione introietti di più e meglio che nel passato  come la tutela individuale sia componente che al pari della contrattazione collettiva concorre a costruire la nostra identità  e la nostra strategia di organizzazione sindacale.

Infine, il Segretario confederale ha fatto stato di come ci sia sempre più bisogno di integrare le competenze non verticalizzandole ma immaginando che queste competenze siano fruite nel punto focale della nostra attività sul territorio, le camere del lavoro". (15/03/2019-ITL/ITNET)

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