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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - BILANCIO SOCIALE - PICCININI (PRES.INCA): "PATRONATO INCA CGIL GUARDA AL FUTURO IN UN'AZIONE DI SISTEMA CON LE CATEGORIE NELLA SALUTE, LUOGHI LAVORO E PRESTAZIONI PENSIONISTICHE. NUMERI EVIDENZIANO VALORE "

(2019-03-14)

  "Un patronato che guarda al futuro e alle nuove sfide, insite in un mercato del lavoro sempre più frammentato, per difendere e promuovere sempre meglio i diritti di lavoratori e pensionati. E' la visione che emerge dalla presentazione del Bilancio sociale Inca Cgil 2017, avvenuta oggi nella sede della Cgil nazionale a Roma. Un documento che ha la forza di riaffermare la stretta connessione tra tutela individuale e tutela collettiva, che resta alla base della strategia futura, partendo da un patrimonio di conoscenze e di competenze che si concretizzano in 3 milioni di pratiche svolte in un solo anno (2017) su previdenza e diritto del lavoro, infortuni e malattie professionali e welfare.

"Noi ci siamo concentrati in questo Bilancio - ha spiegato  Morena Piccinini, presidente Inca- sull'attività degli ultimi anni, soprattutto su alcuni aspetti che attengono ai rapporti con le categorie della rappresentanza con le quali stiamo facendo un lavoro molto intenso. E vediamo -ha continuato- che, sia nella tutela della salute nei luoghi di lavoro, sia nell'ambito delle prestazioni pensionistiche, c'è stato un grande aumento di operazioni, soprattutto in quei settori in cui siamo riusciti a coinvolgere i delegati, nei quali siamo riusciti a fare un lavoro integrato con i funzionari delle categorie della Cgil e quindi fare un'azione di sistema".

Un 'sistema' che rappresenta il nostro futuro -ha sottolineato Piccinini-: lavorare in un'azione di sistema con le categorie per offrire una tutela integrata, in modo tale che la rappresentanza collettiva e la tutela individuale siano percepite come un tutt'uno dal lavoratore e dal pensionato".

Un Bilancio sociale, quello realizzato da Inca, che ha voluto indagare, attraverso i dati registrati dal patronato, i cambiamenti apportati negli ultimi anni dagli interventi legislativi su lavoro e previdenza, e quindi sulla vita dei cittadini. Un quadro persistente di crisi, di incertezza, di allentamento dei diritti e di tutele che devono essere ricomposte in questo difficile mercato del lavoro.

La prima sfida per il patronato, ha detto Boni, "è quello di garantire i diritti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in questo periodo in cui aumentano le morti 'bianche' e le malattie professionali". Una situazione di incertezza, ha ribadito Boni, che si estende agli altri ambiti di competenza, come la previdenza, che non è affatto "migliorata dai nuovi provvedimenti del governo come quota 100 e reddito di cittadinanza sui quali aspettiamo di capirne di più, perché ci sono tanti interrogativi".

I numeri sulle pratiche svolte da Inca supportano il valore di questa attività: solo per i lavoratori esodati, l'Inca ha presentato 25.525 domande di 'salvaguardia' dal 2012 al 2017; e ancora, nel solo 2017, si sono rivolte al patronato della Cgil 12.690 persone per inoltrare le domande di riconoscimento delle condizioni di accesso alla pensione anticipata per lavoratori precoci. Importante anche il ruolo svolto per la presentazione delle domande di Ape sociale: su un totale di 48.258 richieste inoltrate all'Inps, la quota di Inca è stata di 17.418 richieste, pari al 36% del totale. La crescita ha riguardato anche le pratiche per il riconoscimento di prestazioni legate alla tutela della genitorialità, passate dal 2011 al 2017 da 13.412 a 19.353. Un impegno che continua ancor oggi in modo massivo anche sugli ultimi provvedimenti del Governo gialloverde: si pensi che le domande di pensione in Quota 100 finora svolte dall'Inca superano di gran lunga le 16 mila. 

Sull'importanza del ruolo del patronato all'interno della Cgil sono intervenuti alcuni segretari generali di categoria. "Il ruolo del patronato - ha detto Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi Cgil - è quello di allargare sempre di più la capacità di intervento sul territorio, sulla tutela individuale delle persone. Ma occorre fare di più e mettere in rete il sistema; ed è questo il senso dell'iniziativa di oggi: cioè riposizionare il patronato, insieme al sindacato dei pensionati e alla Cgil nel suo insieme, come soggetto effettivo di risposta ai bisogni e alle tutele individuali delle persone".

Di Patronato, come "strumento strategico per il sindacato", ha parlato Giovanni Mininni, neo segretario generale della Flai Cgil. "Il patronato è per noi un presidio del territorio importantissimo. La nostra categoria rappresenta dei lavoratori che in varie aree sono molto spesso 'polverizzati' in mille lavori, a volte precari. Penso all'agricoltura e ai forestali".

"Il patronato è quindi il punto di riferimento per richiamare tutti questi lavoratori verso l'organizzazione e verso anche la categoria". "All'Inca -ha continuato il dirigente sindacale- si arriva per avere una tutela individuale ma poi molto spesso prevale il collegamento con il lavoro della nostra categoria, la Flai Cgil, proprio per fare diventare vertenze collettive i bisogni individuali espressi". "E quindi con la giornata di oggi -ha concluso- vogliamo rilanciare ancora di più un rapporto stretto, collaborativo, e strutturato per presidiare maggiormente il territorio". (14/03/2019-ITL/ITNET)

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