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SICUREZZA SOCIALE - PENSIONE SOCIALE - PRES. MATTARELLA RICORDA 50 ANNI PENSIONE SOCIALE: "PRECETTO COSTITUZIONALE...FRUTTO MOBILITAZIONE MONDO LAVORO...COSTANTE CAPACITA' DI RINNOVARSI"

(2019-04-30)

  Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto sul cinquantennale della pensione sociale, ovvero di quella prestazione economica - non trasferibile all'estero - erogata ai cittadini in disagiate situazione economica, su richiesta.
In realta' dal 1996 la pensione sociale e' stata sostituita dall'assegno sociale ed è concessa ai cittadini italiani e stranieri in condizioni economiche disagiate e con redditi inferiori alle soglie previste annualmente dalla legge.

Di seguito l'intervento del Presidente della Repubblica Mattarella:

"Cinquant’anni fa, il 30 aprile 1969, entrava in vigore la Legge 153, che istituiva la pensione sociale per i cittadini sessantacinquenni sprovvisti di reddito, indipendentemente dal versamento di contributi durante l’attività lavorativa. Con quella legge il Parlamento, per iniziativa del Governo presieduto da Mariano Rumor, attuava un importante precetto costituzionale dando concretezza al principio di solidarietà sociale, sancito dall’articolo 2 della Carta.

Si rafforzava così il sistema di welfare del nostro Paese che, proprio cinquant’anni prima, il 21 aprile 1919, con il Decreto legge 603 varato dal Governo di Vittorio Emanuele Orlando, aveva visto riconoscere l'obbligatorietà per tutti i lavoratori dell'assicurazione pubblica contro l'invalidità e la vecchiaia, affermando in questa maniera il principio della pensione quale diritto universale dei lavoratori dipendenti. Come la conquista del 1919 così il passo compiuto nel 1969 è stato il frutto della mobilitazione del mondo del lavoro, della capacità di contrattazione delle Organizzazioni sindacali, e della grande crescita civile legata all'emancipazione e al protagonismo dei ceti popolari, che ha sostenuto Parlamento e Governo nel procedere sulla via della costruzione dello Stato sociale.

Lo Stato sociale che la Repubblica ha costruito - con la spinta della Costituzione e con l’apporto di forze sociali e corpi intermedi - richiede costante capacità di rinnovarsi per stare al passo con le grandi trasformazioni.

Il dovere della solidarietà sociale resta alle fondamenta di un sistema democratico e di una comunità orientata verso lo sviluppo inclusivo e sostenibile. Ridurre le diseguaglianze e gli squilibri, impedire l’emarginazione sociale è interesse di tutta la comunità, migliora la qualità della vita e della convivenza, e aumenta le potenzialità stesse di crescita economica e civile". (30/04/2019-ITL/ITNET)

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