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ITALIANI E ITALIANI ALL'ESTERO - STATU QUO - SERENI (DIREZIONE PD): LA TREGUA SIGLATA FRA LEGA E M5S NON HA DISSIPATO I DUBBI SU CAPACITA' TENUTA MAGGIORANZA

(2019-06-06)

  "Chi paga lo stato di confusione e incertezza in cui versa il Governo italiano?" l'interrogativo lo pone Marina Sereni, ex vice presidente della Camera dei deputati.

  "Ricapitoliamo: certificando quanto noi stiamo sostenendo da mesi, il Presidente del Consiglio Conte ha fatto sapere ai suoi due Vice (e al resto della Nazione) che la misura è colma, che non possono stare tutto il giorno e tutti i giorni a litigare, che il Paese ha bisogno di soluzioni ai molti problemi aperti, a cominciare da quelli economici e finanziari. La tregua siglata da Lega e 5S sul decreto "Sbloccacantieri", e in particolare sulle norme per gli appalti, ha sicuramente peggiorato il provvedimento ma non ha dissipato - per bocca dello stesso Conte - i dubbi sulla capacità di tenuta della maggioranza" afferma Marina Sereni

"Intanto il mondo va avanti e la Commissione Europea ha fatto una fotografia del tutto veritiera della situazione italiana: crescita bassissima, debito e deficit in aumento, impatto negativo delle misure approvate dal Governo (a cominciare da quota 100), nessuna riforma per garantire al nostro Paese maggiore dinamismo e capacità competitiva (dalla giustizia civile alla digitalizzazione dalla ricerca e innovazione alla formazione delle risorse umane). Ne discende una richiesta di correzione della rotta sin qui seguita. Ora dunque il nodo di fronte a Salvini (e a Di Maio) è se - come sembra chiedere il Presidente del Consiglio - scegliere seriamente la strada del dialogo con le autorità europee oppure utilizzare ancora l'arroganza del "me ne frego dell'Europa e delle regole" per fare un altro po' di campagna elettorale. Questo interrogativo è rilevante per i conti dell'anno in corso, dovendo dimostrare, numeri alla mano, che l'Italia è in grado di rispettare gli impegni presi per il 2018-2019. Ma sullo sfondo ravvicinato questo interrogativo è straordinariamente cruciale per l'impostazione della manovra finanziaria del prossimo anno: si può urlare nei comizi che non si aumenta l'Iva, che si farà la flat tax, che si faranno investimenti, ma poi arriva un momento in cui bisogna mettere nero su bianco le cifre e allora i conti non tornano.

Per questo è molto importante capire ora quali sono le reali intenzioni del Governo - di tutto il Governo - per quanto riguarda il quadro economico e finanziario. Sono pronti Salvini e Di Maio a sostenere il Presidente del Consiglio e il Ministro Tria in una trattativa con l'Unione Europea che rassicuri investitori e risparmiatori e che ricrei un clima di fiducia verso il nostro Paese? Sono in grado Lega e 5S di assumere la priorità della crescita, il rispetto delle regole e l'equilibrio di bilancio come un loro impegno? Oppure si vuole davvero arrivare alla rottura con l'Europa? Torna tra le ipotesi possibili addirittura quella dell'uscita dell'Italia dall'Euro? Oppure è tutta una sceneggiata, magari per arrivare ad elezioni anticipate prima di fare la manovra? Insomma, servono risposte chiare a queste domande, in assenza delle quali crescerà l'incertezza che, come dimostra lo spread, sta già provocando delle conseguenze negative per le famiglie e le imprese.

D'altro canto il moltiplicarsi delle crisi aziendali, l'aumento delle ore di Cassa Integrazione, il blocco della rivalutazione delle pensioni, l'atteggiamento punitivo verso il mondo del volontariato e della solidarietà, l'assenza di un progetto per creare lavoro e buona occupazione per i giovani, la mancanza di un disegno per il riscatto e la crescita del Mezzogiorno ci dicono che stanno continuando a pagare i ceti e le aree più deboli e meno garantiti della società italiana. Il Parlamento è sempre più svuotato della sua funzione: si discutono decreti legge pasticciati, si impedisce un vero confronto sulle proposte, si ricorre alla fiducia soprattutto per nascondere le difficoltà della maggioranza.

Ecco perché di fronte a questa situazione il Pd non può che spendere ogni sua energia per creare uno schieramento largo e unire tutte le forze che vogliono portare il Paese fuori da questa palude. Vedremo nelle prossime settimane cosa farà il governo giallo-verde nel rapporto con l'Unione Europea, indicheremo in ogni sede possibile le nostre proposte per il lavoro e lo sviluppo, faremo le nostre battaglie in Parlamento e nel territorio. Dobbiamo cambiare tanto di noi stessi per essere all'altezza del compito. Dobbiamo moltiplicare le sedi di ascolto e dialogo con la società reale, con il mondo dei lavori e delle imprese, con le competenze, con le associazioni, con i cittadini organizzati che si impegnano per il bene delle loro comunità. Dobbiamo e possiamo seminare speranza e coesione laddove Salvini semina paura e divisione. E' una sfida culturale e politica che non possiamo lasciare ad altri." Così Marina Sereni della Direzione del Partito Democratico.(06/06/2019-ITL/ITNET)

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