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FINANZA - RICICLAGGIO DENARO - NUOVE DIRETTIVE UE -SEN.GARAVINI (PD/ESTERO): INVITA A RAFFORZARE COOPERAZIONE EUROJUST

(2019-08-07)

  Il 24 luglio scorso la Commissione europea ha  adottato una comunicazione e quattro relazioni che sosterranno le autorità europee e nazionali nell'affrontare meglio i rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. La Commissione Juncker ha messo in atto norme UE rigorose con il quarto e la quinta direttiva antiriciclaggio e ha rafforzato il ruolo di supervisione dell'Autorità bancaria europea. Le relazioni sottolineano la necessità della loro piena attuazione, a fronte di  una serie di carenze strutturali nell'attuazione delle norme dell'Unione in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo.

Sull'argomento è intervenuta la sen. Garavini (pd/estero) che in una nota invita a rafforzare la cooperazione europea Eurojust

Garavini sostiene  "Le regole europee ci sono. E gli organismi internazionali pure. Ma i singoli Stati non le attuano. Preoccupano i dati diffusi dalla Commissione Ue. Che ci parlano di oltre 200 miliardi di euro l'anno legati al riciclaggio di denaro sporco, in Europa. Gran parte dei quali provenienti da settori tradizionalmente rischiosi come il gioco d'azzardo e i money transfer".

"Casi di riciclaggio resi possibili dal fatto che le stesse banche talvolta non rispettano i requisiti antiriciclaggio. Comportamenti di questo tipo alimentano il diffondersi di una zona grigia. Che va invece debellata, attuando quelle normative comunitarie pensate apposta per contrastare il riciclaggio di denaro sporco nei Paesi aderenti. E dotando Eurojust, l'organismo europeo deputato al contrasto al crimine organizzato, di risorse umane ed economiche maggiori". conclude la parlamentare eletta dalla Circoscrizione estero.

La commissione UE è giunta ad un incremento della normativa in materia a seguito di una serie di scambi con il Parlamento europeo e di una richiesta del Consiglio nel dicembre 2018, la Commissione europea ha analizzato dieci recenti casi noti di riciclaggio di denaro pubblico nelle banche dell'UE per fornire un'analisi di alcune delle attuali carenze e delineare un possibile modo inoltrare.
Pur non essendo esaustivo, il rapporto mostra che:
Le banche , in alcuni casi analizzati, non hanno rispettato in modo efficace o talvolta non hanno rispettato affatto i requisiti antiriciclaggio. Mancavano i giusti meccanismi interni per prevenire il riciclaggio di denaro e non allineavano le loro politiche di finanziamento del riciclaggio di denaro / antiterrorismo quando avevano modelli di business rischiosi. I risultati hanno anche evidenziato una mancanza di coordinamento tra tali politiche, sia a livello di singole entità sia a livello di gruppo.
Le autorità nazionali hanno risposto con differenze significative in termini di tempestività ed efficacia delle loro azioni di vigilanza. Vi sono state divergenze importanti in termini di priorità, risorse, competenze e strumenti disponibili. Più in particolare per quanto riguarda la vigilanza di un gruppo bancario, le autorità di vigilanza hanno avuto la tendenza a fare eccessivo affidamento sul quadro antiriciclaggio degli Stati membri ospitanti e ciò ha influito sull'efficacia delle azioni di vigilanza nei casi transfrontalieri a livello dell'UE. Inoltre, la divisione delle responsabilità ha portato a un'inefficace cooperazione tra autorità antiriciclaggio, autorità prudenziali, unità di informazione finanziaria e autorità di contrasto.
Queste carenze indicano problemi strutturali in sospeso nell'attuazione delle norme dell'UE, che sono stati affrontati solo in parte. (07/08/2019-ITL/ITNET)

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