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DIRITTI CITTADINI - RICOSTRUZIONE POST TERREMOTO - PREMIER INCARICATO INCONTRA COMITATI TERREMOTO A TRE ANNI DA SISMA NEL CENTRO ITALIA

(2019-09-02)

  "La ricostruzione di fatto non c'è, non è partita. Ne abbiamo parlato con Conte che conosce bene le problematiche". Lo dice Roberto Micheli, del coordinamento  Terremoto centro Italia, in conferenza stampa dopo l'incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, cui hanno preso parte i componenti dei comitati delle quattro regioni colpite dal sisma. Al premier incaricato è stata chiesta una "revisione totale della normativa sul terremoto, dando possibilmente un taglio speciale alle norme. Conte si è riservato di verificare con i gruppi se c'è la possibilità di rimettere mano alle leggi. Auspichiamo un impegno a fare qualcosa di concreto che porti alla ricostruzione, sia materiale che economica", spiega.

"Serve una revisione del cratere con corsia preferenziale per chi è stato più colpito ma senza escludere chi è stato colpito in maniera minore. Non si può pensare che un territorio così vasto di quattro regioni possa essere lasciato in balia degli eventi e che si pensi a una ricostruzione fatta in 20 o 30 anni. Oggi siamo quasi a tre anni dal sisma dell'ottobre 2016 e abbiamo fatto presente a Conte che il fattore tempo è fondamentale", aggiunge. "Oggi il sentimento delle popolazioni è la rassegnazione: non possiamo accettarlo e dobbiamo dare loro delle certezze, oltre che delle speranze. La ricostruzione va progettata sugli uomini che dovranno vivere in quelle zone".

Sulla esigenza di un improcrastinabile snellimento delle procedure torna anche il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli:"Servono semplificazioni sia sulla ricostruzione pubblica che su quella privata. Abbiamo presentato una serie di emendamenti sottoscritti da tutte le Regioni: bisogna che questi punti vengano accolti", spiega alla Dire, esortando il Governo 'giallo-rosso', che potrebbe nascere nelle prossime ore, a rimettere la ricostruzione del centro Italia colpito dal sisma, al centro dell'agenda politica. "L'ultimo anno di Governo non ha prodotto alcun tipo di accelerazione- spiega Ceriscioli commentando l'incontro di oggi del presidente incaricato Giuseppe Conte con una delegazione delle popolazioni terremotate- Restano i problemi sul tappeto e le cose continuano ad andare piuttosto lentamente. Abbiamo chiesto in tutte le sedi sia al presidente Conte sia al Pd, di non dimenticarsi che c'e' una situazione che ha bisogno di un Governo che sia in grado di offrire gli strumenti per dare l'accelerazione. Spero che queste attivita' che preludono alla possibile nascita di un nuovo Governo poi si traducano in atti concreti a favore del nostro territorio".

Il presidente della Regione Umbria Fabio Paparelli ha inviato oggi, come annunciato, una lettera al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte nella quale chiede che la ricostruzione sia centrale nel programma di governo. “L’ultima sequenza sismica che ha interessato in questi giorni il territorio dei Sibillini, tra Norcia ed Arquata del Tronto – scrive Paparelli, ha riproposto con forza l’esigenza di una rapida ed efficace azione per velocizzare il complicato processo di ricostruzione del Centro Italia, che, ormai a tre anni dalle prime violente scosse del 2016, stenta a decollare pur essendo stata superata, nella mia regione, la fase emergenziale (al netto degli ultimi accadimenti) e pur essendo partita una ricostruzione che rischia però di essere troppo lunga e farraginosa.

In ogni caso, nonostante innegabili difficoltà e lentezze, a tre anni dal sisma possiamo anche affermare che il processo di ricostruzione si è avviato e che in Umbria si punta ad una ricostruzione di qualità, volta a restituire alle comunità colpite un patrimonio edilizio più sicuro, energeticamente efficiente e urbanisticamente ripensato in alcune sue parti, con edifici pubblici in grado di fornire funzioni di servizio ai cittadini in condizioni migliori di quelli antecedenti al sisma e con una riqualificazione e messa in sicurezza del patrimonio storico e culturale danneggiato alfine di salvaguardare e rispristinare l’identità delle comunità e restituire un sistema territoriale più attrattivo.

Per questi motivi – sottolinea il presidente della Regione - è necessario che, nella fase di predisposizione del programma del nuovo Governo, la ricostruzione assuma un ruolo centrale tra gli impegni che le forze politiche andranno ad assumersi.  Intendo per questo sottoporre alla Sua attenzione la necessità non più rinviabile di una revisione delle procedure amministrative messe in campo, tutte basate su regole ordinarie che certamente non si adattano alla straordinarietà dell’opera di ricostruzione ed all’esigenza di tempi rapidi per dare risposte ai cittadini danneggiati dal sisma”.
“Un cambio di passo che – secondo il presidente Paparelli, oltre ad eliminare inutili complicazioni burocratiche ed a snellire i tanti complicati procedimenti amministrativi previsti, restituirebbe fiducia alla popolazione e certamente aiuterebbe a portare avanti con maggiore facilità le incombenze e le difficoltà della ricostruzione stessa.

A questo proposito mi permetto di ribadirLe quelle richieste e quelle proposte che le quattro Regioni interessate e la totalità dei Comuni hanno più volte avanzato. In particolare mi riferisco alla possibilità di ulteriori 400 assunzioni negli uffici ricostruzione per corrispondere alle esigenze reali, a quella di utilizzare la rete dei professionisti esterni sia per quanto riguarda le istruttorie che i controlli nelle varie fasi del processo amministrativo e mi riferisco allo snellimento della burocrazia e delle procedure correlate, a partire dalla unicità del procedimento amministrativo in capo ai vari soggetti.

Inoltre, il ripetersi nel tempo di sequenze sismiche - aggiunge, ripropone con forza l’esigenza di strumenti idonei di sostegno e di aiuto all’economia di questi territori, volta ad incentivare la permanenza e magari attrarre nuove imprese.
In questa direzione sarebbero utili strumenti come la cassa integrazione in deroga “automatica”, che può essere applicata immediatamente in caso di bisogno ed un regime di aiuto dedicato, sul tipo di quelli previsti per le aree svantaggiate, da applicare ai settori del turismo, commercio, artigianato ed agroalimentare, con specifiche norme speciali su contributi previdenziali e fiscalità.

Aldilà delle singole proposte, che potranno essere discusse ancora e approfondite in appositi tavoli di lavoro, ravvisiamo la necessità di giungere rapidamente alla definizione di un apposito nuovo decreto legge (che corregga anche i punti critici del Decreto “Sblocca cantieri”) auspicando anche una maggiore e diversa collaborazione con il Commissario straordinario.

Egregio Presidente – conclude Paparelli, attendiamo con speranza e fiducia ed affidiamo a Lei ed al nuovo Governo un segnale forte di attenzione, che faccia percepire un nuovo impegno ed un robusto passo avanti in questa delicata ma fondamentale attività di ricostruzione che interessa il cuore vero dell’Italia”. (02/09/2019-ITL/ITNET)

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