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LAVORO - AL VIA COLLABORAZIONE CNEL / DIPARTIMENTO FUNZIONE PUBBLICA - MIN.DADONE: "DIALOGO SOCIALE P.A...DA LOGICA ADEMPIMENTO A RISULTATO - PRIME ESPERIENZE P.A. SMART WORKING

(2019-10-01)

  “La presenza del ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone  al CNEL (VEDI: https://youtu.be/hDP469BFWB0) rappresenta l’inizio di una collaborazione importante con il suo dicastero. Le Pubbliche Amministrazioni sono in una fase di forte innovazione, tecnologica ma anche organizzativa in cuI lo smart working è uno strumento su cui puntare”. Lo ha detto Tiziano Treu, presidente CNEL, introducendo la conferenza conclusiva del progetto internazionale "Improving work-life balance: opportunities and risks coming from digitalization".

Il programma per il miglioramento della qualità nelle amministrazioni centrali degli stati rientra nell’ambito dell’accordo quadro europeo tra le Associazioni Datoriali (EUPAE) e le rappresentanze sindacali (TUNED) in seno al Comitato per il Dialogo Sociale nell'Ambito della Commissione Europea. Fondato nel 2010, il Comitato Settoriale Europeo sul Dialogo Sociale per le Amministrazioni pubbliche Centrali è uno dei 44 comitati settoriali che contribuiscono al modello sociale europeo, con il sostegno della Commissione europea.

“Il Governo italiano, e per esso, come EUPAE Italia, il Dipartimento della Funzione Pubblica, ha assunto nel corso del 2017 la presidenza del Comitato Settoriale Europeo sul Dialogo Sociale per le Amministrazioni Pubbliche Centrali e, in questa veste, ha fortemente sostenuto questa iniziativa riconoscendone la sua valenza sociale”, ha detto il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone. “So che come CNEL avete sostenuto un lavoro importante e approfondito per quasi 18 mesi, su tematiche care a tutti i Paesi dell’Unione Europea aderenti al Comitato, nell’ambito di un dialogo che fa parte della stessa idea di Europa sociale, fondata sul lavoro e sull’equità”, ha continuato il Ministro. “Non esiste, infatti, identità europea senza una piena valorizzazione e una profonda tutela della persona che lavora. Un principio ancora più importante, un baluardo di civiltà in un’epoca in cui la globalizzazione economica e produttiva ha generato, accanto a diffuso benessere, pesanti situazioni di sfruttamento e di compressione dei diritti dei lavoratori in varie parti del mondo”.

“Bisogna incoraggiare la svolta verso una visione del lavoro che sostituisca l’idea dello scambio tra presenza fisica e salario con quella dell’obiettivo e della responsabilità” ha aggiunto la Dadone. “Dobbiamo passare dalla logica dell’adempimento a quella del risultato. Solo così si possono valorizzare i soggetti migliori, i bravi, quelli che percepiscono la loro opera nella Pubblica amministrazione come un onore e una missione. La tecnologia in questo può essere decisiva. Tutte le ricerche dimostrano che forme di smart working e lavoro agile accrescono la soddisfazione professionale, il senso di appartenenza e, dunque, il rendimento, la produttività del lavoro”.

Lo smart working, sulla base di dati di una recente ricerca del Politecnico di Torino, coinvolge ormai mezzo milione di lavoratori, che corrispondono complessivamente a circa il 13% della forza lavoro impiegata nel settore privato: una grande azienda su 2 ne fa ricorso! “Nel lavoro pubblico hanno invece proceduto, con esperienze pilota, le più importanti amministrazioni, a partire dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’economia e delle finanze, all’Inps, all’Inail, al Ministero dei Beni culturali, solo per citarne alcune. Ma anche in questi casi si intuiscono importantissime potenzialità di espansione, considerato che il 48% delle pubbliche amministrazioni si è dichiarato favorevole ad avviare prestazioni lavorative in modalità agile”, ha concluso il Ministro.

“La ricerca comparata presentata in Parlamentino costituisce un momento rilevante perché il CNEL è impegnato su questo fronte. I nostri Rapporti sul Mercato del Lavoro includono anche il pubblico impiego. Per questo, forniremo al ministro una serie di contratti collettivi che sono interessanti perché integrano la norma di legge, in modo da rendere lo smart working non solo utile ma anche sostenibile umanamente”, ha affermato, concludendo il presidente Treu.(01/10/2019-ITL/ITNET)

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