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DIRITTI DEI CITTADINI - GIORNATA POVERI - IN ITALIA 1 SU 10 NON HA RISORSE ADEGUATE PER GARANTIRSI UN PASTO. PUNTA ICEBERG CAMPANIA E SICILIA

(2019-11-17)

  Piu’ di un italiano su dieci non ha risorse adeguate per garantirsi una corretta e sana alimentazione, una delle situazioni peggiori all’interno dell’Unione Europa. E’ quanto emerge da un'analisi di Coldiretti, presentata nel maggio scorso, sulla base dei dati Eurostat diffusa in occasione della Giornata Mondiale dell’alimentazione promossa dalla Fao in tutto il mondo il 16 Ottobre.

L’11% della popolazione italiana – sottolinea la Coldiretti – non puo’ permettersi un pasto adeguato almeno ogni due giorni con proteine della carne, del pesce o equivalente vegetariano.  In Europa– precisa la Coldiretti –la percentuale media scende all’8% ma stanno peggio dell’Italia solo Grecia (12%), Lettonia (12%), Ungheria (12%) Romania (16%) e Bulgaria (31%).

Un paradosso – denuncia la Coldiretti - se si considera che in Italia sono finiti nel bidone alimenti e bevande per un valore annuale di 16 miliardi di euro che sarebbero piu’ che sufficienti a coprire il deficit alimentare del paese. Non si tratta solo di un problema etico ma che determina anche – precisa la Coldiretti – effetti sul piano economico ed anche ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti.

La crescente sensibilità sul tema ha pero’ portato oltre sette italiani su dieci (71%) secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ a diminuire o annullare gli sprechi alimentari adottando nell’ultimo anno strategie che vanno dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, ma anche la richiesta della doggy bag al ristorante e la spesa a chilometri zero dal campo alla tavola con prodotti più freschi che durano di più.

La punta dell’iceberg della povertà in Italia sono i 2,7 milioni di persone che nel 2018 sono stati addirittura costretti a chiedere aiuto per il cibo da mangiare, di cui ben un terzo concentrati tra Campania e Sicilia. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa in occasione degli ultimi dati Eurostat sul rischio di povertà nelle Regioni secondo i quali nei territori campani e siciliani oltre quattro persone su dieci sono a rischio ovvero hanno un reddito disponibile dopo i trasferimenti sociali inferiore al 60% di quello medio nazionale. In Campania, in particolare, la percentuale di coloro che sono a rischio povertà è del 41,4% (era 34,3% nel 2017) mentre in Sicilia è al 40,7%, seppur in calo. Si tratta del livello più alto in Ue.

Ad avere problemi per mangiare ci sono – sottolinea la Coldiretti – oltre la metà dei 5 milioni di residenti in Italia che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea).

La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo ha fatto attraverso la consegna di pacchi alimentari che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Infatti sono appena 113mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,36 milioni che invece hanno accettato l’aiuto delle confezioni di prodotti Ma ci sono anche 103mila persone – aggiunge la Coldiretti – che sono state supportate dalle unità di strada, gruppi formati da volontari che vanno ad aiutare le persone più povere incontrandole direttamente nei luoghi dove trovano ricovero.

Nel 2018 si segnala inoltre il nuovo fenomeno degli empori sociali, veri e propri negozi dove gli indigenti possono fare la spesa gratuitamente attraverso delle tessere, di cui hanno beneficiato in circa 84mila. Non manca, anche se con numeri bassi, chi viene assistito direttamente a casa (24mila). Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano – continua la Coldiretti – 453mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 197mila anziani sopra i 65 anni e circa 103mila senza fissa dimora. (17/11/2019 - ITL/ITNET)

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