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SINDACATI ITALIANI NEL MONDO - FRONTALIERATO - INCONTRO UNIA E- CGIL SU "I FRONTALIERI IN EUROPA, IN SVIZZERA ED IN TICINO . INTERVENGONO VANIA ALLEVA (PRES.UNIA) E G. AUGURUSA (RESP.CGIL NAZ.FRONTALIERI )

(2019-11-15)

  “I frontalieri in Europa, in Svizzera e in Ticino” è il titolo del dibattito promosso dal sindacato Unia Ticino, in collaborazione con la Cgil, che si terrà mercoledì 20 novembre alle ore 18 al Centro Serrafiorita Meeting, in Via Pian Scairolo 2 a Pambio Noranco,  (Lugano) sul confine italo svizzero.

Il programma prevede in particolare una presentazione da parte dello studioso Paolo Barcella, storico del frontalierato e autore del libro “I frontalieri in Europa”,*** un’opera che analizza dal punto di vista storico e scientifico il pendolarismo lavorativo in Europa e che mette in evidenza particolarità e aspetti critici della situazione in Svizzera e nel Canton Ticino,  in particolare. Il volume di Paolo Barcella - esito ultimo di un percorso di ricerca pluriennale, sviluppato in collaborazione con centri studi nazionali ed internazionali - intende fornire un quadro storico del fenomeno, dopo aver individuato i suoi precedenti nell'età moderna, ne traccia il profilo, proponendo una periodizzazione che consente di coglierne l'evoluzione e gli sviluppi dai primi del Novecento ai giorni nostri. 

Seguirà un dibattito moderato dal giornalista del quindicinale di critica sociale e del lavoro area Federico Franchini, a cui prenderanno parte, oltre allo stesso Barcella Christian Vitta, Consigliere di Stato, Vania Alleva, presidente nazionale di Unia, Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale per i frontalieri della Cgil e Fabio Losa, docente ricercatore della Supsi.

***
"I FRONTALIERI sono lavoratori pendolari internazionali, ovvero lavoratori mobili, impiegati all'estero, ma residenti nel proprio Paese di origine, dove mantengono la loro vita familiare e sociale.
Sebbene forme di pendolarismo internazionale di breve raggio siano riconoscibili anche nei flussi di mobilità dal lavoro dell'età moderna. Il frontalierato europeo novecentesco si è distinto per caratteristiche che sono conseguenza di sviluppi economici, di trasformazioni tecnologiche - in particolare nei settori dei trasporti e delle telecomunicazioni e di normative che ne hanno definito lo statuto giuridico, riconosciuto oggi nei suoi caratteri generali da tutti gli stati membri dell'Unione Europea.
La rilevanza del frontalierato è molto variabile lungo le diverse frontiere del Continente e solo un approccio che sappia fare i conti con diverse scale di osservazione - locale, regionale, nazionale e sovranazionale - permette di coglierne i motivi di interesse e l'impatto complessivo " (15/11/2019- ITL/ITNET)

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