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DIRITTI DEI CITTADINI - EUROPA / INFORMAZIONE - AL CESE FIGLIO GIORNALISTA CARUANA GALIZIA : "MONITORAGGIO EUROPEO POTREBBE CONTRIBUIRE A DIFENDERE GIORNALISTI E LIBERTA' MEDIA" . MOBILITAZIONE SOCIETA' CIVILE MALTESE

(2019-12-13)

Il figlio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa nel 2017 mentre era impegnata a mettere in luce la corruzione nel governo, è intervenuto alla sessione plenaria di dicembre del Comitato economico e sociale europeo (CESE) affermando che un meccanismo di monitoraggio europeo dello Stato di diritto potrebbe contribuire a difendere il giornalismo da tutte le forme di pressione.

L'assassinio di una giornalista costituisce un attacco alla società e ai valori fondamentali dell'Europa. L'UE ha quindi bisogno di strutture per combattere la criminalità transnazionale e di meccanismi per proteggere i giornalisti e la libertà dei media.

Andrew Caruana Galizia, figlio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, assassinata il 16 ottobre 2017 dopo aver investigato e segnalato casi di corruzione ai massimi livelli di governo, è intervenuto in veste di ospite speciale alla sessione plenaria di dicembre del CESE, sottolineando la necessità di nuovi strumenti a livello europeo per monitorare lo Stato di diritto in tutta Europa.

"Il Parlamento europeo sta lavorando all'introduzione di un meccanismo di controllo dello Stato di diritto e la nuova Commissione sembra favorevole a tale misura. Dobbiamo dar vita a una vera collaborazione per garantire che tale meccanismo sia incisivo e adatto allo scopo, e che i valori costitutivi dell'UE siano altrettanto applicabili quanto quelli su cui si fonda il nostro mercato unico", ha detto.

"Molti reati denunciati da mia madre avevano una dimensione europea, poiché coinvolgevano diverse giurisdizioni. Molti di questi reati sono impossibili da debellare per un'unica forza di polizia. L'adesione all'UE ha consentito il libero flusso di denaro e di sostegno politico a livello europeo, senza però che fosse garantito un libero flusso della giustizia e delle indagini di polizia", ha continuato.

Il Presidente del CESE Luca Jahier ha sottolineato quanto il giornalismo libero sia fondamentale per il corretto ed equilibrato funzionamento della nostra società: "La libertà dei media è al centro dei valori cui teniamo. Se i giornalisti sono ridotti al silenzio, lo è anche la democrazia. Le rivelazioni delle ultime settimane hanno confermato quello che Daphne aveva segnalato da tempo, prima di essere assassinata: lo Stato di diritto, nello Stato membro più piccolo dell'Unione, era stato compromesso proprio da chi aveva l'obbligo di proteggere i cittadini di Malta. Da allora altri giornalisti sono morti mentre lavoravano a delle inchieste. Tutti erano impegnati in difesa della democrazia e dello Stato di diritto, e tutti sono morti perché niente aveva potuto ridurli al silenzio."

L'Assemblea ha reso omaggio all'inestimabile lavoro di Daphne, ribadendo unanimemente l'importanza di una stampa libera e sottolineando il ruolo essenziale svolto dai giornalisti nella difesa quotidiana delle nostre libertà fondamentali che, insieme alla democrazia e allo Stato di diritto, contribuisce alla pace e alla stabilità in Europa.

In riferimento alle dimostrazioni messe in atto ogni giorno dalla popolazione maltese, il membro maltese del CESE Stefano Mallia ha detto che: "Per la prima volta nella storia del nostro paese migliaia di persone protestano senza essere guidate da un partito politico. Questo non ha precedenti in un paese in cui i partiti sono molto presenti nella vita quotidiana. È un momento storico, in cui la società civile ha finalmente trovato la sua voce. Daphne ne sarebbe orgogliosa. Stiamo cercando di ripulire il nostro sistema politico, difendere la nostra democrazia e ottenere giustizia per Daphne, la sua famiglia e la nazione per cui ha lottato così duramente."

Riferendosi agli ultimi sviluppi nelle indagini sull'omicidio della madre, Andrew Caruana Galizia ha detto senza mezzi termini che, in assenza di cambiamenti istituzionali, non ci sarà mai una speranza di giustizia a Malta, e che anche la cultura politica del paese deve cambiare: "Siamo ormai vicini come mai prima nella nostra storia nazionale a un consenso sulle esigenze di cambiamento nel paese, sui necessari cambiamenti istituzionali e costituzionali, ma anche della cultura politica, dei partiti e della cultura dell'informazione."

Luca Jahier ha concluso esprimendo ammirazione per la straordinaria mobilitazione della società civile maltese: "Tutti i responsabili dell'omicidio di Daphne dovranno rispondere al più presto del loro operato. I cittadini europei non possono tollerare ulteriori ritardi. Sono molto orgoglioso delle organizzazioni della società civile maltese, che hanno chiesto giustizia, perché nessuno dovrebbe essere al di sopra della legge. Desidero esprimere loro la nostra forte solidarietà e il nostro sostegno in questo momento cruciale per il futuro del loro paese e per la promozione dei valori fondamentali della nostra Europa. Siamo con voi!" (13/12/2019-ITL/ITNET)


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