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IMMIGRAZIONE - EUROPA/DUBLINO III - AUDIZIONE COMMISSIONE LIBE SU ATTUAZIONE REGOLAMENTO IN VISTA NUOVO ACCORDO SU MIGRAZIONE E ASILO

(2020-02-18)

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo organizza il 19 febbraio 2020 un'audizione sull'attuazione del regolamento Dublino III.

L'audizione si svolge nel contesto della relazione di attuazione del Parlamento sul regolamento Dublino III, di cui il progetto sarà presentato in commissione LIBE questa primavera. L'audizione è organizzata per contribuire alla constatazione dei fatti per la relazione.

La relazione ha l'obiettivo di sostenere il lavoro del Parlamento per quanto riguarda il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo, che sarà presentato ugualmente questa primavera.

Interverranno autorità nazionali della Grecia, Germania, Svezia, Spagna e Italia.  L'elenco dei relatori comprende rappresentanti delle istituzioni dell'UE, autorità nazionali e ONG.

A seguire, la relazione sul contesto della proposta di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di paese terzo o da un apolide (rifusione)

1.CONTESTO DELLA PROPOSTA
-Motivi e obiettivi della proposta
L’Unione europea si sta impegnando per giungere a un approccio più sostenibile alla gestione della migrazione, nei confronti sia di coloro che necessitano di protezione internazionale, sia di coloro che si spostano per altri motivi. Lo scopo è porre fine ai movimenti irregolari e pericolosi dei migranti e al modello operativo dei trafficanti, e sostituirli con vie di accesso all’UE sicure e legali per coloro che hanno bisogno di protezione. La protezione nella regione di partenza e il reinsediamento nell’UE dovrebbero diventare il modello per il futuro, e sono il miglior modo per tutelare gli interessi e la sicurezza dei rifugiati.

Nel frattempo resta probabile che a breve e medio termine continuino ad arrivare migranti alle frontiere esterne dell’Unione. Chi non chiede protezione internazionale andrebbe rimpatriato. Chi invece chiede asilo dovrebbe poter contare su un trattamento efficace della sua domanda, su strutture di accoglienza dignitose e misure di sostegno nello Stato membro competente nel corso del procedimento e anche in seguito, se la domanda risulta fondata.

L’esperienza recente mostra comunque che arrivi incontrollati su larga scala sottopongono a pressioni eccessive i sistemi di asilo degli Stati membri, conducendo a una crescente inosservanza delle regole. Sono in atto i primi tentativi di affrontare il problema e riprendere il controllo della situazione applicando le norme vigenti sulla gestione delle frontiere Schengen e sull’asilo e intensificando la cooperazione con paesi terzi strategici, in particolare la Turchia. La situazione ha tuttavia messo in luce carenze più basilari nella concezione delle norme europee in materia di asilo, che ne minano l’efficacia e non permettono una ripartizione sostenibile delle responsabilità: è questo ora il problema da risolvere.

Il 6 aprile 2016 la Commissione ha esposto le sue priorità per il miglioramento del sistema europeo comune di asilo (CEAS) nella comunicazione “Riformare il sistema europeo comune di asilo e potenziare le vie legali di accesso all’Europa” 1 , annunciando l’intenzione di riformare progressivamente l’attuale quadro dell’Unione in materia di asilo per stabilire un sistema sostenibile ed equo di determinazione dello Stato membro competente per l’esame delle domande di asilo, rafforzare il sistema Eurodac, ottenere una maggiore convergenza nel sistema di asilo, impedire i movimenti secondari ed ampliare il mandato dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO). La necessità della riforma è stata ampiamente riconosciuta, fra l’altro dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo .

La presente proposta di riforma del regolamento Dublino III fa parte della prima mandata di proposte legislative che realizzeranno una riforma approfondita del CEAS. Questo primo pacchetto comprende anche una proposta di rifusione del regolamento Eurodac e una proposta relativa all’istituzione di un’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo. La proposta su Eurodac comprende le modifiche necessarie per adeguare il sistema alle norme proposte per il regolamento Dublino, in linea con il suo obiettivo primario di contribuire all’attuazione di tale regolamento. Eurodac diventerà anche una banca dati per finalità più ampie nel settore dell’immigrazione, agevolando il rimpatrio e la lotta contro la migrazione irregolare.

La proposta relativa a un’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo mira a migliorare l’attuazione e il funzionamento del CEAS sulla base del lavoro compiuto dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo e a trasformare quest’ultimo in un’agenzia, incaricata di agevolare il funzionamento del CEAS, di assicurare la convergenza nella valutazione delle domande di protezione internazionale in tutta l’Unione e di sorvegliare l’applicazione operativa e tecnica del diritto dell’Unione.

Seguirà una seconda fase di proposte legislative per la riforma delle direttive sulle procedure di asilo e sulle qualifiche, nonché di quella sulle condizioni di accoglienza, per garantire una riforma completa di tutte le componenti del sistema di asilo dell’UE, evitando fra l’altro che il meccanismo Dublino sia perturbato da abusi e dalla caccia all’asilo più vantaggioso (asylum shopping) da parte di richiedenti e beneficiari di protezione internazionale. Occorre in particolare accelerare e rendere più convergenti le procedure di asilo, definire norme più uniformi sulle procedure e sui diritti da offrire ai beneficiari di protezione internazionale e adeguare le condizioni di accoglienza, per aumentare quanto più possibile l’armonizzazione tra gli Stati membri.

Come indicato nella comunicazione del 6 aprile, la crisi dei migranti e dei rifugiati ha fatto emergere notevoli carenze e punti deboli nella concezione e nell’attuazione del sistema europeo di asilo, e specialmente delle norme Dublino. L’attuale sistema Dublino non è stato concepito per garantire una distribuzione sostenibile delle responsabilità nei confronti dei richiedenti in tutta l’Unione.
Di conseguenza, attualmente pochi Stati membri si trovano a gestire la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo in arrivo nell’Unione, il che sottopone a pressione le capacità dei loro sistemi di asilo e incoraggia una certa inosservanza delle norme dell’UE.

In più l’efficacia del sistema Dublino è compromessa da una serie di norme complesse e contestabili sulla determinazione della competenza, e dalla lunghezza delle procedure. Questo vale soprattutto per le attuali norme che prevedono un trasferimento della competenza tra Stati membri dopo un certo periodo. Inoltre, in mancanza di disposizioni chiare sugli obblighi dei richiedenti e sulle conseguenze del mancato rispetto di tali obblighi, l’attuale sistema si presta spesso ad abusi da parte dei richiedenti stessi.

Gli obiettivi del regolamento Dublino – garantire che i richiedenti asilo accedano rapidamente a una procedura di asilo e che una domanda sia esaminata nel merito da un unico Stato membro chiaramente determinato – rimangono validi. È però chiaro che occorre riformare il sistema Dublino, sia per semplificarlo e renderlo più efficace nella pratica, sia per metterlo in condizioni tali da poter reagire a situazioni in cui i sistemi di asilo degli Stati membri subiscano pressioni sproporzionate.

La presente proposta è una rifusione del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (“regolamento Dublino III”).

La proposta ha le seguenti finalità specifiche:

-aumentare la capacità del sistema di determinare in modo efficiente ed efficace un solo Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale; in particolare la proposta elimina la clausola sulla cessazione della competenza e abbrevia nettamente i termini per l’invio delle richieste, il ricevimento delle risposte e l’esecuzione dei trasferimenti tra gli Stati membri;

-permettere un’equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri, completando il sistema vigente con un meccanismo correttivo di assegnazione, che si attiverebbe automaticamente qualora alcuni Stati membri dovessero affrontare un numero sproporzionato di domande di asilo;

-scoraggiare gli abusi e impedire i movimenti secondari dei richiedenti all’interno dell’UE, in particolare stabilendo chiaramente che questi ultimi devono presentare domanda nello Stato membro di primo ingresso e rimanere nello Stato membro designato come competente; ciò implica anche conseguenze proporzionate di ordine procedurale e materiale in caso di mancato rispetto di tali obblighi.

Consultazioni mirate del Parlamento europeo e degli Stati membri, anche sulla base della comunicazione del 6 aprile, nonché con l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e la società civile, hanno confermato che esistono pareri divergenti quanto alla natura e alla portata della riforma del regolamento Dublino.

In tale contesto la Commissione ha valutato attentamente gli argomenti presentati ed è giunta alla conclusione che gli attuali criteri del sistema Dublino vanno mantenuti, ma integrati da un meccanismo correttivo di assegnazione inteso ad alleviare la pressione sproporzionata a carico di certi Stati membri. Nel contempo il nuovo regime Dublino sarà basato su un sistema di riferimento europeo fin dall’inizio della sua attuazione, grazie a un meccanismo correttivo di solidarietà che sarà attivato automaticamente non appena uno Stato membro si trovi ad affrontare un carico sproporzionato.

Sono introdotti anche altri cambiamenti fondamentali destinati a scoraggiare gli abusi e impedire i movimenti secondari dei richiedenti all’interno dell’UE.

- Coerenza con le disposizioni vigenti nel settore normativo interessato
Il sistema Dublino è il fondamento del sistema europeo comune di asilo: determina quale sia lo Stato membro competente per una domanda di asilo e opera mediante gli strumenti giuridici e politici del settore dell’asilo, in particolare le procedure di asilo, le norme per la qualifica di beneficiario di protezione internazionale, le condizioni di accoglienza, la ricollocazione e il reinsediamento.

La scarsa attuazione della legislazione dell’UE in materia di asilo impedisce di progredire. È quindi prioritario fare in modo che gli Stati membri attuino pienamente e prontamente il diritto dell’Unione. Negli ultimi anni in particolare la Commissione ha collaborato con le autorità greche per provvedere in via prioritaria a normalizzare la situazione dopo la sospensione dei trasferimenti Dublino nel 2010. A tale scopo il 10 febbraio 2016 la Commissione ha rivolto una raccomandazione alla Grecia  sulle misure che il paese doveva adottare con urgenza in vista della ripresa dei trasferimenti ex regolamento Dublino.

La presente proposta fa parte di un pacchetto di proposte di riforma di altri elementi del sistema Dublino che garantirà la coerenza delle disposizioni in questo settore. La proposta di riforma del regolamento Eurodac prevede le modifiche necessarie per riflettere quelle proposte nel regolamento Dublino e per contribuire a controllare meglio la migrazione irregolare. La Commissione propone inoltre di istituire un’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo che sostenga il funzionamento del sistema europeo comune di asilo, compreso il meccanismo Dublino riveduto.

In risposta alla situazione di crisi in Grecia e in Italia, il Consiglio ha adottato nel settembre 2015 due decisioni sulla ricollocazione, che saranno applicate fino al settembre 2017. Si tratta di una risposta di emergenza ad hoc, temporanea, alla situazione di questi due Stati membri che sperimentavano afflussi di migranti senza precedenti e che dovevano essere sollevati di parte del loro carico: la competenza per alcuni richiedenti asilo è stata trasferita dall’Italia e dalla Grecia ad altri Stati membri. La Commissione ha presentato due relazioni sull’attuazione di entrambe le decisioni .

Per offrire una soluzione strutturale a tali situazioni di crisi, la Commissione ha proposto nel settembre 2015 un meccanismo di ricollocazione di crisi 8 da attivarsi tramite un atto delegato che determinasse anche il numero di persone da ricollocare.

La presente proposta introduce un meccanismo correttivo di assegnazione da attivare automaticamente; il suo obiettivo è quindi simile a quello della proposta della Commissione del settembre 2015, che la Commissione potrebbe decidere di ritirare in funzione degli esiti delle discussioni sulla presente proposta.

La presente proposta prevede inoltre nuove norme per determinare lo Stato membro competente per l’esame di una domanda presentata da un minore non accompagnato; in particolare stabilisce che, in mancanza di parenti, la competenza spetta allo Stato membro in cui è stata presentata la prima domanda, a meno che ciò non vada contro l’interesse superiore del minore.

Questa regola permetterà una rapida determinazione dello Stato membro competente e quindi un rapido accesso alla procedura per questo gruppo vulnerabile di richiedenti, anche grazie al proposto abbreviamento dei termini. Dato che tale norma differisce da quanto previsto nella proposta della Commissione del giugno 2014 9 , la Commissione intende ritirare quest’ultima, sulla quale è stato finora impossibile raggiungere un accordo.

-Coerenza con le altre normative dell’Unione
La presente proposta è coerente con la politica globale a lungo termine per una migliore gestione della migrazione, presentata dalla Commissione nell’agenda europea sulla migrazione 10 , che ha sviluppato gli orientamenti politici del presidente Juncker in una serie di iniziative coerenti e complementari basate su quattro pilastri: ridurre gli incentivi alla migrazione irregolare, rendere sicure le frontiere esterne e salvare vite umane, attuare una politica forte in materia di asilo e definire una nuova politica di migrazione legale. La presente proposta, che continua ad attuare l’agenda europea sulla migrazione per quanto riguarda l’obiettivo di rafforzare la politica di asilo dell’Unione, va inquadrata nel contesto della politica dell’UE volta a costruire un sistema solido ed efficace per una gestione sostenibile della migrazione per il futuro, che sia giusta tanto nei confronti delle società di accoglienza e dei cittadini dell’Unione, quanto nei confronti dei cittadini di paesi terzi e dei paesi di origine e di transito.... (https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52016PC0270&from=EN ) (18/02/2020-ITL/ITNET)

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