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LAVORO - ITALIANI IN SVIZZERA/ CORONAVIRUS - SINDACATO UNIA TICINO CHIEDE AL GOVERNO "CHIUSURA ATTIVITA' PRODUTTIVE NON ESSENZIALI E MISURE GARANZIA SALARIALE"

(2020-03-13)

  "In linea con quanto richiesto da più parti e già proposto in molti paesi, questa è l’unica misura realmente efficace per arginare questa emergenza. Nella maggior parte dei posti di lavoro non vengono garantite, o peggio non è possibile garantire, le misure di protezione della salute e di sicurezza adeguate, definite dalle autorità competenti". Così ribadisce in una nota del Sindacato UNIA TICINO e MOESA, che aggiunge "abbiamo constatato come nel mondo del lavoro si stanno moltiplicando gli abusi e i tentativi di scaricare il costo di questa pandemia sulle spalle dei lavoratori."

"Le stesse considerazioni effettuate dal governo questa mattina e negli scorsi giorni (chiusura delle scuole, sospensione di eventi pubblici per evitare assembramenti, sospensione di eventi sportivi e culturali, …) devono valere anche per i lavoratori e le lavoratrici." stigmatizza il Sindacato " Perché per essere efficaci questi provvedimenti devono impedire tutte le situazioni che producono concentrazioni di persone. Portiamo ad esempio le realtà di fabbriche o magazzini con decine e in alcuni casi centinaia di lavoratori quotidianamente a contatto, o quello di aziende che invitano i lavoratori ad alloggiare in dormitori stipati a decine. Nel terziario, impensabile lasciare aperti saloni di bellezza e centri commerciali al di là di punti vendita di beni essenziali".

I lavoratori e le lavoratrici non possono più essere esposti ai rischi che si vogliono evitare a sportivi o spettatori.

Ed ancora "La tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori e la difesa della salute pubblica devono essere anteposti ad altre considerazioni di tipo economico. Misure come la chiusura delle dogane o il blocco del rilascio dei permessi sono nel migliore dei casi superate dagli eventi, ed oggi puramente propagandistiche.

Ovviamente precisa la nota - le lavoratrici e i lavoratori  devono poter rimanere a casa avendo la certezza del salario e del mantenimento del posto di lavoro per tutto il tempo che durerà l’emergenza sanitaria. Esistono gli strumenti necessari a rispondere a questa necessità, in primis – come già sottolineato più volte anche dal governo

– la richiesta di lavoro ridotto. Questa misura deve essere estesa anche ai lavoratori delle agenzie interinali, che più di altri stanno pagando il conto di questa emergenza e che al momento non hanno diritto a questo genere di indennità.

Inoltre,  il Sindacato UNIA Regione Ticino e Moesa chiede:

- La valutazione immediata da parte dell’autorità cantonale del blocco immediato di tutte le attività produttive, ad esclusione di quelle essenziali alla collettività.

- Laddove necessario, l’implementazione di misure più efficaci per la protezione di lavoratori e lavoratrici che dovranno comunque garantire la continuazione della loro attività lavorativa. Tra queste, l’istituzione di un sistema di accoglienza per i figli di chi sarà chiamato a queste attività.

- L’agevolazione dell’accesso al lavoro ridotto e l’estensione delle indennità ai lavoratori interinali.

- Il divieto assoluto di licenziamenti per tutto il periodo in cui le aziende beneficeranno del lavoro ridotto. (13/03/2020-ITL/ITNET)

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