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IMMIGRAZIONE - COVID-19 /SINDACATI - LETTERA A MIN. CATALFO, DI MAIO E LAMORGESE: TROVARE SOLUZIONE RIENTRO LAVORATORI MIGRANTI BLOCCATI ALL'ESTERO

(2020-04-09)

I segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, Giuseppe Massafra, Andrea Cuccello e Ivana Veronese, firmano una lettera indirizzata ai ministri del Lavoro, Nunzia Catalfo, degli Esteri, Luigi Di Maio e degli Interni, Luciana Lamorgese sulla condizione dei lavoratori stranieri occupati in Italia, ma ora rimasti bloccati nei loro paesi d’origine a causa delle misure restrittive contro il coronavirus.

“Si pone il tema dei lavoratori di imprese la cui attività lavorativa è sospesa o mantenuta in produzione e che, a causa di un viaggio nel paese di provenienza in concomitanza del blocco della mobilità internazionale – si legge nella lettera - si sono trovati nella impossibilità di rientrare in Italia e riprendere la normale attività lavorativa. I canali di reingresso in Italia allestiti dalle nostre rappresentanze diplomatiche, sono stati messi in atto assicurando il rientro dei cittadini italiani tramite voli e/o spostamenti pre-organizzati. Questa attività pare non abbia compreso i cittadini stranieri dipendenti di aziende italiane, in particolare coloro che provengono da paesi extra-UE, pur se titolari di regolare permesso di soggiorno. Per costoro, essendo il rientro sul luogo di lavoro impossibilitato a causa del blocco della mobilità internazionale causato dall’emergenza Covid 19, si pongono alcuni problemi che intendiamo sottoporre con l’obiettivo di trovarne adeguata soluzione.

"Reingresso di lavoratore con Permesso di Soggiorno in scadenza o scaduto. Il D.L.18/2020 all’art.103 ricomprende anche i permessi di soggiorno in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile, la cui validità si considera pertanto prorogata fino al 15 giugno. Per tali permessi, a seguito di ulteriori circolari del Ministero dell’Interno, la scadenza è stata prorogata anche in funzione dell’ingresso in Italia e degli opportuni controlli della Polizia di Frontiera e Immigrazione in occasione del transito sui confini italiani".

"Tuttavia - spiegano Cgil, Cisl, Uil -, osserviamo che l'autorità di alcuni paesi Extra-UE sottopongono le persone in transito con destinazione Italia a controlli preventivi della documentazione di viaggio e dei titoli di soggiorno per i paesi di destinazione. Questi controlli, nel caso di titolari di Permesso di Soggiorno scaduto ma ancora in corso di validità’ ex art.103, potrebbero dare esito negativo in occasione delle procedure di imbarco con destinazione Italia".

"Si chiede pertanto - si legge nella lettera - se possa essere utile, per evitare inopportuni blocchi delle Autorità di Frontiera dei paesi di provenienza, rassicurare tali Amministrazioni tramite una comunicazione istituzionale che espliciti le condizioni di deroga alla durata del permesso di soggiorno e a consentirne appena possibile l’imbarco per l’Italia".

"Lavoratori impossibilitati a rientrare sul posto di lavoro a causa del blocco mobilità ex emergenza COVID-19". Si stanno verificando numerosi casi di lavoratori impossibilitati al rientro sul posto di lavoro a causa del blocco della mobilità internazionale. "Costoro, dopo aver trascorso un periodo di ferie nel paese di origine - osservano i sindacati -, pur essendo in possesso di tutti i requisiti per il reingresso, si sono trovati nella impossibilità di rientrare in Italia e riprendere la normale attività’ lavorativa. Dove è stato possibile si è ricorso, tramite contrattazione aziendale, ad includere gli stessi in percorsi di Cassa integrazione o all’utilizzo di periodi di ferie. Tuttavia, il prolungarsi di questa emergenza potrebbe incidere(e per alcuni c’è già un concreto rischio) sulla stabilità lavorativa degli stessi, nonostante il decreto “Cura Italia” assicuri specifiche tutele contro il licenziamento per cause inerenti il Covid 19. Va considerato ancora che questi lavoratori, al loro reingresso in Italia, dovranno ulteriormente astenersi dalla attività’ lavorativa a causa della quarantena obbligatoria imposta a chi entra nel nostro paese".

Cgil, Cisl, Uil  chiedono pertanto "indicazioni certe sulle metodologie praticabili per il mantenimento del posto di lavoro e le garanzie occupazionali degli interessati in questione,anche nella prospettiva di un loro rientro durante la cosiddetta Fase2 che vedrà – ci auguriamo - la ripresa in sicurezza del sistema produttivo".(09/04/2020-ITL/ITNET)

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