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CULTURA ITALIANA NEL MONDO - UN DIGITAL TOUR "ALLA SCOPERTA DEL LABIRINTO DI ARNALDO POMODORO"

(2020-05-12)

La Fondazione Arnaldo Pomodoro presenta il suo primo digital tour gratuito, ALLA SCOPERTA DEL LABIRINTO DI ARNALDO POMODORO: un viaggio interattivo alla scoperta dell’opera ambientale Ingresso nel Labirinto di Arnaldo Pomodoro.
Il digital tour è la nuova tappa di un percorso intrapreso qualche anno fa dalla Fondazione per favorire una sempre più ampia conoscenza dell’opera di Arnaldo Pomodoro e rendere accessibile al grande pubblico la propria Collezione, il corpus dei lavori dell’artista, i suoi carteggi con artisti e critici, i bozzetti e tutti gli altri materiali del suo Archivio. Oggi che le visite al Labirinto non sono possibili e i laboratori didattici sono sospesi, la Fondazione e il suo Dipartimento educativo portano comunque avanti la loro missione in una direzione nuova ma coerente, offrendo un’occasione “virtuale” per sperimentare in prima persona come nasce un’idea e come un’ispirazione possa diventare un’opera d’arte.
( FOTO FB ITALIANNETWORK)

L’esperienza multisensoriale ALLA SCOPERTA DEL LABIRINTO DI ARNALDO POMODORO prevede una visita virtuale nel Labirinto di Pomodoro, alla quale seguono alcune attività educative e interattive dedicate a differenti argomenti e divise per grado di difficoltà, pensate per essere accessibili ai più piccoli come agli adulti. Un viaggio che fa leva sulla fantasia e sulla creatività.
Il progetto – curato da Paola Boccaletti, coordinatrice del Dipartimento educativo della Fondazione – nasce da diverse esperienze di divulgazione dell’opera del Maestro intraprese negli scorsi anni, in particolare dal libro per bambini “Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro”, edito da Corraini e realizzato grazie a un contributo di Fondazione Cariplo, e da “Labyr-Into”, ricostruzione in VR dell’opera Ingresso nel labirinto, realizzata da Oliver Pavicevic e Steve Piccolo, prodotta dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro grazie al contributo di TSS (The Secular Society, Virginia, USA).

Ottieni il link per accedere al digital tour: clicca  https://api.artshell.eu/redirect?dispatch=5eba78c31f722f0012ed7bbc&url=https://forms.gle/ZCvYm2NJ3aCn9qKZ8

Digital tour “Alla scoperta del Labirinto di Arnaldo Pomodoro” è un progetto a cura di Paola Boccaletti
Tratto da: “Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro”, a cura di Fondazione Arnaldo Pomodoro (© 2019 Maurizio Corraini s.r.l.); “L’ingresso nel Labirinto di Arnaldo Pomodoro” (© 2016 Con-fine edizioni / Fondazione Arnaldo Pomodoro); VR “Labyr-Into. Dentro il labirinto di Arnaldo Pomodoro”, di Oliver Pavicevic + Steve Piccolo, curato e prodotto da Fondazione Arnaldo Pomodoro grazie al contributo di The Secular Society (Virginia, USA).
Foto Dario Tettamanzi / Illustrazioni Gaia Scarpari / Web & graphic design Suqrepubliq .
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Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 23 giugno 1926), fratello maggiore dello scultore Giò Pomodoro,  è considerato uno dei più grandi scultori contemporanei italiani, molto noto ed apprezzato anche all'estero.
È famoso soprattutto per le particolari sfere di bronzo, il materiale che predilige per le sue opere, che si scompongono, si "rompono" e si aprono davanti allo spettatore, che è portato alla ricerca e alla scoperta del meccanismo interno, in un contrasto tra la levigatezza perfetta della forma e la complessità nascosta dell'interno.
Pomodoro studia da geometra[2] per poi dedicarsi, quasi subito dopo, alla scultura, per la quale sviluppò a poco a poco un'enorme passione, all'inizio degli anni cinquanta[3]. Lentamente il suo linguaggio caratteristico, informale, si va evolvendo adattandosi di volta in volta alle caratteristiche del materiale usato: prima l'oro e l'argento, per dei monili, poi il ferro, il legno, il cemento e il bronzo, che diverrà la sua materia base per opere di piccole dimensioni e per le sculture monumentali che lo hanno reso celebre[3].

Lancia di Luce sotto la neve, Terni
Dal 1954 vive e lavora a Milano, accanto alla Darsena di Porta Ticinese.
Nel 1961 e 1962, fece parte con Lucio Fontana e altri del gruppo informale "Continuità"[5], grazie al quale raffina una propria cifra stilistica, esprimendo la propria arte nell'equilibrio tra le geometrie esterne e i meccanismi interni delle sue opere monumentali, più adatte alle sue capacità espressive di quelle di dimensioni ridotte, che non gli permettono di indagare all'interno del soggetto rappresentato.
Le sue opere sono presenti in città quali Sorrento, Rimini, Pesaro, Genova, Roma, Milano, Terni, Torino, Tivoli, Belluno, Copenaghen, Brisbane, Dublino (di fronte al famoso Trinity College), Los Angeles, oltre a figurare al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nei maggiori musei mondiali e all'ONU.

Pomodoro ha anche insegnato, per un breve periodo, nei dipartimenti d'arte di diverse università statunitensi, tra le quali risultano quella di Stanford, quella della California, quella di Berkeley ed il "Mills College. Dirige il "Centro TAM" (Trattamento Artistico dei Metalli) per la formazione dei giovani, istituito in collaborazione con il Comune di Pietrarubbia nel Montefeltro, dove ha passato gran parte della sua infanzia, dal '90.
Nella sua arte domina un rigoroso "spirito geometrico", per cui ogni forma tende all'essenzialità volumetrica della sfera, del cubo, del cilindro, del cono, del parallelepipedo e di altri solidi euclidei perfetti, nettamente tagliati, le cui ripetizioni in schiere o segmenti, rettilinei o circolari, sono paragonabili alla successione delle note in una composizione musicale, o ad ingranaggi di macchinari nascosti all'interno dei massicci contenitori, resi parzialmente visibili dalle spaccature e dai tagli che rompono le superfici levigate esterne[8].
La coerenza nell'associazione delle strutture interne alla monumentalità esteriore delle opere di grandi dimensioni dà vita all'opera di Pomodoro[5].
Lo spazio esterno non esiste: tutto si svolge all'interno, nelle "viscere" racchiuse dalle pareti lisce e lucenti, da nitidi volumi, perfettamente delineati[9].
L'autorevolezza e l'importanza di un artista derivano non soltanto dalla sincerità che gli regge la mano, ma anche da significato innovativo che riesce a conferire a uno o più elementi del suo discorso: sarebbe a dire dall'originalità che questi vengono ad assumere nel contesto espressivo[10]. Nel caso di Arnaldo Pomodoro la scultura si porta dentro un'aspirazione e un destino di libertà. Fin dagli esordi le sue opere, i primi rilievi, celebrano una creatività di artigianato spontaneo e fantastico che rivela una gioia e una forza vitali, intrise, però, di una sacralità arcaica. L'alfabeto d'impronta cuneiforme all'origine della poetica espressiva di Pomodoro si concretizza in una dimensione in cui lo spazio del vissuto e la memoria si mescolano. Il segno plastico di Pomodoro è componente di un linguaggio che ha in sé potenzialità indefinite e indefinibili, che vuole prescindere dalle cose così come appaiono per giungere a una profondità che a volte è poco oltre l'immediato e che riassume e concentra in sé tutta l'essenza della realtà. Il fare artistico diventa creazione, creazione come in Klee di "forme e spazi" che vengono prodotti in "proporzioni scelte" con ricchezza d'invenzione secondo una minuscola e preziosa tessitura in sintonia con il ritmo interno delle proprie pulsioni. L'artista dunque, come un demiurgo, ha la facoltà di "generare" il reale e di farlo in forme nuove, in forme che vanno oltre l'ovvietà dell'apparente e del conosciuto per raggiungere nuovi accenti di poesia e di vita

Le opere di Pomodoro sono sparse per il mondo(12/05/2020-ITL/ITNET)

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