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DIRITTI DEI CITTADINI - CORONAVIRUS/ RIMBORSO VIAGGI - DALL'AUSER: FAR VALERE I PROPRI DIRITTI COME SANCITI DALLA UE, ANTITRUST ED ENAC

(2020-06-21)

  Diverse migliaia di viaggiatori si sono ritrovati obbligati per legge ad essere anche donatori agli operatori turistici e compagnie aeree, ma ora la situazione cambiera' ed anche chi ha accettato il voucher far valere il proprio diritto al rimborso. A sottolinearlo l'Associazione dei Consumatori AUSER.

Fino ad ora, per la legge italiana, decreto Governo e approvato dal Parlamento, chi ha pagato un servizio turistico da effettuarsi nel periodo 23 febbraio - 31 luglio, ma non ha potuto usufruirne a causa dell’emergenza sanitaria, deve sottostare alla decisione dell’operatore: rimborso in denaro oppure con voucher valido un anno.
Va da sé che, salvo rare eccezioni, gli operatori offrono solo voucher, con il rischio più che concreto di non poterlo utilizzare e quindi di perdere tutto.

- Il decreto legge “Cura Italia” lo prevedeva in forma ambigua sin dalla sua emanazione a marzo, distinguendo tra recesso del consumatore e annullamento da parte dell’operatore;
- Aduc lo ha subito contestato perché in contrasto con la normativa dell’Unione Europea (5), oltre perché è impensabile far pagare la crisi del settore turistico ai clienti.
- Il Parlamento ha convertito in legge il decreto “Cura Italia” a fine aprile , eliminando ogni possibile ambiguità: decide l’operatore turistico in tutti i casi, punto e basta. Questa è la norma nazionale oggi in vigore!

Nel frattempo in Italia:
- gli operatori turistici offrono solo voucher e molti applicano una diminuzione del valore del voucher al netto di penali inventate; validità del voucher per periodi più limitati; obbligo di fruire del voucher solo per servizi con prezzi indicizzati al momento della fruizione, con conseguente obbligo di dover pagare altri soldi per fruirne; etc.

Nel frattempo in Unione Europea:
- altri Stati membri hanno emulato l’Italia;
- la Commissione Ue dapprima non ha detto niente, poi ha ondivagato tra commissari che chiedevano una procedura d’infrazione contro l’Italia e Co. (la vicepresidente Margrethe Vestager) e chi faceva finta di farlo (la commissaria ai Trasporti Adina Valean).
- nel frattempo, la Commissione si è data da fare per fornire delle linee guida per “salvare” la prossima estate turistica .

Fino a quando la Commissione UE ha deciso di far valere il diritto europeo lo scorso 15 maggio:
- Sicchè gli Stati membri, Italia inclusa, hanno avuto tempo fino al 28 maggio per adeguare ciascuno la sua legislazione alle norme comunitarie: ed ormai a decidere tra rimborso in denaro e voucher è solo il viaggiatore.

Di conseguenza in Italia, il 28 maggio 2020 - l'autorità Antitrust è intervenuta stigmatizzando la normativa italiana che viola quella comunitaria

E il 19 Giugno 2020 è intervenuta anche Enac
Enac (Ente nazionale Aviazione Civile) è intervenuta per sostenere che, secondo loro, dal 3 giugno scorso le compagnie aeree non possono imporre i voucher come rimborso

Cosa deve fare il viaggiatore?
Il consiglio dell'AUSER è di far valere i propri diritti così come sanciti dal diritto UE  - che prevale sul diritto italiano!-, dalla pronuncia dell’Antitrust  e dalle indicazioni di Enac  attraverso una raccomandata A/R o PEC di messa in mora all’operatore .
Potrà farlo anche chi ha già accettato il voucher, qualora sia stato costretto dagli operatori a firmare una rinuncia al rimborso in denaro con la minaccia di perdere sia soldi che voucher.(21/06/2020-ITL/ITNET)

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