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PENSIONATI ITALIANI NEL MONDO - CILE - DAL PARLAMENTO CILENO 'NULLA OSTA" SU POSSIBILITA' DI RITIRO DEL 10% DEI FONDI PENSIONE (AFP) - SULLA SCONFITTA DEL "SISTEMA PREVIDENZIALE CILENO" UN INTERVENTO DI MARCO CONSOLO

(2020-07-31)

A proposito della necessita' di un nuovo welfare in Cile , val la pena di sottolineare come sia determinato dal crollo del modello previdenziale cileno, figlio del  liberismo economico in chiave nord americana calato in una realta' sud americana nettamente diversa.
Ad intervenire sulle vicissitudini è  Marco Consolo giornalista di Rifondazione comunista.

Tant'è che pochi giorni fa il Parlamento cileno ha approvato la possibilità di ritirare il 10 % dei fondi risparmiati dai lavoratori e dalle famiglie nelle famigerate AFP (Amministratori Fondi Pensione). Ovvero l’obbligo di risparmio forzato a favore della previdenza privata. Grazie alla dittatura civico-militare, anche su questo versante, il Cile è stato il laboratorio mondiale delle politiche neo-liberiste con il famigerato D.L. 3.500.  Un modello “previdenziale” che consente ai grandi gruppi privati di raccogliere  e canalizzare il risparmio per finanziarsi, nonchè di investire il denaro depositato dai cittadini, senza che essi possano accedere agli utili, ma viceversa assumendone le perdite. .
Diversa la situazione dei vertici militari che decisero il mantenimento per le Forze Armate e  di Polizia avrebbero mantenuto il sistema pensionistico a carico dello Stato, con evidenti benefici

L'attuale situazione ha messo a nudo  la natura abusiva del risparmio forzato, anche grazie al rifiuto dei potenti di restituire ai loro proprietari anche solo una piccola parte dei fondi accumulati. E ha riproposto con forza la necessità di ricostruire il sistema pubblico di previdenza sociale, distrutto dalla dittatura per trasferirlo al circolo ristretto dell’oligarchia restaurato l’11 settembre 1973.

La decisione parlamentare costituisce una sconfitta importante del governo di Sebastián Piñera, convinto difensore di questo sistema, strutturalmente incapace di risolvere i bisogni più elementari come salute e istruzione, da decenni in mani private in un sistema ancora ingessato dal pinochetismo.

Nonostante la crisi sanitaria, sociale ed economica, i licenziamenti associati alla pandemia e un bilancio delle vittime che supera le 13.000, le uniche misure offerte dal governo sono state scatole di cibo, prestiti bancari e buoni pari a circa 550 euro, ma solo per un settore ridotto della popolazione con contratto e reddito formale da lavoro. " afferma nell'articolo Marco Consolo

Ma oggi in Cile il lavoro “al nero” o informale è una realtà estesa ed in crescita. E quasi la metà dei lavoratori guadagna meno di 500 mila pesos lordi (550 euro), al netto meno di 400 mila pesos (440 euro), mentre solo il 20% dei lavoratori guadagna più di 750 mila pesos (830 euro).

Dalla creazione delle AFP, oltre 150 miliardi di dollari sono stati versati come contributi obbligatori e le compagnie assicurative hanno incassato premi di oltre 70 miliardi di dollari.  Nel “settore previdenza” esistono una trentina di società, di cui diverse straniere (ad esempio BlackRock, il maggior gestore mondiale di fondi). Ma solo quattro hanno intascato la metà di questo enorme flusso di denaro, oltre 35 miliardi di dollari. E le quattro società sono saldamente in mano ai “grandi elettori” amici di Piñera [iv].

Comparate con le pensioni letteralmente da fame che le AFP malvolentieri ditribuiscono, c’è da dire che, negli ultimi 10 anni, i loro amministratori si sono aumentati lo stipendio fino al 500%.  Il record spetta a un italiano, Alfredo Orelli, presidente della AFP Planvital (controllata da Assicurazioni Generali SPA), che guadagna la modica cifra di circa 21.000 euro al mese..... .  (31/07/2020-ITL/ITNET)

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