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SINDACATI ITALIANI NEL MONDO - COVID/LAVORATORI MAECI - CONFSAL UNSA COORDINAMENTO ESTERI : "BENE TUTELE SEDE CENTRALE MA RETE ALL'ESTERO MANCA COORDINAMENTO TUTELA SALUTE DIPENDENTI"

(2020-09-24)

  Nei giorni scorsi il tema della tutela della salute dei lavoratori della rete diplomatico consolare all'estero e' stato al centro dell'intervento di alcuni parlamentari eletti dalla Circoscrizione Estero. Oggi una nota della Confsal Unsa Coordinamento Estero affronta l'argomento, segnalando che:

"In data 21.9.2020 ha avuto luogo presso il MAECI una riunione sindacale convocata dal Direttore
Generale del Personale sulle disposizioni in materia di flessibilità e organizzazione del lavoro pubblico
in vigore fino alla data del 31.12.2020, ai sensi del DL 34/2020, convertito in legge 17 luglio 2020, n.
77.
Si tratta, infatti, di dare attuazione a norme che estendono, presso la Sede centrale, la modalità di
lavoro agile nella misura del 50 per cento fino alla fine dell’anno. In questa percentuale non rientrano
comunque i casi particolari già citati dalla legge quali le persone disabili, i lavoratori maggiormente
esposti per età o per particolari malattie (al riguardo si renderà necessario la presentazione del
certificato medico circa il rischio) o condizioni personali peculiari (ad esempio, figli in quarantena).

Ogni CDR stabilirà, quindi, proprie modalità applicative sotto il monitoraggio della DGRI, ma mantenendo un costante dialogo con le RSU. Le OOSS verranno poi informate a livello centrale dalla stessa DGRI. Relativamente all’articolazione dell’orario di lavoro, le fasce in entrata e in uscita presentano già quegli elementi di flessibilità che vanno incontro all’emergenza, al fine di evitare assembramenti in entrata e uscita dal Ministero.

L’obiettivo è quindi limitato al periodo fino al 31.12.2020, poiché successivamente troverà applicazione
l’accordo “POLA” che deve essere ancora definito con le OO.SS.

Il nostro Sindacato si è espresso a favore delle idee di fondo esposte dal DG, invitando tuttavia
l’Amministrazione alla massima trasparenza gestionale e all’applicazione del principio di equità nella
distribuzione del lavoro nel corso dei prossimi mesi.

Inoltre, nonostante l’ordine del giorno della riunione fosse incentrato unicamente sulle disposizioni in
materia di flessibilità fino al 31.12.2020, la CONFSAL UNSA, prendendo le mosse dal fatto che 83
contagi accertati su 300 sedi della Rete estera non sono affatto pochi, non ha mancato di affrontare
tematiche molto più gravi e urgenti che riguardano la gestione dell’emergenza sulla Rete diplomatico-
consolare.

Ancora una volta, nonostante le reiterate e pressanti sollecitazioni del nostro Sindacato a voler
estendere analoghe e basilari tutele della salute agli uffici all’estero, l’Amministrazione ha dato prova
di sottovalutare la portata del rischio “Covid” per i dipendenti, sostenendo la tesi che la problematica
riguardasse le specifiche responsabilità dei capi missione nella loro funzione di datori di lavoro. Il tutto, afferma la nota della Confsal Unsa Coordinamento esteri - dunque, in perfetto stile “scaricabarile”.

Le decine di segnalazioni giunte negli ultimi mesi anche dal nostro Sindacato, dimostrano, al contrario,
che ancor oggi manca un’attività di coordinamento e di monitoraggio degli uffici all’estero da parte della
Sede centrale, per scongiurare che comportamenti poco prudenti messi in atto localmente divengano
causa di contagio dei dipendenti, come accertato in alcuni casi.

Trincerarsi dietro le disposizioni di cui all’articolo 263, comma 4, che rappresenta l’unica norma specifica prevista per l’estero, non è una ragione sufficiente. E’ indubbio che la norma faccia riferimento alle disposizioni delle autorità sanitarie locali, ma è lapalissiano che essa non circoscrive o impedisce condotte o azioni di prevenzione da adottare all’interno delle sedi che, notoriamente, godono di extraterritorialità.

La CONFSAL UNSA ESTERI esprime protesta per l’assenza di sensibilità e considerazione rispetto ad una tematica così importante come la tutela della salute dei dipendenti. La promozione della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro deve costituire un’assoluta priorità per l’Amministrazione. Il personale deve essere tutelato ovunque esso si trovi a svolgere servizio, le misure di prevenzione non possono essere circoscritte alla sola Sede centrale. Conclude la nota del Sindacato Confsal Unsa Coordinamento Esteri (24/09/2020-ITL/ITNET)

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