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LAVORO - ITALIANI RIENTRATI - INTERROGAZIONE ON.BILLI (lLEGA /ESTERO) A GUALTIERI (MEF): QUALI TUTELE LAVORATORI ITALIANI AIRE TEMPORANEAMENTE IN SMART WORKING IN ITALIA ?

(2020-11-11)

"Cosa il governo intenda fare per tutelare i lavoratori italiani residenti all’estero, rientrati temporaneamente in Italia e qui rimasti a causa dell’emergenza Covid-19” questa l’interrogazione depositata dall’On.Simone Billi, unico eletto per la Lega Salvini Premier nel Collegio Europa, al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Lo annuncia in una nota il parlamentare della Lega eletto dalla Circoscrizione Estero  annunciando alla stampa l'interrogazione (che segue ) ringraziando contemporaneamente:

“il dr.Gianmaria Favaloro, commercialista esperto in fiscalità internazionale, e il dr.Amedeo Rizzo, professore a contratto all’Università Bocconi, entrambi post-graduate all’Università di Oxford e membri del Working Party on Tax & Legal Matters, per aver portato alla mia attenzione questa problematica ed il sostanziale contributo”.
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Interrogazione a risposta scritta 4-07439 presentato da BILLI Simone testo di Martedì 10 novembre 2020, seduta n. 425

BILLI. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:l'attuale situazione di crisi economico-sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19 e le restrizioni dovute alle misure di cosiddetto lockdown, attivate su scala globale a partire dall'inizio del 2020, potrebbero aver influenzato la durata dei soggiorni in Italia dei contribuenti in mobilità internazionale, determinando il rischio di notevoli conseguenze di natura fiscale in capo ai suddetti numerosi contribuenti interessati;è accaduto, infatti, che migliaia di italiani residenti all'estero, rientrati in Italia temporaneamente per motivi personali o di lavoro, si siano ritrovati, a causa della pandemia, a prolungare la permanenza in Italia proseguendo la propria attività lavorativa in modalità di smart-working per il proprio datore di lavoro estero;

come rilevato dall'Ocse all'interno delle raccomandazioni pubblicate il 3 aprile 2020 («OECD Secretariat Analysis of Tax Treaties and the Impact of the COVID-19 Crisis»), i periodi di soggiorno forzato in funzione delle citate restrizioni e/o di comprovate necessità sanitarie, lavorative, personali o familiari non dovrebbero rappresentare, seppur in via straordinaria, elementi significativi ai fini dell'individuazione della residenza fiscale di un contribuente trasferitosi temporaneamente in un altro Paese;

tuttavia, ad oggi, in mancanza di esplicite disposizioni derogatorie ai criteri di residenza fiscale e regolatorie della tassazione dei redditi da «smart-working transfrontaliero», i contribuenti che hanno trascorso più di 184 giorni nell'anno solare in Italia potrebbero incorrere in rilevanti conseguenze di natura fiscale;per l'anno 2020, dunque, appare ragionevole chiarire quale siano gli impatti fiscali sui predetti redditi, ritenendo che il periodo di tempo trascorso da un individuo in un Paese in ragione dei richiamati periodi di lockdown non debba rilevare ai fini della determinazione della residenza fiscale di tale individuo, in quanto dovuto ad evidenti cause di forza maggiore –:quali iniziative di competenza intenda adottare tempestivamente con riguardo alle criticità esposte in premessa, al fine di tutelare i cittadini italiani residenti all'estero iscritti all'Aire rientrati temporaneamente in Italia e quivi rimasti a causa dell'emergenza da Covid-19;

quali iniziative di competenza intenda adottare per salvaguardare l'applicazione delle cosiddette «retribuzioni convenzionali», dando rilevanza all'attività di lavoro dipendente svolta continuativamente ed esclusivamente a beneficio del datore di lavoro estero, sebbene in modalità «smart-working» dall'Italia. 
(atto Camera  N.4-07439). (11/11/2020-ITL/ITNET)

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