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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - COMPONENTISTICA AUTOMOTIVE - FATTURATO IN CALO (-3,9%) MA PROCESSO EVOLUTIVO DEL SETTORE (29,5%) ACCELERA CON MOTORIZZAZIONI ELETTRIFICATE"

(2020-11-24)

  Componentistica automotive italiana 2020: la crisi sanitaria del 2020 si abbatte su una filiera che già nel 2019 registrava segni di rallentamento, con un fatturato in calo del -3,9% in Italia e del -4,8% in Piemonte. Per le imprese crescono i timori in termini di ordinativi e occupazione, in conseguenza di un generale rallentamento del mercato anche internazionale, ma non si ferma il processo di evoluzione del settore, con investimenti sempre più significativi nei nuovi powertrain elettrificati.

Presentata questa mattina l’ultima edizione dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana, indagine realizzata dalla Camera di commercio di Torino, da ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e dal Center for Automotive and Mobility Innovation (CAMI) del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

“La crisi 2020 non fa che velocizzare un processo di ristrutturazione e revisione della filiera automotive italiana, settore in cui il Piemonte continua ad essere protagonista con oltre il 33% delle aziende e il 38% del fatturato nazionale – spiega il Presidente della Camera di commercio di Torino Dario Gallina. – Oggi, di fronte a un mercato internazionale che mostra segni negativi in tutti i Paesi, diventa sempre più urgente strutturarsi e innovare: il 29,5% delle imprese, sulla base dei prodotti che realizza, dichiara oggi di posizionarsi principalmente sul mercato dei nuovi veicoli con motorizzazioni elettrificate, anche accanto ad altri powertrain, con l’obiettivo di ritagliarsi un ruolo significativo in uno scacchiere internazionale in continua evoluzione. Saranno fondamentali politiche industriali dedicate che traccino un percorso di trasformazione e innovazione a livello nazionale ma soprattutto europeo. Torino ha l’automotive nel suo DNA e su questo deve continuare ad investire”.

Per Marco Stella, Presidente del Gruppo Componenti ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica): “La crisi Covid ha sorpreso una filiera automotive italiana alle prese con un’apertura non brillante del 2020 e, soprattutto, con un rivoluzionario processo di riconversione industriale di forte impatto sull’assetto produttivo, sulle scelte di investimento e sulla riqualificazione degli operatori, complicandone ulteriormente il contesto. La componentistica è ancora più di prima chiamata a reagire a questa fase di incertezza rimodulando l’offerta e puntando sugli investimenti in ricerca e sviluppo – in risposta ai cambi di prospettiva della domanda e alle attese in termini di spinta innovativa, da soddisfare anche avvicinandosi maggiormente al mondo delle startup e riconoscendo i benefici dell’aggregazione aziendale e della convergenza delle competenze. Questo non senza l’indispensabile contributo di un piano strategico nazionale per il rilancio del settore”.

Secondo Francesco Zirpoli, Direttore scientifico del CAMI del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia: “La filiera italiana si trova a fronteggiare due fonti di incertezza. La prima, molto contingente, riguarda i tempi e la misura della ripresa della domanda e della produzione di autoveicoli in Europa e nei principali mercati di sbocco. La seconda e? legata alle scelte di Stellantis, la società? frutto della fusione tra PSA e FCA, che presenta indubbie sovrapposizioni in EU tra attività? di progettazione, produzione, e composizione della filiera. La risposta alle sfide che le evoluzioni di mercato e tecnologia stanno ponendo passa attraverso un cambio di passo negli investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo e dalla costituzione di poli di eccellenza che sappiano trainare l’intera filiera verso il rinnovamento della struttura manageriale, l’accesso a risorse finanziarie nei mercati internazionali dei capitali e la costituzione di reti per l’innovazione”.

L’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana – Edizione 2020

L’Osservatorio sulla componentistica italiana, capace nel tempo di intercettare le varietà del complesso mondo automotive, ha inserito negli anni, accanto alle tradizionali categorie della fornitura (integratori di sistemi e fornitori di moduli, specialisti, subfornitori e le attività di E&D), specializzazioni come quelle del mondo motorsport, dell’infomobilità e, più recentemente, della mobilità elettrica. A seguito di un costante lavoro di verifica, l’attuale universo di riferimento della componentistica automotive italiana risulta composto di 2.198 imprese.

Nel 2019 l’universo della componentistica automotive italiana ha generato un fatturato complessivo di 49,2 miliardi di euro e ha fatto registrare un numero di addetti pari a 164.305. La variazione di fatturato complessiva sul 2018 è stata pari al -3,9%, dato che rappresenta una battuta di arresto rispetto a quanto rilevato nell’ultimo quinquennio e che riguarda quasi tutti le categorie di fornitori, in particolare i sistemisti e modulisti (-6,2%); viceversa risultano positivi i trend degli specialisti del motorsport e degli E&D. Gli addetti rimangono nel complesso stabili (+0,6%) con un andamento negativo che ha riguardato subfornitori delle lavorazioni e sistemisti e modulisti.

La collocazione geografica delle imprese della componentistica vede una concentrazione di sedi legali nel Nord Ovest dell’Italia, dove le sole regioni del Piemonte (il 33,5% del totale) e della Lombardia (il 27,4%) raccolgono un bacino di circa 1.340 aziende, mentre nel Nord Est, le regioni con maggiore presenza di produttori di componenti sono l’Emilia Romagna (10,2%) e il Veneto (8,6%).

Sono 736 le imprese piemontesi dell’universo della componentistica automotive e rappresentano oltre un terzo del totale italiano. Nel 2019 hanno prodotto un fatturato di 18,6 miliardi di euro, con un calo del 4,8% rispetto al 2018, e hanno impiegato 60.311 addetti (+0,3%). Al pari di quanto avvenuto a livello nazionale, la componente che ha registrato una performance migliore è quella delle imprese di Engineering & Design (+8,9%), mentre la subfornitura ha sofferto più di altri segmenti (-7,9%), senza risparmiare i subfornitori delle lavorazioni (-7,4%).(24/11/2020-ITL/ITNET)

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