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DIRITTI DEI CITTADINI - EMERGENZA COVID - COMMISSARIO STRAORDINARIO ARCURI ALLA VIGILIA DELL'"ITALIA IN ROSSO" ED A POCHI GIORNI DAL V DAY: IN ARRIVO 1.833.975 DOSI

(2020-12-23)

  Conferenza stampa del Commissario straordinario Arcuri sullo statu quo dei contagi (vedi schede su FB  ITALIANNETWORK ) in Italia e notizie sulla prossima campagna vaccinale, che inizierà in tutta Europa il prossimo 27 dicembre e  dopo le vaccinazioni agli operatori sanitari, ed agli anziani delle RSA, si passerà da metà gennaio alla campagna promozionale.

"Dobbiamo predisporci ad aderire coralmente alla campagna di vaccinazione. Sarà una mobilitazione che coinvolgerà tante piazze italiane, e che sarà identificata con il simbolo della primula. Il fiore, primo a sbocciare dopo il lungo inverno, accompagnerà simbolicamente tutte le fasi della campagna verso un ideale, graduale risveglio, della nostra vita sociale.

"Stiamo lavorando senza sosta", ha confermato il commissario Arcuri in conferenza stampa ribadendo che i primi ad essere vaccinati saranno operatori sanitari e personale e ospiti delle Rsa. "I numeri delle persone da vaccinare nelle diverse regioni saranno perfezionati in queste ore".

Dalle 955 dosi allo Spallanzani, fino alle 1.620 al Niguarda di Milano, ospedali e aziende sanitarie hanno già i nominativi di strutture, medici e infermieri che il 27 vaccineranno i propri colleghi in occasione del Vaccine Day. A Bologna, previste 275 dosi, si faranno in Autostazione e alla Casa di Residenza Giacomo Lercaro. In Toscana 600 dosi arriveranno all'ospedale Careggi, ma da qui verranno suddivise in stock di cinquanta per ognuno dei 12 ospedali della regione. A Napoli sono già in allestimento le tensostrutture per le soministrazioni di 720 dosi all'Ospedale Cotugno e all'Ospedale del Mare.

Ad avere il maggior numero di dosi per la prima somministrazione simbolica sarà dunque la Lombardia, con 1.620 dosi, seguita dall'Emilia Romagna (975), dal Lazio (955), dal Piemonte (910) e dal Veneto (875). Le regioni che riceveranno meno dosi sono la Valle d'Aosta (20), il Molise (50) e l'Umbria (85).
Il team per somministrazione sarà formato da un medico e quattro infermieri oltre a personale amministrativo e due operatori socio sanitari. Poi, a pieno regime, ad essere coivolti saranno 20mila tra infermieri e medici, compresi quelli di base, i pediatri e il personale delle farmacie.

La campagna di vaccinazione in Italia partirà con le prime 1.833.975 dosi di vaccino anti Covid 19 che sono state distribuite da Pfizer e inviate alle Regioni, ha annunciato l'ufficio del commissario, Domenico Arcuri. Dopo il Vaccine Day europeo, prima della fine dell'anno, con vaccinazioni simboliche in diversi Paesi, "verrà avviata la prima sessione della vaccinazione di massa, destinata alle categorie che il Governo e il Parlamento hanno stabilito essere prioritarie : operatori sanitari e sociosanitari, personale operante nei presidi ospedalieri, pubblici e privati, ospiti e personale delle residenze per anziani".

I primi vaccinati saranno gli italiani simbolo della lotta al Covid. Dopo il via libera dell'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) all'immissione in commercio del vaccino Pfizer Biontech ora in Italia si attendono le 9.750 dosi che arriveranno il 26 dicembre per essere subito disponibili il giorno dopo, 27 dicembre, per il V-day, in cui in tutta Europa partirà la campagna vaccinale.

In cima alla lista delle somministrazioni in Italia ci saranno una giovane infermiera, un operatore socio sanitario impegnato nei reparti Covid, una ricercatrice e due medici, tutti dell'Istituto Spallanzani di Roma e tutti da subito in prima linea a fronteggiare l'emergenza della pandemia. In vista di domenica prossima ci sono procedure che si stanno mettendo a punto per avviare ufficialmente anche nel nostro Paese la controffensiva al virus. La Difesa gestirà la logistica fin da subito.

"E' ancora dura, ma ora abbiamo un'arma in più. Forza", scrive il ministro della Salute Roberto Speranza in un post su Facebook dopo l'ok dell'Agenzia Italiana del Farmaco al siero Pfizer Biontech.

I numeri fanno ben sperare sulla volontà degli italiani di vaccinarsi. I dati di una ricerca coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità- dice il presidente Silvio Brusaferro - mostrano "un atteggiamento di responsabilità degli italiani": è emerso infatti che due persone su tre (il 67%) sono disponibili a vaccinarsi, la percentuale sale tra gli anziani (84%). I più giovani, 18-34enni, sarebbero ben disposti a vaccinarsi (76%) rispetto ai 50-69enni (67%) e ai 35-49enni (59%).  (23/12/2020-ITL/ITNET)

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