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SICUREZZA SOCIALE - PENSIONI INPS - INCREMENTO PENSIONI DI VECCHIA SETTORE PRIVATO (+86%) E ASSEGNI SOCIALI (+75%)

(2021-01-28)

L'Osservatorio sul monitoraggio dell'INPS ha pubblicato oggi i flussi di pensionamento, relativo alle pensioni con decorrenza negli anni 2019 e 2020, con rilevazione al 2 gennaio 2021.

Questi i principali dati riguardanti il totale delle gestioni amministrate dall’Inps :

il totale delle pensioni con decorrenza nel 2020 è di 795.730, a fronte di 740.486 decorrenti nel 2019: tale valore comprende le pensioni di vecchiaia - compresi i prepensionamenti per il fondo pensioni dei lavoratori dipendenti (FPLD) e gli assegni sociali -, le pensioni anticipate, quelle di invalidità e quelle ai superstiti.

In particolare, per il 2020 si registra un incremento delle pensioni di vecchiaia rispetto al 2019 (255.813 contro 156.995), mentre diminuiscono quelle anticipate (277.544 nel 2020, 299.770 nel 2019).

Ad aumentare sono soprattutto le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti del settore privato (FPLD), segmento che registra un incremento dell’86%, mentre le altre gestioni hanno avuto incrementi più modesti. Tale incremento è riconducibile
all’aumento dei requisiti anagrafici nel 2019 (da 66 anni e 7 mesi a 67 anni), che invece sono rimasti immutati nel 2020. Per lo stesso motivo, anche gli assegni sociali rispecchiano lo stesso andamento (68.273 nel 2020, 39.020 nel 2019).

Si rileva, pertanto, una quasi parità del numero delle pensioni di vecchiaia con quelle anticipate, che nel 2019 erano aumentate rispetto all’anno precedente sia per l’aumento dell’età pensionabile sia per l’introduzione della cosiddetta “quota 100”.

L’importo medio mensile alla decorrenza per il totale delle gestioni è di 1.299 euro per il 2019 e 1.240 euro per il 2020.

Da notare infine, per quanto riguarda il genere, che le pensioni femminili aumentano rispetto a quelle maschili, e passano da 104 ogni 100 pensioni maschili del 2019 a 122 nel 2020. L’aumento è apprezzabile soprattutto nel FPLD, nella gestione pubblica e in
quella dei commercianti.

NELLO SPECIFICO:

I dati esposti riguardano i trattamenti liquidati fino al 2 gennaio 2021 con decorrenza negli anni 2019 e 2020 dalle
seguenti gestioni:
• Fondo pensioni lavoratori dipendenti;
• di cui Fpld al netto delle contabilità separate;
• Coltivatori diretti mezzadri e coloni;
• Artigiani;
• Commercianti;
• Gestione Dipendenti Pubblici;
• Parasubordinati;
• Assegni sociali.
Tali dati subiranno delle variazioni a seguito della futura liquidazione di tutti i trattamenti con decorrenza anteriore
al 31 dicembre 2020, dovuta allo smaltimento delle domande ancora in giacenza.
Riguardo i requisiti delle pensioni di vecchiaia, si sottolinea che negli anni 2019 e 2020 l’età minima di accesso alla
pensione di vecchiaia è di 67 anni, per entrambi i sessi e i settori lavorativi dipendenti privati e autonomi.
Per quanto riguarda i requisiti della pensione anticipata, negli anni 2019 e 2020 sono 41 anni e 10 mesi di
anzianità contributiva per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, indipendentemente dall'età. Si fa presente
tuttavia che esiste una serie di ulteriori possibilità di uscita anticipata dal lavoro, tra cui la "Quota 100" introdotta
in via sperimentale per gli anni 2019-2021 dal Decreto Legge 4/2019 e confermata il 2020 dalla Legge 160/2019
(Legge di bilancio 2020), l'”Opzione donna” prorogata per tutto il 2020 dalla Legge di bilancio 2020 e ancora i
canali di uscita più favorevoli per i lavoratori precoci e per gli addetti a mansioni “gravose” (Legge 232/2016) e a
lavori usuranti ai sensi del D.lgs. 67/2011.
Con riferimento al FPLD, nell'anno 2020 si registra un incremento dell'86% rispetto all'anno 2019, del numero
complessivo di liquidazioni di pensioni di vecchiaia; si osservano incrementi se pur più modesti nelle principali
gestioni dei lavoratori autonomi e nella gestione dipendenti pubblici. Ciò è riconducibile all'aumento dei requisiti
anagrafici dello scorso anno rispetto al precedente, che invece non sono cambiati nell'anno in corso. Nella gestione
dipendenti pubblici poi l'andamento delle pensioni di vecchiaia e anticipate risente in modo evidente della dinamica
di pensionamento degli insegnanti che hanno una finestra per uscire dal mondo del lavoro, stabilita dall'anno
scolastico.
Gli assegni sociali rispecchiano lo stesso andamento delle liquidazioni delle pensioni di vecchiaia delle suddette
gestioni previdenziali, per lo stesso motivo di aumento dell'età utile per la liquidazione dell'assegno avvenuto nel
2019.
Dall'analisi degli indicatori statistici si osserva infine che:
- il peso delle pensioni anticipate su quelle di vecchiaia che aveva visto un importante aumento nel 2019 rispetto
all’anno precedente sia per l’aumento dell’età legale sia per l’introduzione della “quota 100”, ritorna nell'anno
2020 a livelli più bassi arrivando a una quasi parità tra pensioni liquidate di anzianità e di vecchiaia;
- il rapporto tra le pensioni di invalidità e quelle di vecchiaia nell'anno 2020 si presenta più che dimezzato rispetto
a quello dell’anno 2019; tale diminuzione è imputabile al numero più elevato delle pensioni di vecchiaia liquidate
nel 2020 congiuntamente al numero decrescente che le pensioni di invalidità presentano negli ultimi anni;
- la percentuale delle pensioni femminili su quelle maschili presenta, rispetto al dato dell'anno 2019, un valore
superiore di 18 punti passando da 104 a 122, con incrementi importanti delle pensioni femminili su quelle maschili
soprattutto nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, nella Gestione Dipendenti Pubblici e nella gestione dei
Commercianti.
- a livello territoriale il peso percentuale delle pensioni liquidate a residenti nel Nord Italia resta sostanzialmente il
medesimo nei due anni considerati (47% nel 2019 e 49% nel 2020). (28/01/2021-ITL/ITNET)

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