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DIRITTI DEI CITTADINI - RIFORMA P.A. - ON.NISSOLI (FI/STERO) SUL PIANO DI RIFORMA P.A. "UN NUOVO INIZIO ANCHE PER AMMINISTRAZIONE ESTERI: METTERE IN RETE REALTA' ITALIANE ALL'ESTERO E P.A. IN ITALIA"

(2021-03-16)

In un articolo pubblicato su America Oggi l'on. Nissoli ha parlato della riforma della Pubblica Amministrazione avviata dal Ministro Brunetta, auspicando

"Un'Amministrazione nuova" dove si punti a valorizzare persona e coesione sociale . Questo l'obiettivo nell'attuale fase di rilancio del Paese, secondo quanto emerso nel discorso del Ministro Renato Brunetta, alla firma, il 10 marzo scorso, del Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale.

Sono stati convocati, in videocollegamento, i sindacati rappresentativi del pubblico impiego: Cgil, Cisl, Uil, Cgs, Cida, Cisal, Codirp, Confedir, Confsal, Cosmed, Cse, Usb.

Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, un uomo di punta di Forza Italia, infatti, ha annunciato i rinnovi contrattuali 2019-2021, ribadendo l'importanza della partecipazione delle parti sociali e affermando che “un buon contratto è un investimento nella fiducia reciproca, nella stabilità e nel carattere innovativo delle relazioni di lavoro”.

Il punto centrale è che uno Stato che si rinnova rappresenta la carta migliore per superare la retorica pubblico-privato, le distanze garantiti-non garantiti, e si pone in una posizione credibile quando chiede impegno e responsabilità condivise per obiettivi comuni.

Il Ministro ha citato il nostro Presidente Mattarella per ricordare che “il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni: l'ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo”, per poi sottolineare che “si tratta di quelle lavoratrici e di quei lavoratori su cui si vuole puntare”. Nella consapevolezza delle difficoltà che attraversa il Paese, Brunetta si è detto convinto che si impone la scelta di fare un primo passo di rilancio partendo dagli impieghi pubblici e ha aggiunto che si tratta di una “scelta, unica probabilmente in Europa”. Una scelta che riguarderà anche la rete diplomatico-consolare che ha bisogno di nuove risorse umane per erogare i servizi che chiedono i connazionali all’estero.

Preciso il riferimento a un altro periodo cruciale: quello vissuto nel 1992 quando “le drammatiche crisi finanziaria e politica portarono a compiere una scelta inedita: costruire una stagione di confronto che ha consentito al Paese di uscirne più forte”.

Brunetta ha citato l'allora presidente del Consiglio dei ministri Carlo Azeglio Ciampi per ricordare il valore delle sue intuizioni di avviare un percorso che investisse sulle parti sociali, sull'innovazione. L'invito, dunque, è a “recuperare lo spirito di allora” in questa fase di forti criticità e sfide impegnative. Un fatto che il Ministro Brunetta ha voluto evidenziare aggiungendo il ricordo personale di aver dato in quel momento il proprio contributo come consigliere della Presidenza del Consiglio. Come si può vedere Forza Italia è presente quando si tratta di stare dalla parte del bene comune, dalla parte dei cittadini sia in Italia che all’estero, perché il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione si ripercuote anche sui servizi all’estero, su una amministrazione che deve essere interconnessa nella sua rete sia nazionale che estera.

Nelle parole del Ministro della Pubblica Amministrazione, "la scelta del Presidente Mario Draghi di valorizzare con la sua firma l'accordo pone questo nuovo inizio sotto i migliori auspici, per il Paese e per la sua capacità di puntare sulla responsabilità di tutte le parti per costruire un Piano nazionale di Recovery e Resilienza che investa sullo Stato e sui suoi servitori.”

Ritengo che debba essere un nuovo inizio anche per l’Amministrazione degli Esteri e quindi per la proiezione internazionale dell’Italia che deve comprendere necessariamente quella grande risorsa costituita dalle Comunità italiane nel mondo.

E’ sempre più necessario saper mettere in rete le varie realtà all’estero e la Pubblica Amministrazione che in Italia con i terminali consolari all’estero affinché il nostro Paese possa essere all’altezza delle sfide che ha davanti e i nostri connazionali possano usufruire in tempi giusti dei servizi che necessitano senza dover più fare lunghe file presso gli uffici consolari.

Abbiamo un ottimo personale diplomatico e consolare ma bisogna metterli in grado di lavorare bene sia con strumenti innovativi che funzionino bene e che siano di facile accessibilità agli utenti sia rafforzando il personale che, ad oggi, non è in numero sufficiente per assicurare il buon funzionamento delle strutture.

L’Italia possiede la terza rete diplomatica europea per dimensioni, con un numero di sedi simile a quelle di Germania e Francia, ma con risorse sia economiche che di personale decisamente inferiori.

Registriamo un aumento degli italiani residenti all’estero e di contro, e sembra paradossale, una diminuzione del personale delle ambasciate e dei consolati. Vogliamo rilanciare l’economia sostenendo l’export, ma questo significa anche aiutare le imprese sui mercati esteri rafforzando con più addetti commerciali nelle ambasciate. Oggi la Farnesina, nel suo complesso, ha 3.554 dipendenti, un numero che è diminuito del 20% negli ultimi 10 anni ed un budget del dello 0,09% del PIL contro lo 0,17 % della Germania e più precisamente la Farnesina ha un bilancio di circa 1,6 miliardi di euro mentre il Ministero degli esteri tedesco ne ha 5,9. Si capisce quindi che c’è molto da lavorare per portare l’Italia a livello dei suoi competitor europei e riuscire ad erogare servizi adeguati al nostro buon nome.

Anche in USA servirebbe più personale per svolgere i servizi richiesti, perciò auspico che una parte considerevole dei nuovi assunti siano destinati a svolgere servizio proprio in USA, dove vive una grande ed operosa Comunità italiana e dove ci sono molti interessi delle nostre imprese. Ma non basta perché prossimamente andranno in pensione circa 500 dipendenti del Ministero degli esteri ed è necessario rimpiazzarli ma anche potenziare il numero.

In fondo quel ringiovanimento della Pubblica Amministrazione di cui parla il Presidente Draghi serve in maniera urgente anche all’estero, quindi nel mettere a punto il nuovo recovery plan non dimentichiamo le esigenze degli italiani all’estero e della rete diplomatico-consolare che hanno pieno diritto ad essere parte di quella innovazione che dovrebbe rendere più forte l’Italia in questo periodo di crisi sanitaria e conseguenzialmente anche economica.

L’Italia ce la farà se avrà in una Pubblica Amministrazione efficiente anche all’estero il suo punto di forza per mettere in grado il genio italiano di operare in maniera più snella nei vari scenari internazionali." ha concluso on.Nissoli.(16/03/2021-ITL/ITNET)

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