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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - CONVENZIONE PATRONATI/MAECI - RICOTTI (PRES. PATRONATO ACLI): "RICONOSCIMENTO RUOLO PER CIO' CHE FACCIAMO; REGOLE TRASPARENTI, CHIARE, DI SOSTENIBILITA', CIO' CHE CHIEDIAMO"

(2021-07-14)

    "Un tema che ci sta particolarmente a cuore, quello che viene affrontato in questo incontro, anche se -diciamolo subito -  non  pensiamo di mettere al centro della discussione il ruolo dei Patronati, perchè siamo già una rete di riferimento significativa per i cittadini all'estero. Non c'è nessun ente o impresa privata, infatti, che offra una capacità di servizio in tutto il mondo per gli italiani all'estero come la offriamo noi patronati" ha premesso con grande chiarezza  Paolo Ricotti responsabile Patronato delle ACLI, intervenendo all'incontro promosso dalla II Commissione (Sicurezza Sociale) del Consiglio Generale degli Italiani all'estero sulla Convenzione Patronati/MAECI.

  "Ed è altrettanto evidente, ha proseguito Ricotti, che vuoi per la pandemia che per altre vicissitudini, le reti delle Ambasciate e dei Consolati hanno subito un forte ridimensionamento territoriale dal punto di vista della capacità di  rispondere in termini assoluti.

Com'è del tutto evidente che sta cambiando il fenomeno dell'emigrazione italiana. Per cui se qualcuno pensava qualche anno fa che fosse un fenomeno 'residuale' e che avremo visto numeri ridotti, ebbene si sta sbagliando. C'è, infatti, una ripresa dell'emigrazione italiana, anche se è un'emigrazione differente da quella dei decenni e secoli scorsi: un po' meno stanziale, un po' più di scelta e forse un po' meno di fame, ma è un'emigrazione che va sicuramente sostenuta.
Ed è un'emigrazione molto più in contatto con il nostro paese, che darà stimoli al rapporto tra  l'Italia e questo pezzo di Italia, forse una delle regioni più importanti  pur vivendo al di fuori del nostro Paese" ha stigmatizzato il rappresentante delle ACLI.
Quindi, quello che è un rapporto costituzionalmente garantito, tra l'Ente pubblico ed i patronati, e che funziona bene in termini di soluzione dei diritti in Italia, penso sia giusto consolidarlo e svilupparlo anche a vantaggio dei nostri connazionali  all'estero".

"Quel che mi preme dire, d'altra parte, è che abbiamo già fatto negli anni scorsi alcune battaglie sulle riforme, per dare il voto agli italiani che vivono all'estero, per dare la rappresentanza a chi vive all'estero. Penso che sia ancor di più  importante fare una battaglia perchè ci sia la possibilità per questi nostri cittadini all'estero di aver garantita l'esigibilità dei loro diritti. E di ciò  possiamo essere sicuramente un punto di  riferimento certo, credibile, preparato".

Per quanto riguarda il lavoro di supporto ai Consolati "lo abbiamo già fatto e lo stiamo facendo. Non ci tiriamo indietro e finchè potremo farlo lo faremo !" ha sottolineato il Presidente del Patronato ACLI, precisando "Lo abbiamo fatto per 20 anni in carenza di convenzione, quindi abbiamo già dimostrato la validità, se qualcuno avesse qualche dubbio.  Qualche dubbio da parte della politica ? Basta andare a leggere  20 anni di storia ! E, soprattutto, lo abbiamo fatto contando sulle nostre forze e sulle nostre risorse. Certo possiamo continuare a farlo e lo faremo finchè ci sarà possibile, ma  prima o poi noi patronati dovremo avere un supporto per continuare ad aiutare.

Cosa chiediamo ?  In primis : il riconoscimento del ruolo  per una cosa che facciamo già; il riconoscimento di regole trasparenti, chiare e di sostenibilità. Questo chiediamo, non ci sono delle pretese strane, non è il caso di fare del mercato sui diritti delle persone, nulla di tutto ciò. Lo facciamo, lo faremo, ma con il riconoscimento del ruolo di ognuno.
Inutile entrare nei dettagli, la nostra linea è questa.

Infine "Siamo qua per dire che i nostri patronati, quelli che rappresentiamo, hanno come punto di forza la qualità degli interventi che facciamo, la trasparenza del lavoro che facciamo. Ben vengano tutti i dubbi che si possono manifestare e che si possano serenamente discutere e trovare una soluzione. È quello che vogliamo, lo dimostra la nostra storia, anche perchè - ha concluso senza mezzi termini Ricotti - il nostro interlocutore sono le nostre associazioni, i sindacati di riferimento, non è neanche il Ministero degli Esteri, del Lavoro, ma noi rispondiamo ai cittadini e quindi in questo senso vogliamo essere attrezzati e riconosciuti per svolgere al meglio il compito che ci è affidato dalla Costituzione e che ogni giorno ci affidano le persone che entrano dalla nostra porta." (14/07/2021-ITL/ITNET)

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