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DIRITTI DEI CITTADINI - RELIGIONI - IN EGITTO SALE A 1958 IL NUMERO DI CHIESE ED EDIFICI ECCLESIASTICI DI CULTO CRISTIANO CONDONATI DAL GOVERNO

(2021-08-24)

  A cavallo tra i mesi di luglio e agosto 2021, il governo egiziano ha riconosciuto la piena conformità di altre 76 chiese e costruzioni di proprietà ecclesiastica alle disposizioni che regolano l’edificazione dei luoghi di culto cristiani e degli immobili di servizio ad essi collegati. A darne notizia l'agenzia Vaticana FIDES.

Nel dettaglio, stavolta la dichiarazione di conformità ha riguardato 27 luoghi di culto cristiani e 49 fabbricati ad essi annessi, Il nuovo elenco di chiese e edifici ecclesiastici "condonati" è stato pubblicato sulla Gazzetta uffiiciale.
La nuova certificazione di conformità ha riguardato nel dettaglio 27 chiese e 49 edifici di servizio ad esse collegati, ed è stata approvata dal Primo Ministro Mostafa Madbouly, sulla base del lavoro di verifica realizzato dal Comitato governativo costituito ad hoc per realizzare la complessiva sanatoria edilizia di luoghi di culto cristiani e fabbricati ad essi collegati, edificati nei decenni scorsi senza le dovute autorizzazioni governative e amministrative. Il Comitato incaricato aveva reso noto lo scorso 25 luglio il suo responso in merito alla conformità legale delle chiese e degli edifici appena condonati.

La delibera del Consiglio dei Ministri che “legalizzato” in via definitiva tali fabbricati è arrivata il 9 agosto. Sale così a 1958 il numero di chiese e edifici di servizio ausiliari che sono stati condonati da quando è iniziato il processo di “legalizzazione” dei luoghi di culto cristiani costruiti in passato senza i permessi richiesti. Il processo di verifica e regolarizzazione è iniziato a partire dall’approvazione della nuova legge sulla costruzione e la gestione dei luoghi di culto, ratificata dal Parlamento egiziano il 30 agosto 2016.

Da allora, il Comitato governativo costituito ad hoc si è riunito 20 volte per dare in ogni occasione il proprio nulla osta alla regolarizzazione legale di chiese e immobili di pertinenza ecclesiastica finora considerati in tutto o in parte abusivi dal punto di vista legale. Il precedente “placet” del Comitato governativo alla regolarizzazione legale di chiese, cappelle e proprietà ecclesiastiche era arrivata lo scorso 12 aprile, e aveva riguardato 82 fabbricati tra luoghi di culto e edifici di servizio annessi.
Le chiese sottoposte al vaglio del Comitato governativo competente sono soprattutto quelle costruite prima che entrasse in vigore la nuova legge sulla costruzione degli edifici di culto cristiani. Il Comitato è incaricato di verificare se migliaia di chiese e luoghi di preghiera cristiani, costruiti in passato senza le autorizzazioni richieste, rispondano agli standard stabiliti dalla nuova legge. La verifica si risolve ordinariamente nella regolarizzazione dei luoghi di culto.

Nei decenni scorsi, molte chiese e cappelle erano state costruite in tutto il territorio egiziano in maniera spontanea, senza tutte le dovute autorizzazioni. Ancora oggi tali edifici, tirati su dalle comunità cristiane locali senza permessi legali, continuano di tanto in tanto ad essere utilizzati come pretesto dai gruppi di facinorosi per fomentare violenze settarie.

La legge sui luoghi di culto dell’agosto 2016 ha rappresentato per le comunità cristiane egiziane un oggettivo passo avanti rispetto alle cosiddette “10 regole” aggiunte nel 1934 alla legislazione ottomana dal Ministero dell'interno, che vietavano tra l'altro di costruire nuove chiese vicino alle scuole, ai canali, agli edifici governativi, alle ferrovie e alle aree residenziali. In molti casi, l'applicazione rigida di quelle regole aveva impedito di costruire chiese in città e paesi abitati dai cristiani, soprattutto nelle aree rurali dell'Alto Egitto. (24/8/2021- ITL/ITNET))

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