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PATRONATI ITALIANI NEL MONDO - BREXIT - "NE VALEVA LA PENA ? SE LO CHIEDONO TUTTI NEL REGNO UNITO. ANDREA MALPASSI PRES. INCA UK E PRESIDENTE ASSOCIAZ. TRANSNAZIONALE ITACA FA IL PUNTO SULLO STATU QUO.

  "Nonostante le affermazioni fatte a più riprese al momento attuale non sono chiari i diritti dei nostri connazionali  e di tutti i cittadini comunitari presenti nel Regno Unito"  A sottolinearlo Andrea Malpassi Presidente del Patronato INCA UK e Presidente dell'Associazione Transnazionale Itaca, che dall'Osservatorio del Patronato monitora le preoccupazioni della comunità italiana e degli altri cittadini europei nel Regno Unito. A domandarsi quali saranno, dunque, gli effetti dell'accordo raggiunto tra il Regno Unito e l'Unione Europea sono in molti ed in primis le migliaia di nostri connazionali

"I quali - afferma  Malpassi -  si domandano se  valesse la pena di arrivare all'attuale situazione. La stessa domanda che si pongono gli stessi inglesi; dai conservatori, i cosiddetti falchi sostenitori della hard Brexit, possibilmente anche senza accordo, che chiedevano si restituisse al Paese la piena sovranità  rispetto ai propri confini, alle proprie leggi ed alla propria economia".  Ma il fatto è - fa notare il Presidente del Patronato INCA UK e di Itaca che l'accordo non prevede tutto questo.
C'è, anzi, un'ambiguità su quanto tempo ancora resterà il Paese all'interno della UE e sotto le leggi della giurisdizione dell'Unione europea. Quanto tempo perdurerà la libera circolazione delle merci, delle persone e dei capitali. Non più demandata ad un accordo tra Europa e Regno Unito ma sarà l'Unione Europea a poter decidere arbitrariamente cose che varranno anche per il Regno Unito. Per cui il Regno Unito dovrà soltanto subire".

Ma se valesse la pena se lo chiedono anche coloro che hanno sostenuto la May in queste trattative perchè e' chiaro che portano  a casa una sorta di Soft Brexit che ha avuto si il via libera dei Ministri inglesi ma che ha visto in poche ore le dimissioni di quattro  Ministri -chiave ,  tra i quali quello per la Brexit e quello per l’Irlanda del Nord, poichè il punto centrale di tutta questa storia riguarda il confine tra Repubblica irlandese e Nord Irlanda.

E se ne valeva veramente la pena se lo chiedono soprattutto tutti quelli che sono stati e sono contrari alla Brexit perchè oltretutto il Regno Unito porta oggi a casa delle condizioni probabilmente peggiori di quelle in cui si trivava  all'interno dell'Unione Europea. Dovrà, infatti, sborsare una cifra corrispondente all'incirca di 50 milioni di euro; non avrà sovranità nel decidere le proprie politiche economiche, nè potrà fare accordi bilaterali con i singoli stati ma trattare solo con il blocco unico della UE. E questo per il Regno Unito era invece un punto molto propagandato per le possibilità di sviluppo economico.

Si dice che –nella fase di transizione- per i cittadini comunitari sarà ancora possibile entrare nel Regno Unito: ma si afferma che dopo “cambierà tutto”, le frontiere saranno chiuse a chi cerca lavoro e saranno controllate anche per chi arriva per studiare. Si dice, appunto: perché ad oggi regna sovrana l’incertezza, l’insicurezza, l’estrema difficoltà di capire cosa davvero potrà accadere............

Ci sia permesso di dirlo tra parentesi: nel momento in cui in Italia, a fronte di una nuova emigrazione composta ormai da centinaia di migliaia di italiani l’anno, c’è una parte del mondo politico che ricomincia a marginalizzare il fenomeno con l’espressione “fuga dei cervelli” (per limitarlo così a pochi professionisti con titolo di studio altisonante e lavori “alti” e ben retribuiti e –dunque- per ignorare quella massa di connazionali che ha bisogno di sostegno, tutele e diritti), ebbene è opportuno sapere che per i nostri “cervelli” stanno prevedendo solo “visti da baristi”..(prosegue..http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=55815) (16/11/2018-Copyrigt- ITL/ITNET)

(Data di inserimento online 2018-11-19 00:11)

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