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DONNE - LAVORO /SINDACATO - - TERRITORI- A. ROMANO(CISL/FROSINONE):"CONTRATTI DI SECONDO LIVELLO ESSENZIALI SIA AL MOMENTO DELL'ACCESSO CHE NEL PERCORSO DI CRESCITA ALL'INTERNO DEL MERCATO DEL LAVORO

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    I dati statistici sulle accresciute difficoltà  che le donne incontrano nel mercato del lavoro italiano sono sempre più preoccupanti se si considera, poi, che buona parte dei riflessi della crisi che investe il welfare si riversa sulle spalle delle donne. Passare dal dato generale al dato particolare diventa allora necessario per testare quale possa essere l'attuale condizione sul territorio e quali le necessità sulle quali gli accordi di secondo livello sono chiamati ad incidere.

  Al centro di una rapida indagine abbiamo scelto una provincia laziale, poco lontana dalla capitale, e tuttavia per decenni considerata avanposto della Cassa per il Mezzogiorno, dove le strutture - senza vita - di grandi e medie aziende provenienti per lo piu' dal Nord Italia contrassegnavano il territorio come "cattedrali nel  deserto".  Stiamo parlando di Frosinone e del suo hinterland, una provincia cresciuta però rapidamente, negli ultimi anni, puntando molto sull'export e che ha accolto favorevolmente l'insediamento di grandi imprese multinazionali, oltre che di imprese italiane come la Fiat e di piccole e medie imprese afferenti a vari distretti: dal cartaceo al lapideo, al chimico-farmaceutico, alla meccanica.  Ma qual'è la condizione delle  lavoratrici in questo contesto ?

  "Risentono maggiormente delle difficoltà congiunturali che, in questo preciso momento storico, riguardano il mondo del lavoro al femminile. Intanto perché le statistiche confermano un tasso di occupazione femminile che si attesta attorno al 35,2% in provincia di Frosinone, nettamente al di sotto della media regionale, nazionale ed europea." Lo afferma ad Italialavorotv/Italiannetwork Alessandra Romano, Segretario provinciale della CISL e responsabile delle Politiche femminili e Coordinamento Donne.

"Tuttavia, la sindacalista fa presente "analizzando i dati che abbiamo elaborato in questi giorni, ci siamo accorti che c’è una leggera inversione di tendenza: negli ultimi 8 mesi (gennaio/ottobre 2011) c’è stato un trend positivo di attivazione di contratti al femminile. Il dato va, comunque, letto con attenzione: si tratta per lo più di contratti a tempo determinato, e per lo più flessibili. Inoltre, il numero maggiore di espulsione dal mercato del lavoro riguarda soprattutto le lavoratrici ed alto è il livello del precariato ed è questo il problema che affligge maggiormente la nostra provincia. Il dato, inoltre, viene falsato dal fatto che la maggior parte dei contratti a tempo indeterminato riguarda il lavoro domestico, quindi le badanti. In ogni caso devo dire che qualcosa si sta muovendo, ma con particolari specificità”.

A partire dalla legge Biagi ad oggi, in termini di tipologie di contratto, si sta cercando di inventarsi di tutto, sotto lo spinta di una flessibilità declinata in base alle esigenze dei settori e dei territori: mi riferisco ai contratti a somministrazione a intermittenza, allo staff leasing…”.... (vedi : http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=31672  ).    “Quello dei contratti di secondo livello è il terreno più adeguato per inserire tutte le specificità, non solo territoriali, del caso.... (21/11/2011 - ITL/ITNET)

(Data di inserimento online 2011-11-21 00:11)

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