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RICERCA SCIENTIFICA ITALIANA NEL MONDO - ALL'ITALIA SOLO 16 ADVANCED GRANTS DA EUROPEAN RESEARCH COUNCIL. 5 DAI "CERVELLI IN FUGA". LUCA CARRA (SCIENZAINRETE)SU MAGRO BOTTINO ITALIANO

(2018-04-13)

  In questi giorni sono stati annunciati i 269 vincitori della nuova tornata degli Advanced Grants di quest’anno dell'European Research Council, per un totale di 653 milioni di euro, in cui l'Italia, però, anche questa volta non brilla. A commentare il dato è Luca Carra, direttore di Scienzainrete,' socio dell'Agenzia Zadig e già direttore di Tempo Medico. Carra collabora inoltre con varie testate, fra cui il Corriere della Sera ed è autore di diversi libri, fra i quali "Polveri & Veleni" e "Enigma nucleare" scritti insieme a Margherita Fronte. E' consigliere nazionale di Italia Nostra. Insegna comunicazione ambientale al Master di comunicazione scientifica della Sissa (Trieste) e del MAcsis (Università Bicocca, Milano).

"Gli Advanced - sottolinea Carra su "Scienza in rete" sono i riconoscimenti “senior” più ambiti in Europa: sia per la cifra ragguardevole (in media due milioni di euro), sia per il prestigio dell’European Research Council, che insieme al Sklodowska Curie da dieci anni rappresenta la principale fonte di finanziamento sovranazionale dell’eccellenza della ricerca di base. Caratteristica di questo finanziamento è che va al ricercatore, che è libero di scegliere la struttura più adatta per svolgere le sue ricerche.  Ma l’Italia non ha mai brillato negli ERC grants.

I centri e le università italiane tradizionalmente non ospitano quasi mai un vincitore ERC straniero e pure gli italiani sono sempre stati pochi (420 in 10 anni) rispetto ai numeri di Regno Unito (230 solo nel 2015, per esempio), Germania e Francia (vedi articolo). Cosa ancora più grave, il tasso di successo delle proposte degli italiani, considerando gli anni dal 2007 al 2015, è del 5% contro l'11% della media, in quattordicesima posizione di una classifica guidata dai francesi con 16% di successo. Ci consolava tuttavia - come solo noi siamo capaci di consolarci - osservando quanti italiani riuscissero comunque a farsi onore con un discreto bottino di ERC all’estero. Cervelli in fuga, ma figli nostri .

Quest’anno, dei 269 ricercatori premiati gli italiani sono 16 (***)  contro 50 inglesi, 40 tedeschi, 29 francesi e 21 spagnoli. Il ranking delle università e centri che ospitano i vincitori non è certo esaltante: 66 in Gran Bretagna (che si predispone a lasciare l’Europa), 42 in Germania (con una emigrata italiana: Alessandra Moretti, all’Ospedale universitario Rechts der Isar, e Giuseppe Caire, Università Tecnica di Berlino; ), 34 in Francia (con l'italiano Giovanni Marsicano, in forza all’INSERM), 18 in Spagna, 16 nei Paesi Bassi (con Stefano Stramigioli, all’Università di Twente), 13 in Svizzera (con Marco Mazzotti, Istituto Tecnico Federale di Zurigo) a pari merito con Israele, e finalmente 11 in Italia. Seguono Svezia (10), Belgio (8), Austria (7), Danimarca (5), Finlandia (4), Irlanda (3), Ungheria e Norvegia (2), Lussemburgo, Portogallo, Slovenia e Turchia (1).

Afferma Carra in un articolo di stamane su Scienzainrete "La ricerca non ha frontiere ed è l’impresa più internazionale che ci sia, d’accordo, ma il paragone con i mondiali di calcio viene spontaneo: una grande squadra, una grande storia, nella polvere. Un declino costante nei finanziamenti alla ricerca e all’università ha caratterizzato la politica italiana degli ultimi 15 anni, portando alla lenta asfissia del sistema e alla fuga dei talenti. La componente di finanziamento competitivo in Italia è stata sempre un decimo di quella degli altri Paesi ai quali ci ostiniamo a paragonarci: prima di tutto Gran Bretagna, Germania, Francia. Nessun governo ha preso in considerazione l’istituzione di una agenzia della Ricerca - proposta da dieci anni dal Gruppo 2003 - capace di valutare con metodi accettabili e di finanziare conseguentemente i migliori, come si usa in quasi tutti i Paesi del vecchio continente, e ancora di più negli Stati Uniti

Risultato: appiattimento, carestia, precariato. E ciò nonostante sono ancora tanti i talenti italiani, come dimostra la buona posizione che l’Italia riesce a tenere almeno nella produzione di letteratura scientifica di qualità, e la lista di coloro che ancora riescono ad assicurare ai centri e alle università italiane quegli 11 grants che ci piace elencare qui sotto.

Ma senza un cambio deciso di rotta fino a quando reggerà il sistema? 
Siamo sicuri che anche di questo stanno parlando le delegazioni dei partiti che in questi giorni si avvicendano nelle sale dorate del Quirinale…

(***)
I vincitori degli Advanced grants ERC in Italia
Paolo Tonella, Fondazione Bruno Kessler.
Rino Rappuoli, Toscana Life Sciences, Siena.
Lorenzo Pavesi, Università di Trento.
Giammarco Ottaviano, Università Bocconi.
Benedetta Mennucci, Università di Pisa.
Stefano Leonardi, Università di Roma, La Sapienza.
Maria Sofia Lannutti, Università di Pavia.
Mauro Giacca, Università di Trieste.
Antonella Ghignoli, Università di Roma La Sapienza.
Andrea Cavagna, Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Salvatore Maria Aglioti, Università di Roma La Sapienza.


SULL'ARGOMENTO:  Il 10 maggio a Roma, presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche si terrà un incontro pubblico organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica e con una rappresentanza di ricercatori ERC, in cui si parlerà proprio di questi temi. (13/04/2018-ITL/ITNET)

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