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DONNE - MIGRAZIONI - A MONTECITORIO CONFERENZA IN VISTA G7 - PRES. CAMERA BOLDRINI "DONNE PRIME A PAGARE CONSEGUENZE MIGRAZIONI SENZA REGOLE"

(2017-05-05)

  Temi oggi ineludibili - quelli affrontati dalla Conferenza - come i fenomeni migratori, l'eguaglianza di genere negli spostamenti delle popolazioni, l'epowerment femminile alla luce degli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, e sui quali i Parlamenti non possono non far sentire la loro voce" ha affermato la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, augurando che "gli esiti dei lavori di oggi saranno presi in considerazione, come auspicato anche da Pia Locatelli, al prossimo vertice G7 che sarà ospitato a Taormina il 26 e 27 maggio".

E’ vero, viviamo in un mondo che è "on the move"  in misura che non ha eguali nella storia e che ci pone eccezionali sfide. E’ un movimento che vede spostarsi tantissime persone, ma che desta anche molte preoccupazioni...Ma, ha sottolineato Laura Boldrini "dobbiamo gestire questo fenomeno innanzitutto in modo umano. Non dimentichiamoci che parliamo di uomini e donne, di esseri umani, e umana deve essere la risposta.

Le donne sono le prime a pagare le conseguenze di migrazioni senza regole, perché sono le prime vittime delle diseguaglianze e della povertà e pagano il prezzo più alto delle migrazioni forzate, del traffico di esseri umani, della tratta e dello sfruttamento del lavoro." ha ricordato la Presidente della Camera.

"Oggi il numero di rifugiati a livello globale ha raggiunto una cifra senza precedenti dalla Seconda Guerra mondiale – oltre 65 milioni di persone - un numero superiore alla popolazione del nostro paese. Quando lavoravo all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, pochi anni fa, questa cifra era la metà. Nel frattempo sono aumentate le guerre, le soluzioni mancano, e le persone sono costrette a scappare via. Non lo fanno per divertimento, lo fanno perché non hanno alternativa...Sempre di più sono donne. Oramai è quasi la metà.

Anche questa è una novità della nostra epoca. Se in passato erano soprattutto gli uomini a migrare per cercare fortuna lontano da casa e sostenere così le loro famiglie in patria, oggi in molte situazioni sono donne sole a doversi recare all’estero per cercare lavoro. Vanno avanti le donne, e gli uomini non seguono, o seguono meno.

Vanno avanti donne che lasciano a casa famiglie, figli, per lavorare nelle famiglie nostre, coi nostri figli, i nostri vecchi, per consentire a noi donne di avere una vita lavorativa, sociale, pubblica. Noi donne possiamo fare quello che facciamo nei nostri Paesi sulle spalle di altre donne, le donne migranti, che vivono in una condizione di desolazione affettiva.

I mariti si rifanno una vita: accade quasi sempre. I figli crescono coi nonni, e chiamano le madri per lo più quando hanno bisogno di risorse: mamme-bancomat, che vivono una totale deprivazione dei propri sentimenti.  Il lavoro di queste migranti rimane completamente “invisibile” agli occhi dell’opinione pubblica. Vivono nelle nostre famiglie, ma a volte non sappiamo nemmeno da quale Paese vengono, in quale quartiere vivono nelle nostre città. Eppure il loro è un lavoro importante: per noi, ma anche per i loro Paesi d’origine, perché sui loro redditi ci vivono famiglie, non solo la loro famiglia diretta. Basti pensare che le rimesse dei lavoratori e delle lavoratrici all’estero oggi equivalgono al triplo del totale degli aiuti allo sviluppo. Il loro lavoro è importantissimo, ma non viene riconosciuto.

Le donne migranti devono accettare quasi sempre impieghi molto al di sotto delle loro qualifiche. A me è capitato di trovare donne che fanno le pulizie, ma parlano tre lingue. Avevano un ruolo nella società da cui provengono....
 
Il numero dei migranti provenienti in Italia dalla Nigeria cresce continuamente....purtroppo i dati dell’Oim – l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – confermano che il 70% delle ragazze nigeriane che giungono nel nostro Paese sono vittime di tratta.
Questa evidenza ci impone di occuparci di questo fenomeno. Impone ai nostri Parlamenti di mettere al centro anche dell’attività legislativa ogni misura possibile per contrastare questo fenomeno, anche attraverso le risorse necessarie per dare a queste giovani la possibilità di uscire da un terribile tunnel in cui sono state cacciate.
Noi abbiamo una buona legislazione, in materia di tratta. Però poi mancano le risorse, e quella legislazione che ci viene riconosciuto essere all’avanguardia rischia di non poter essere usata al meglio.

C’è quindi molto da fare. E’ un atto di giustizia verso la metà del genere umano. Ma è anche un modo per garantire il progresso complessivo dell’umanità." ha concluso la Presidente della Camera, lasciando la parola agli altri interventi, tra i quali quello della Consigliera di Stato e Ministra per gli affari esteri del Myanmar Aung San Suu Kyi.(05/05/2017-ITL/ITNET)

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