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LAVORO - SVIZZERA - MANIFESTAZIONE UNIA A BELLINZONA 14 OTTOBRE : INSIEME PER I DIRITTI DI TUTTE E DI TUTTI. DA POLITICHE IMMIGRAZIONE ATTACCO FRONTALE DIRITTI LAVORATORI E LAVORATRICI

(2017-10-10)

  Le attuali politiche in materia di migrazione rappresentano un attacco frontale ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Così il sindacato UNIA, che indice per il 14 ottobre una manifestazione a Bellinzona per rivendicare i diritti dei lavoratori migranti.

La perdita del diritto alla disoccupazione e le revoche del permesso di soggiorno, sono le risposte che il governo vuole dare al problema occupazionale nel nostro Paese. Mentre le aziende licenziano, delocalizzano o semplicemente chiudono, prevale nuovamente la politica degli allontanamenti invece che quella del rilancio occupazionale. L’economia non necessita più di braccia in quantità e così la politica risponde con giri di vite e iniziative di stampo xenofobo. E a pagarne le conseguenze sono ancora una volta tutti i salariati e le loro famiglie.

In breve tempo l’applicazione estremamente restrittiva delle leggi ha portato:

all'aumento ingiustificato dei permessi di breve durata a svantaggio dei permessi di dimora e domicilio, il cui ottenimento è divenuto sempre più difficile e problematico;
al rifiuto dell’indennità disoccupazione anche per stranieri stabilitisi in Svizzera da anni e che hanno quindi partecipato al finanziamento dell’assicurazione disoccupazione dalla quale si vuole adesso escluderli;
all’ammonimento e la minaccia di revoca del permesso di soggiorno per le famiglie, composte da almeno un cittadino straniero, perché facevano capo agli assegni integrativi figli o assegni prima infanzia;
all’obbligo sistematico di presentazione del casellario giudiziale per il rinnovo dei permessi al quale sono sottoposti unicamente i lavoratori e non i capitani di industria o i ricchi oligarchi che ricevono i permessi per ragioni economiche.

Quanto sta accadendo rappresenta un vero e proprio attacco ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno lavorato duramente in questo Cantone contribuendo alla costruzione e allo sviluppo del Paese, e alle loro famiglie. Non importa di quale permesso sia in possesso il lavoratore al quale vengono negati i diritti, quello che conta è la triste messa in discussione di quanto le salariate e i salariati hanno conquistato negli anni. Questo accanimento nasconde la chiara volontà di indebolire le garanzie sociali di tutti i cittadini, svizzeri e stranieri!

Uniamoci per opporci alle politiche che criminalizzano i lavoratori indebolendo i loro diritti e facciamo fronte comune per promuovere una nuova politica migratoria in Svizzera.

Rompiamo il silenzio. Mobilitiamoci per i nostri diritti, mobilitiamoci per il cambiamento!.(10/10/2017-ITL/ITNET)

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