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AMBIENTE - FORESTE - ITALIA GRAZIE ALLA TOSCANA PER LA PRIMA VOLTA NEL RAPPORTO SULLE FORESTE DELLA FAO

(2018-10-29)

  La Toscana, le sue foreste e, soprattutto la sua programmazione della gestione del paesaggio, sono oggetto del report SOFO 2018 (State of World's Forests) curato dal Dipartimento delle Foreste della FAO (Food and Agricoltural Organization). Il rapporto SOFO, redatto ogni 2 anni a partire dal 1995, evidenzia in particolare la gestione del patrimonio forestale in coerenza con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

Il SOFO 2018 contiene dati e casi di studio ritenuti utili per un'analisi approfondita della realtà forestale ai giorni nostri, esperienze significative riguardo a politiche e strategie di sviluppo per il miglioramento del patrimonio forestale. L'Italia è entrata in questo report grazie alla Regione Toscana ed al suo Piano di indirizzo territoriale (PIT) integrato con il Piano paesaggistico, che è stato inserito tra i 10 casi di studio riportati come buone pratiche da analizzare e replicare. Il PIT è ritenuto un esempio di successo, applicabile ad altri contesti a livello mondiale, perché integra nel concetto di paesaggio altri aspetti ambientali, economici e sociali, in linea con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

La Toscana nel SOFO 201 è stata scelta in quanto ritenuta leader nelle politiche di gestione e tutela del paesaggio, incluso il paesaggio forestale. E' infatti stata la prima regione nel panorama nazionale a redigere un piano paesaggistico, così come previsto del Codice del Beni Culturali. Inoltre il PIT è stato considerato di particolare rilevanza in quanto integra la pianificazione urbanistica alla pianificazione del paesaggio e considera lo stesso paesaggio come frutto della co-evoluzione uomo/natura.

Le foreste in Toscana coprono il 52,1% del territorio regionale e la loro estensione determina la loro importanza anche nel PIT, che le tutela ed inserisce i boschi nella 'Invariante legata ai caratteri ecosistemici del paesaggio' oltre a prevedere anche una specifica 'pianificazione forestale'. Questa attenzione non nasce da motivi economici, ma dal valore paesaggistico delle foreste, relativo non solo alla biodiversità e alla protezione dal rischio idrogeologico, ma anche al valore culturale e dalla forte attrattiva che hanno per il turismo, in quanto parte del paesaggio rurale tradizionale. La tutela ed il ripristino del paesaggio rurale tradizionale è fondamentale per il Pit, che infatti prevede anche la riduzione delle superfici forestali nei casi in cui è necessaria per il ripristino di terreni agricoli abbandonati, allo scopo di mantenere un equilibrio nel paesaggio.

Dunque la Fao, attraverso SOFO 2018, riconosce alla Regione Toscana di aver creato con il Piano paesaggistico una visione che integra gli obiettivi economici, sociali e ambientali alla pianificazione del territorio, mirando alla valorizzazione del patrimonio rurale tradizionale, che viene visto come essenziale per la crescita economica, sia grazie al turismo, sia attraverso la produzione di cibo di qualità (la Toscana è infatti la regione italiana con il maggior numero di prodotti agricoli tradizionali certificati che secondo i dati MIPAAF: ben 461).

La Toscana nel Registro nazionale dei paesaggi
Il valore del paesaggio toscano è stato riconosciuto anche dall'iscrizione di tre paesaggi all'interno del Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico presso il Ministero delle politiche agricole e forestali (paesaggio policolturale di Trequanda, del paesaggio rurale storico di Lamole-Greve in Chianti, e del paesaggio silvo-pastorale di Moscheta, unico paesaggio forestale presente nel Registro). Questi dati rappresentano un ulteriore primato per la Toscana, oggi la realtà italiana con il maggior numero di paesaggi iscritti nel Registro, senza considerare il sito UNESCO della Val d'Orcia.

Dal Rapporto foreste 2018 della Fao, Kushlin: "Ecco perché abbiamo scelto la Toscana"

Il paesaggio toscano è un esempio di bellezza unica, ma è anche l'espressione concreta di una capacità di gestione economica e politica da cui altri Paesi possono imparare.

Ecco in sintesi i motivi per i quali la Fao ha messo la Toscana al centro del report sullo stato delle foreste SOFO 2018 secondo le motivazioni di Andrey Kushlin, il vice capo del dipartimento foreste. Il rapporto SOFO, curato a cadenza biennale proprio dal dipartimento foreste della Fao, evidenzia in particolare la gestione del patrimonio forestale in coerenza con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

In un video presentato oggi a Firenze, Kushlin ha spiegato la genesi di questa scelta: "Mentre lavoravo con i miei colleghi in giro per il mondo per scegliere questi casi studio, avevo molto chiaro che uno di questi casi di studio dovesse essere l'Italia e nello specifico la Toscana: ero completamente convinto che il caso toscano sarebbe stato essenziale per mostrare al mondo intero come il concetto di paesaggio non sia solo una figura retorica o un elemento d'immaginazione artistica, ma un costrutto politico ed economico davvero funzionante, che costruisce e unisce i vari valori del territorio e rende il paesaggio un fattore economico principale".

Kushlin ha sottolineato come il piano del paesaggio, approvato dalla Toscana, si inserisca perfettamente e concretamente e anzi implementi le legislazioni di livello superiore, quella italiana, e quella europea, con la Convenzione europea del Paesaggio. "Tutte queste caratteristiche – ha concluso - erano un qualcosa che volevamo mostrare, qualcosa che non è solo unico, ma è qualcosa che gli altri Paesi possono ammirare e da cui possono imparare"(REGIONE TOSCANA-ITL/ITNET)

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