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DONNE - COMMISSIONE UE - EGUAGLIANZA DI GENERE VALORE FONDAMENTALE UE E UN PRINCIPIO PER IL QUALE CONTINUEREMO A BATTERCI

(2019-03-07)

    Nell'Unione, grazie all'accordo recentemente raggiunto sulla direttiva relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare, i padri avranno diritto ad almeno 10 giorni di congedo al momento della nascita di un figlio.

Il congedo parentale di quattro mesi diventerà inoltre un diritto individuale delle madri e dei padri e, in quanto tale, non trasferibile all'altro genitore: un potente incentivo affinché anche gli uomini vi facciano ricorso. Nell'Unione, sia le donne che gli uomini potranno usufruire di un congedo di cinque giorni come "prestatori di assistenza" in caso di malattia di un familiare che dipende dalle loro cure.

Adoperandosi per attuare tutte queste iniziative, la stessa Commissione sta dando il buon esempio. All'inizio del mandato, il Presidente Jean-Claude Juncker aveva fissato un obiettivo di almeno il 40 % di donne tra i dirigenti della Commissione, da raggiungere entro il 1° novembre 2019. Grazie alle varie misure finora adottate, l'obiettivo sta per essere raggiunto, con il 39,6 % dei posti dirigenziali all'interno della Commissione che, al 1° febbraio 2019, risultava occupato da donne.

Come indicato nella seconda relazione sui progressi compiuti in questo settore, la Commissione europea ha promosso l'accesso effettivo alla giustizia e l'affermazione dei diritti delle donne e delle ragazze vittime della tratta. In collaborazione con la Commissione europea, l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) ha pubblicato, in occasione della Giornata dell'UE contro la tratta di esseri umani, una guida pratica destinata agli operatori per l'attuazione della direttiva anti-tratta nell'ottica specifica della parità di genere.

La politica di coesione dell'UE sostiene direttamente la parità di genere dando supporto all'imprenditoria femminile e migliorando la qualità e l'accesso ai servizi di assistenza all'infanzia. Per il periodo 2014-2020 è stato programmato un finanziamento pari a 1,23 miliardi di € a favore di infrastrutture educative e di assistenza alla prima infanzia.

L'Europa ha bisogno di una maggior presenza femminile in campo scientifico. Nel quadro del programma di ricerca e innovazione dell'UE Orizzonte 2020, la Commissione europea sostiene gli enti di ricerca e le università nel predisporre piani per la parità di genere. Tali piani miglioreranno le condizioni affinché un maggior numero di scienziate possa dedicarsi alla ricerca e all'innovazione.

L'iniziativa "Le donne e i trasporti – Piattaforma UE per il cambiamento" intende aumentare l'occupazione femminile e le pari opportunità nel settore dei trasporti e in tutti i modi di trasporto, servendo anche da piattaforma di scambio delle buone prassi.

La Commissione ha pubblicato oggi il rapporto "She Figures" ("Dati al femminile") che monitora il livello dei progressi compiuti verso la parità di genere nella ricerca e nell'innovazione nell'Unione europea. In Europa, secondo il rapporto, il numero delle donne che intraprendono un percorso professionale nel mondo della ricerca è in lieve aumento. Le donne, tuttavia, restano di gran lunga sottorappresentate e, ad oggi, le loro potenzialità non sono né pienamente riconosciute né valorizzate.

La Commissione europea incoraggia le donne a svolgere un ruolo più attivo nell'era digitale e offre loro i mezzi per farlo tramite numerose iniziative, quali la campagna No women no panel e la parità di genere promossa nell'ambito del programma MEDIA di Europa creativa. La presenza delle donne nei settori tecnologici darà inoltre impulso all'economia e permetterà una loro piena partecipazione alla società.

L'UE pone la parità di genere al centro della sua azione esterna grazie a numerosi partenariati con partner multilaterali e regionali. Nel settembre 2018, nell'ambito del G7, l'UE e il Canada hanno organizzato congiuntamente la prima riunione in assoluto delle ministre degli Esteri che, in tale occasione, si sono impegnate a creare una rete tra i governi e tra le organizzazioni della società civile per promuovere il processo verso la parità di genere e i diritti delle donne e delle ragazze, nonché ad adoperarsi per attuare gli impegni già assunti.

L'iniziativa Spotlight, varata dalla Commissione europea in collaborazione con le Nazioni Unite, affronta il problema della violenza di genere a livello globale. Molti programmi nazionali sono già stati avviati, ad esempio in America latina e nella regione del Pacifico, mentre in Africa se ne prevede l'avvio a breve.

Nel quadro del dialogo regionale sull'emancipazione della donna dell'Unione per il Mediterraneo (UpM) è stato istituito un meccanismo per monitorare i progressi compiuti dagli Stati membri dell'UpM verso la parità di genere. Di recente, inoltre, è stato firmato un contratto di sovvenzione di 3,24 milioni di € con l'iniziativa femminista EuroMed per varare una campagna regionale mirante a contrastare e prevenire la violenza sulle donne e sulle ragazze nei paesi del vicinato meridionale.

Lo scorso anno, nel quadro del Fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana, sono state avviate due importanti iniziative volte, da un lato, a rafforzare la resilienza delle donne siriane e delle comunità ospitanti in Iraq, Giordania e Turchia, dall'altro a migliorare l'accesso alla protezione e ai servizi per le donne rifugiate, gli sfollati interni e le comunità ospitanti e ad ampliare la loro partecipazione. (07/03/2019-ITL/ITNET)

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