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RICERCA SCIENTIFICA ITALIANA NEL MONDO - SEN. CATTANEO AL GOVERNO CONTE BIS: "NECESSARIA VALUTAZIONE COMPARATIVA DELLE IDEE ... ANCHE PER QUESTO I GIOVANI FUGGONO"

(2019-09-10)

  Intervenendo  in sede di dibattito al Senato della Repubblica sulla fiducia al Governo  la "senatrice  a vita" Elena Cattaneo,  Docente alla Statale di Milano, ha stigmatizzato - in relazione agli impegni assunti sulla ricerca scientifica - alcuni elementi (di seguito riportati:

"con riferimento alla legge di bilancio per il 2020, nel primo punto del programma di Governo figura l'incremento della dotazione delle risorse per scuola, università e ricerca. A parole, dunque, le politiche su ricerca e istruzione assumono una rinnovata centralità. Su questa base con il mio voto vorrei contribuire ad alimentare un rapporto fiduciario tra il Parlamento e il Governo, affinché questo impegno si realizzi davvero. Su dispersione scolastica, diritto allo studio, ricerca di base, ad esempio, si potrebbe cominciare a lavorare da subito.

L'urgenza, tuttavia, non è solo nelle risorse: di pari importanza sono le regole per la loro distribuzione.
Ebbene, fintanto che in Italia vi saranno idee e ricerche finanziate a prescindere dal loro valore, con denaro pubblico assegnato per legge e senza competizione, si alimenterà una profonda ingiustizia, oltre ad un cattivo uso delle risorse destinate alla ricerca. Anche da questo, gentile Presidente, i giovani fuggono e altri non ne arrivano dall'estero, perché vanno o restano nei Paesi dove la valutazione delle idee è sempre comparativa, scientifica e nel merito.
Le regole e le procedure per invertire questa tendenza sono internazionalmente note e sperimentate, ma devono stare in una casa di cristallo, un'agenzia per la ricerca che agisca successivamente alla decisione politica relativa agli obiettivi su cui investire e che, tramite bandi competitivi e tempi certi, garantisca a tutte le idee l'accesso egualitario e trasparente alle risorse pubbliche per raggiungere quegli obiettivi, impedendo in modo netto ogni confusione di ruoli, ogni contiguità, ogni affiliazione ideale e ogni negoziazione diretta tra la politica e i singoli studiosi o gruppi di studiosi, cordate o istituzioni.

Signor Presidente, siamo rimasti pressoché gli unici in Europa a non avere un'agenzia per la ricerca: anche la Grecia l'ha istituita nel 2016. È perciò incoraggiante notare che la proposta di un'agenzia per la ricerca sia presente nel programma di questo Governo come lo era in quello del precedente. Si potrebbe cominciare immaginandola dedicata ad alcuni specifici settori.

Risorse, dunque, ma soprattutto regole.
Vi è, infine, un'urgenza, premessa di tutte le altre: è un'urgenza culturale e riguarda il riconoscimento che le istituzioni sapranno dare al sapere, all'importanza dello studio, alle evidenze accertate e accertabili con metodo scientifico, così come la necessità di affrontare temi importanti come la salute, l'ambiente, il clima e l'agricoltura con serietà, senza affidarsi a propaganda, a pubblicità, a scelte ideologiche, riflettendo attentamente, quindi, sulla sostenibilità reale di quanto in questi settori e in altri viene finanziato con risorse pubbliche. Il rispetto per le prove della scienza deve valere in ogni ambito, perché il metodo della scienza non è à la carte, altrimenti deragliamenti e incomprensioni, forieri di sciagure, saranno sempre dietro l'angolo.
Signor Presidente, la condanna che l'Italia ha ricevuto dalla Commissione europea per la sciagurata gestione della xylella in Puglia non è che l'ultimo triste monito.

Credo che vi sia un campo di prova minimo cui il Governo è chiamato: per esempio, l'astenersi dallo smontare la preziosa legge sui vaccini, ma anche la necessaria tutela del lavoro e della sicurezza dei nostri ricercatori.
Agli studiosi chiediamo di non fuggire all'estero, ma poi li mettiamo a dura prova per quanto riguarda, ad esempio, il loro delicato impegno etico sulla sperimentazione animale, ostacolandola e disconoscendone l'importanza, mentre traiamo beneficio da ogni scoperta ottenuta grazie ad essa.

Lo stesso campo di prova minimo riguarda anche la necessità di non avallare con risorse pubbliche pratiche mediche prive di base scientifica oppure pratiche agricole fondate sull'esoterismo o sulle favole, belle, ma impossibili. Sarebbe un auspicabile cambio di paradigma verso un nuovo patto sociale costruito su politiche basate sulle prove.....  (10/09/2019-ITL/ITNET)

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