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DONNE - LAVORO - PRESENTATA ALLA CAMERA DA ON.GRIBAUDO (PD) PROPOSTA DI LEGGE SULLA PARITA' SALARIALE. FRA I FIRMATARI PARLAMENTARI ESTERO SCHIRO' (PD) E UNGARO (ITALIA VIVA)

(2019-10-09)

  “Un altro passo in avanti per la parità di genere nel mondo del lavoro. La direzione indicata dalla proposta di legge sulla parità retributiva tra uomo e donna presentata questa mattina, di cui è prima firmataria Chiara Gribaudo, è quella giusta e rappresenta una battaglia del Pd per garantire pari opportunità nel mercato del lavoro.

Siamo certi che con la collaborazione del mondo produttivo, delle imprese per le quali sarà possibile, così come prevede la proposta di legge, una certificazione sul rispetto della parità salariale tra uomo e donna, il nostro Paese farà un significativo passo in avanti per il rispetto dei diritti delle donne”.
Così in una nota il segretario Pd Nicola Zingaretti.

Una proposta "che ho sottoscritto con convinzione" afferma , al contempo l'on.Massimo Ungaro di Italia Viva, che sintetizza i termini della proposta in un post su facebook  " prevede di potenziare il ruolo della consigliera nazionale di parità, rendere pubblico l'elenco delle aziende che inviano un rapporto periodico sui ruoli e la retribuzione del personale maschile e femminile, assegnare un bollino rosa alle aziende che rispettano i parametri del rapporto e sanzioni per chi non invia il rapporto o invia rapporti falsi".  E conclude "Sempre in prima fila per costruire l'Italia delle pari opportunità per tutti, a partire dalle donne, i giovani e le minoranze. Questa è la missione politica di Italia Viva".

Nella conferenza stampa di presentazione della proposta, che ha visto la luce, in realta', nel 2018,  la prima firmataria, on.  Chiara Gribaudo (PD) ha sottolineato  come sebbene il lavoro abbia rappresentato lo strumento principale dell'emancipazione delle donne, lo stesso sia elemento di discriminazione e disuguaglianza che impediscono la libera scelta nel coniugare lavoro e famiglia, oltre alla concreta indipendenza delle donne". In buona sostanza per la parlamentare del PD "c'è ancora moltissimo da fare".  In termini statistici: ciò significa che "le donne guadagnano in meno fino al 7,7% degli uomini. La differenza può arrivare fino ad un quinto in meno dello stipendio a parità di mansione e di ore lavorate".  In realtà, a ben vedere, nel settore privato all'incremento delle responsabilità cresce maggiormente il divario. Come cresce, evidentemente, il divario anche  sul piano previdenziale.  E, per di più - ha stigmatizzato la parlamentare del PD - il divario è cresciuto nel nostro Paese , anziche' diminuire, come registra  il report sul gender gap delle Nazioni Unite ed i dati del 2018 in Italia confermano.
Tuttavia, la stessa Gribaudo non dimentica che alle spalle della stessa proposta di legge c'è un percorso legislativo e sociale in quanto molto partecipato dalle donne. Di qui l'invito alle donne di altri gruppi e forze politiche ad unire le forze in un impegno partecipato.

Alla base della proposta - ha spiegato Gribaudo - il rafforzamento degli strumenti legislativi già a disposizione. D'altra parte sulla stessa linea - di maggior trasparenza delle comunicazioni e di maggior interesse da parte del mercato del lavoro  - ci sono altrettante proposte di legge in altri Paesi europei, come la Germania, la Francia, la Spagna, Regno Unito.  Molti, d'altra parte, gli aspetti sui quali vigilare, come il recepimento della direttiva europea sui congedi parentali...ecc.

Il problema e' "irrinviabile" per l'on.Laura Boldrini, che sottolinea come la differenza  fra uomo e donna in un anno si riassume per la stessa mansione in ben due mesi di lavoro gratuito da parte delle donne  . "Si tratta del piu' grande furto della storia" denuncia la parlamentare che sostiene "è inutile affermare che fino ad oggi molto è stato fatto. Evidentemente non è così se siamo ancora a questo punto sia nel pubblico che nel privato". E' importante, dunque, "il testo della proposta, che ho firmato con convinzione, e che propone  la certificazione delle aziende che non fanno discriminazione salariale". Come è importante per la parlamentare che vi sia su questo argomento "sdegno sociale" per la sottrazione che attua nei confronti di una parte della societa' e "ne deve rispondere".  Di qui l'invito della parlamentare a portare avanti non solo la proposta sul piano legislativo ma ad attuare anche una "mobilitazione sul piano sociale".  "Le donne non devono piu' abbozzare per il quieto vivere perchè il quieto vivere non ha mai portato a buoni risultati".

Per Renata Polverini si tratta non solo di una proposta di legge ma di un progetto rivolto anche agli uomini per migliorare la vita delle donne e, quindi, delle famiglie" . Mi auguro che questo Governo, che si è presentato con un buon biglietto da visita, voglia impegnarsi in tal senso e non solo in termini economici ma anche legislativi a favore delle famiglie perchè una volta risolti alcune questione a livello di gestione familiare, le donne ne troveranno vantaggio".  Fulcro dell'azione politica nell'incidere su tali questioni è il Ministro delle Pari opportunità al quale l'on. Polverini affida, dunque, un ruolo importantissimo nell'auspicio ci sia un cambio di passo con l'attuale legislatura. 
D'altra parte, la parlamentare - che in questi giorni ha assunto una posizione di riflessione  rispetto a Forza Italia esprimendo particolare attenzione nei confronti di Italia Viva - ha invitato le donne ad intraprendere una battaglia per i diritti delle donne. La parlamentare non ha esitato, infatti, ad esprimere la propria idea di "un forte arretramento" del ruolo della donna all'interno della società. Determinata da diverse questioni, molte delle quali riconducibili alla politica, al linguaggio che la stessa politica utilizza. Occorre, dunque, riprendere con tutti gli strumenti la battaglia. "Le stesse consigliere di parita' devono ritrovare una loro centralità, un loro ruolo, uscire dal recinto dove purtroppo ci si sono messe da sole, ed interagire con tutte le altre istituzioni e portare a compimento il loro impegno" ha pungolato, ringraziando, nel contempo, "alcune parlamentari non rielette in questa legislatura ma che hanno lasciato nella Commissione Lavoro

Infine Tiziana Cirini, deputata del Movimento Cinque Stelle e firmataria della Proposta Gribaudo,  ha tratteggiato  la sua proposta di legge  relativa a "Disposizioni per il superamento del divario retributivo tra donne e uomini e per favorire l'accesso delle donne al lavoro" (522). (presentata il 17 aprile 2018, annunziata il 18 aprile 2018), auspicando un approfondito dibattito in Commissione Lavoro delle due proposte di legge.

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Di seguito il testo : della proposta Gribaudo: , la n.615 relativa a Modifiche all'articolo 46 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, in materia di rapporto sulla situazione del personale, Presentata l'11 maggio 2018

Art. 1.
(Modifiche all'articolo 46 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, in materia di rapporto sulla situazione del personale)

-1. All'articolo 46 del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, sono apportate le seguenti modificazioni:

-a) al comma 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Le aziende pubbliche e private che occupano meno di cento dipendenti possono redigere il rapporto su base volontaria. L'Istituto nazionale della previdenza sociale invia annualmente al Ministero del lavoro e delle politiche sociali l'elenco delle imprese che rientrano nell'ambito di applicazione del presente decreto»;

- b) al comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali pubblica, in un'apposita sezione del proprio sito internet istituzionale, l'elenco delle aziende che hanno trasmesso il rapporto e l'elenco delle aziende che non lo hanno trasmesso»;

- c) il comma 3 è sostituito dal seguente:

- «3. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali con proprio decreto definisce, in base alle specificazioni di cui al comma 1:

-a) le indicazioni per la redazione del rapporto;

-b) le modalità di accesso al rapporto da parte dei dipendenti dell'azienda interessata, nel rispetto della tutela dei dati personali, al fine di usufruire della tutela giudiziaria di cui al presente decreto;
-c) i parametri minimi di rispetto delle pari opportunità, con particolare riferimento alla retribuzione corrisposta e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;

-d) la «certificazione di pari opportunità di lavoro», da attribuire alle aziende che rispettano i parametri minimi di cui alla lettera c); le modalità di rilascio della certificazione, tenendo conto dell'attività di controllo e verifica svolta dalle rappresentanze sindacali aziendali e delle consigliere e consiglieri territoriali e regionali di parità ai sensi del comma 2; le forme di pubblicità della certificazione»;

-e) al comma 4, le parole: «Nei casi più gravi può essere disposta» sono sostituite dalle seguenti: «Qualora l'inottemperanza si protragga per oltre dodici mesi, è disposta»;

- f) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

- «4-bis. L'Ispettorato nazionale del lavoro, nell'ambito delle sue attività, verifica la veridicità dei rapporti di cui al comma 1. Nel caso di rapporto mendace si applicano le sanzioni di cui al comma 4 e le pene previste dall'articolo 483 del codice penale».

Art. 2.
(Relazione al Parlamento)

- 1. Il comma 1 dell'articolo 20 del citato codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, è sostituito dal seguente:

-«1. La consigliera o il consigliere nazionale di parità, anche sulla base del rapporto di cui all'articolo 15, comma 7, nonché delle indicazioni fornite dal Comitato nazionale di parità, presenta alle Camere, almeno ogni due anni, d'intesa con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro delegato per le pari opportunità, una relazione contenente i risultati del monitoraggio sull'applicazione della legislazione in materia di parità e pari opportunità nel lavoro e sulla valutazione degli effetti delle disposizioni del presente decreto». (09/10/2019-ITL/ITNET)

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