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AMBIENTE - PLASTIC FREE ? LUPI (MISTO-NCI-USEI): "PROBLEMA NON E' COMBATTERE LA PLASTICA MA NON DISPERDERE LA PLASTICA NELL'AMBIENTE" GOVERNO COME SOSTERRA' COMPARTO ?

(2019-10-24)

  Nel documento programmatico di bilancio compare una tassa sulla plastica di un euro al chilo, valida dal 1° giugno 2020. Considerato che la plastica viene acquistata a 90 centesimi al Kg, l'introduzione di questa imposta determina l'aumento del 110 per cento delle tasse sull'intera filiera della plastica. La tassa rischia di colpire anche gli imballaggi composti con materiali riciclati, vanificando gli investimenti sulla ricerca." 

A chiedere al Ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D'Inca' come intenda il Governo risolvere tale questione giacchè il problema non è combattere la plastica come materiale, ma combattere contro la plastica non raccolta e dispersa nell'ambiente é stato l'on. Lupi, per il quale sarebbe importante, invece, educare ed informare. Così facendo, infatti,  si potrebbe determinare una grave situazione per  l'industria italiana della plastica - che rappresenta 10.000 aziende, 150.000 addetti e 40 miliardi di fatturato e che, senza un cambio di rotta su questa tassa, non sarà più competitiva. Di qui la richiesta se il Governo intenda adottare iniziative per sostenere il comparto produttivo della plastica.

Lo stesso Ministro, d'altra parte, ha ammesso  la complessità e delicatezza della situazione "da un lato, infatti, è necessario considerare gli interessi di un settore, quello chimico e petrolchimico, di assoluto rilievo nel quadro del sistema produttivo nazionale; dall'altro, è parimenti necessario considerare questioni afferenti alla tutela dell'ambiente e alla salute umana, per affrontare le quali l'Unione europea e con essa l'Italia si sono poste l'obiettivo di invertire le crescenti tendenze di consumo di plastica".

Secondo il Governo "È certamente corretto fare leva su misure di informazione ed educazione sull'importanza del corretto smaltimento dei rifiuti plastici e sul valore che ne può derivare, ma ciò non è sufficiente; l'orientamento nazionale ed europeo è, infatti, quello di limitare la produzione della plastica e modificare gradualmente l'attuale modello di produzione e consumo".

È indubbio che tali interventi non possano tradursi in una discriminazione al contrario per l'industria italiana della plastica, ha ammesso il Ministro puntualizzando "Per questo motivo risulta doveroso tenere in considerazione, allo stesso tempo, le filiere produttive che puntano efficientemente sull'attività di recupero e riciclo, nonché quelle che trattano le bioplastiche. Non a caso, allo studio del Governo, oltre all'ipotesi di tassazione richiamata dagli interroganti, vi sono anche numerose misure propositive, che fanno leva sull'incentivazione e lo stimolo alla rinnovazione.
Tra queste, in particolare, va sottolineato il credito di imposta del 36 per cento delle spese sostenute dalle imprese che acquistano prodotti realizzati con materiali derivati da plastiche miste provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica e da selezioni di rifiuti urbani residui; e ancora, le agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell'ambito dell'economia circolare, le disposizioni in materia di rifiuti di imballaggi, le agevolazioni fiscali sui prodotti da riciclo e riuso.

Va ricordata inoltre l'iniziativa Global Start Up Program, con la quale il Mise sostiene start up titolari di brevetti non ancora presenti sui mercati internazionali, impegnate nello sviluppo di nuove idee ad alto contenuto tecnologico. In tale ambito, rientra in particolare il progetto della circular economy, che intende incentivare le emissioni low carbon nonché la produzione e l'uso di materiale innovativo sostitutivo della plastica.

In questo contesto, si colloca tra l'altro il procedimento per il recepimento dell'ordinamento nazionale della direttiva UE 2019/904 del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente, la cui fase attuativa, in corso, potrebbe costituire la sede dove contemperare le opposte esigenze, eventualmente anche attraverso un confronto ed un coinvolgimento diretto con le imprese interessate.

Si conferma, dunque, l'impegno del Governo a portare avanti una politica plastic free attraverso diverse iniziative, anche normative, che garantiscano il giusto bilanciamento di tutti gli interessi in gioco.

Lupi, d'altra parte non ha esitato a replicare "Tutto quello che voi ci avete qui spiegato potrebbe avere una semplice ricaduta: la scomparsa di un intero settore industriale, che potrebbe esattamente riconvertirsi nella direzione vostra. Ma vi è chiaro che se siamo in Europa e la concorrenza è in Europa? La trasformazione della plastica è il settimo comparto per valore aggiunto industriale in Europa. La Germania è il primo produttore e il primo settore industriale, l'Italia è il secondo. Se in Germania non mettono nessuna tassa e noi mettiamo un euro di tassa al kg alle nostre imprese italiane, cosa succede? Come competiamo? "

Ed ancora "Come facciamo a trasformare anche in ecocompatibile tutto questo settore? 11.000 imprese, 150.000 addetti, abbiamo 40 miliardi di euro di fatturato in Italia: questo è uno dei settori industriali più importanti e più competitivi. Il problema, l'abbiamo detto, è certamente quello ambientale, ambiente e sviluppo possono andare di pari passo: anziché tassare, premiamo, incentiviamo, ma non uccidiamo un intero settore. E non nascondiamocelo: l'introito è 900 milioni di euro da questa tassa, 900 milioni di euro...."(24/10/2019-ITL/ITNET)

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