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DONNE - LAVORO IN SOMMINISTRAZIONE IN UNA "PROSPETTIVA DI GENERE": RISPECCHIA LE CRITICITA' SOCIALI CHE CIRCOSCRIVONO NEI GRANDI NUMERI OCCUPAZIONE FEMMINILE IN ALCUNI SETTORI E LIVELLI

(2020-02-14)

  Intervenendo al CNEL per la presentazione del I° Rapporto  della Commissione per le Pari Opportunità di EBITEMP presso il CNEL, (http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=60967), il Presidente di Ebitemp ha , tra l'altro, sottolineato il ruolo fondamentale nell’orientamento e della formazione: “sulle digital skills avremo in futuro delle grandi disparità di genere se non agiremo concretamente in modo deciso."
" Nonostante l’istruzione superiore, ha stigmatizzato,  c’è poca attenzione nella formazione femminile sul lato tecnico e digitale.

Per Linda Laura Sabbadini - Direttora Centrale per gli studi e la valorizzazione tematica nell’area delle statistiche sociali e demografiche ISTAT, che ha focalizzato la sua attenzione sulle statistiche occupazionali pre e post crisi, analizzando il gap retributivo e tassi di occupazione alla luce delle statistiche sull’età di ingresso e uscita nel mondo del lavoro: “Non è solo un fatto di differenze salariali ma c’è bisogno di un cambio di prospettiva
radicale”.

Per Anna Chiara Giorio - Ricercatrice e Responsabile Anpal progetto “Equality for work and life”: “È necessario partire dalle politiche di orientamento, che in Italia sono tenute in secondo piano ma di fatto hanno un ruolo strategico centrale”. Giorio ha concentrato il suo intervento sull’entrata e permanenza delle lavoratrici nel mondo occupazionale, con un focus sulla distribuzione dei carichi di cura, sul work-life balance e su ciò che ostacola un fluido ingresso delle donne nel mondo del lavoro.

Susanna Camusso - Responsabile Politiche di Genere e Politiche Europee e Internazionali CGIL Nazionale, ha evidenziato la necessità di focalizzarsi sulla qualità del lavoro piuttosto che sulla sua quantità. Per Camusso, il mercato attuale impone di pensare ad una ricondivisione dei ruoli e delle responsabilità per fare in modo che le donne smettano di essere acrobate del tempo. Siamo uno dei paesi con la migliore legislazione, in termini di parità retributiva. Il problema è che il carico di lavoro familiare è tutto sulle spalle delle donne. Maternità e cura degli anziani, ad esempio, dovrebbero essere una responsabilità sociale, non individuale. In Italia, purtroppo, questo carico grava sulle donne” ha concluso Camusso.

Liliana Ocmin - Responsabile Nazionale Coordinamento Donne CISL, ha fatto riferimento all’assenza di investimenti per incentivare l’occupazione femminile: “La mancata indipendenza economica di molte donne giovani è uno dei fattori del calo demografico, dunque il sostegno all’ingresso e permanenza delle donne nel mondo del lavoro è questione di benessere nazionale e non di sostegno ad una categoria”. Ocmin ha inoltre identificato la Somministrazione come una best practice per accedere al mondo del lavoro.

Sonia Ostrica - Responsabile Coordinamento Pari Opportunità UIL, ha notato, come le altre partecipanti all’evento, che l’osservazione del lavoro in ottica di genere faccia emergere tutta una serie di criticità presenti nella società. Infatti i dati del lavoro in Somministrazione somigliano a quelli del mercato del Lavoro in generale. L’occupazione femminile è circoscritta ad alcuni settori e livelli, diretta conseguenza di un mondo del lavoro ancora troppo focalizzato sulla quantità di lavoro e non sulla sua qualità, oltre ad essere ancora poco “family-friendly”.

Valentina Cardinali - Consigliera regionale di Parità del Lazio / Responsabile per il Gruppo di Ricerca “prospettiva di genere nel mercato del lavoro e nelle politiche pubbliche” INAPP ha salutato con favore l’iniziativa: “Grazie per aver riacceso la luce sul mondo della somministrazione e per averlo fatto per mezzo di una Commissione Pari Opportunità.

Il problema dell’occupazione femminile non riguarda solo le donne ma tutto il mercato del lavoro nel sistema Paese. La questione femminile non è una questione privata, esclusiva di una categoria, ma si tratta di riassegnare un ruolo che spetta di diritto nel sistema. Le differenze che vediamo oggi tra uomini e donne nel mondo del lavoro hanno un nome: discriminazione. Queste disparità di trattamento in ambito lavorativo sono ingiustificabili e si codificano in meccanismi che limitano lo sviluppo, la crescita e la partecipazione. E questo, – ha concluso Cardinali - vedo che emerge anche dai risultati del vostro Rapporto”. (14/02/2020-ITL/ITNET)


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