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DONNE - OBIETTIVO 62%: OCCUPAZIONE FEMMINILE COME RILANCIO NAZIONALE. LE DONNE COME PRIORITA' TRASVERSALE" ORGANIZZATO DA "LE CONTEMPORANEE CON SOSTEGNO COMMISSIONE EUROPEA IN ITALIA

(2021-03-21)

Le ministre e i ministri Elena Bonetti, Mara Carfagna, Vittorio Colao, Enrico Giovannini, Andrea Orlando, la senatrice Emma Bonino, con Rosanna Oliva, Giovanna Melandri, Antonella Polimeni, Linda Laura Sabbadini, Carlo Cottarelli e numerosi esperti si sono confrontate domenica 21 marzo 2021, in un webinar dal titolo “Obiettivo 62% - l’occupazione femminile come rilancio nazionale. Le donne come priorità trasversale”, organizzato da Le Contemporanee, Fuori Quota e Soroptimist International d’Italia, con il sostegno della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia.

Afferma Mariolina Coppola, Presidente del Soroptimist International d’Italia, Associazione  mondiale che festeggia quest’anno il Centenario, che si occupa di diritti e che conta 6000 socie in Italia con 170 club: “Il tasso di sostituzione passa per l’occupazione femminile”  Dobbiamo mettere al centro le donne e il lavoro come obiettivo trasversale a tutti i
ministeri, per un vero rilancio del nostro Paese ma soprattutto, per una nuova primavera astronomica, basandosi sulla previsione della nostra posizione oggi e del suo possibile, realizzabile moto rivoluzionario.

Questo governo ha un’occasione straordinaria di cambiamento del Paese, che potrebbe segnare la Storia dell’Italia per sempre, scegliendo le donne come motore della crescita. L’economia non è neutrale rispetto al genere. Quindi non una statistica climatica che ci dice che in Italia il 70% dei nuovi disoccupati nei primi dieci mesi di crisi sono donne, principali vittime economiche della pandemia, e che solo il 12% dei bambini può frequentare un asilo pubblico, aggravando la povertà educativa e le diseguaglianze.

E vorrei lanciare un appello, prosegue Presidente del Soroptimist International d’Italia: riaprite gli asili nido, perché cosi si sbilanciano gli equilibri fragili e delicati delle nuove famiglie con bambini piccoli, con un ritorno alla  “tradizionalizzazione”, con una preoccupante esclusione economica e sociale, con radici profonde, ma che si è amplificato nell’ultimo anno. Sappiamo che il tasso di natalità già bassissimo all’1,2%, che non consente la sostituzione, si è ancora più ridotto crollando ai minimi storici mai raggiunti in 160 anni di Unità d’Italia, quindi dicevo non una statistica climatica, ma un Equinozio dove ci sia una notte uguale come oggi 21 marzo, una parità fra uomini e donne.

Abbiamo bisogno di una rivoluzione  (forse non terrestre, ma sicuramente italiana) un intervento strutturato e sistemico con un grosso investimento che il governo può fare, vincendo stereotipi culturali che hanno lasciato sulle spalle delle donne il lavoro che toccherebbe ai servizi pubblici. Puntare a un tasso occupazionale femminile al 62%, come la media europea, senza sprecare il denaro in misure frammentarie che non avrebbero l’impatto desiderato.

Bisogna liberare le donne dal carico di cura, redistribuirlo nella società, trasformare il lavoro familiare, fare un grosso
investimento nel welfare di prossimità, puntare sui servizi educativi per l’infanzia, ma soprattutto investire nella imprenditoria e nell’occupazione femminile.

Dobbiamo costruire uno stile di leadership nuovo che coinvolga il potere decisionale delle donne, con un’attenzione alla governance anche locali, dove saranno usati molti fondi, con un vantaggio sociale per tutti. Se non s’interviene adesso cambiando il paradigma culturale, aumentando esponenzialmente il numero delle donne che lavorano e sostengono il reddito familiare, si faranno sempre meno figli perché senza l’occupazione femminile e un doppio stipendio difficilmente si fa la scelta di avere un secondo figlio, condizione necessaria per mantenere gli equilibri demografici ed economici del Paese.

Avremmo perso una occasione importante e irripetibile. Siamo tutti noi qui gli artefici del nostro futuro, lasciamoci l’inverno alle spalle. Noi ci siamo".

Per Valeria Manieri co-founder del media civico Le Contemporanee "Non c’è sviluppo sostenibile senza una valutazione di impatto di genere su tutte le politiche pubbliche incluse le misure previste dal PNRR italiano, come evidenziato anche
dal Manifesto Donne per la salvezza. Tra le cose da affrontare urgentemente: il tema dell’economia della cura, dalla culla agli anziani, con misure concrete da applicare subito, come i voucher per l’attività di cura, sul modello francese dei Cesu. Una proposta che mettiamo sul piatto, facile da attuare, con un largo consenso ormai, a basso costo e con un ristoro immediato per tante famiglie. Altro tema importantissimo, insieme agli asili nido e al tema delle infrastrutture sociali per il paese, il futuro della scuola e un investimento importante sul tempo pieno a scuola, specie per le regioni del sud.
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Secondo Maurizia Iachino presidente Fuori Quota "La Valutazione d’Impatto di Genere (VIG) deve essere presa come impegno politico del Governo per evitare che nuove leggi e norme abbiano conseguenze non previste che ricadono sul presente e sul futuro delle Donne. Chiediamo a tutti i ministri di impegnarsi a diventare propulsori convinti e attuatori dell’applicazione della VIG attraversando tutti i Ministeri: un mindset prima di tutto. (21/03/2021-ITL/ITNET)

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