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FISCO E TRIBUTI - CANONE RAI - NARDI(UIM):"LA RICHIESTA DI ESONERO ? UN BEL PROBLEMA !" APPELLO AI PARLAMENTARI ELETTI DALLA CIRCOSCRIZIONE ESTERO

(2017-01-23)

  Come ormai noto dal 2016, per ovviare alla notevole evasione riscontrata in passato in Italia nel pagamento del Canone RAI, questa tassa, pur ridotta da 113 a 100 euro all’anno, è stata addebitata nella bolletta elettrica ed il risultato positivo si è subito visto poiché nel 2016 il Canone ha reso all’erario italiano ben 2,1 miliardi di euro ovvero 500mila euro in più rispetto al 2015! Un successo che ha consentito, per il 2017, una ulteriore riduzione del Canone a 90 euro, a conferma che se tutti pagassero le tasse tutti pagherebbero di meno!

Tuttavia questo nuovo sistema di pagamento del Canone RAI ha complicato indubbiamente la vita degli italiani all’estero che, non possedendo alcun apparecchio televisivo nella loro abitazione in Italia, per non pagare il Canone, devono chiederne l’esonero con una autocertificazione attestante il non possesso di una TV da spedire all’Agenzia delle Entrate a Torino per lettera raccomandata oppure per via telematica.

Innanzitutto per i motivi evidenziati anche da parte dell’onorevole Alessio Tacconi del PD (sottoscritta pure dai deputati Fedi, Garavini, La Marca e Porta sempre del PD) con una recente interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, come il notevole costo della raccomandata dall’estero per la richiesta di esonero dal pagamento (peraltro spesso inefficace con conseguente richiesta di rimborso, sempre per raccomandata!) nonché la sua ripetizione annuale.

In secondo luogo per la pratica impossibilità che è stata riscontrata, per quanti vivono all’estero, di procurarsi il pin e la password con l’Agenzia delle Entrate per poter trasmettere per via telematica l’autocertificazione di non possesso di un apparecchio televisivo.
Un problema quest’ultimo che la UIM sta cercando di chiarire e risolvere con la stessa Direzione Centrale (Gestione tributi) dell’Agenzia delle Entrate del Ministero delle Finanze. Peraltro da questa Direzione Centrale è stato ulteriormente chiarito che le utenze (tipo quella elettrica) di una abitazione in Italia di un iscritto all’AIRE deve essere innanzitutto da “non residente” e quindi senza alcuna agevolazione tariffaria come invece avviene per le utenze da “residente”.
A questo sempre la stessa Agenzia delle Entrate, nella sua recente comunicazione alla UIM, scrive che “(..) la titolarità di un’utenza elettrica di tipo non residenziale non fa venir meno l’obbligo di pagamento del Canone TV, che permane per i cittadini che, pur residenti all’estero, sono detentori di un apparecchio televisivo in abitazioni a loro disposizione in Italia.”.

Cio' detto Nardi lancia un:  APPELLO AI PARLAMENTARI ITALIANI DELLA CIRCOSCRIZIONE ESTERO

Visto quanto sta accadendo - per superare queste problematiche che complicano certamente la vita a tanti emigrati italiani, in particolare di prima generazione e quindi anziani, che continuano a possedere un’abitazione in Italia - sarebbe auspicabile che, anche per il canone RAI, da parte del parlamento italiano, magari su iniziativa degli eletti nella Circoscrizione Estero, venisse individuata per i pensionati iscritti all’AIRE una soluzione legislativa analoga  a quella che, nel 2014, consentì per loro l’esenzione dell’IMU e della TASI. Ma non solo, sarebbe anche opportuno che per le utenze delle abitazioni in Italia degli iscritti AIRE non venissero applicate le tariffe più elevate ovvero quelle per le seconde case di vacanza. Come diceva il poeta. Ai posteri l’ardua sentenza!.(23/01/2017-ITL/ITNET)

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