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FISCO E TRIBUTI - CASA - RIFORMA CATASTO. LE NOVITA' PER REALIZZARE SISTEMA FISCALITA' IMMOBILIARE PIU' EQUO

(2020-02-25)

  "Riforma del catasto italiano alle porte, secondo quanto emerge dal Documento conclusivo del 20 febbraio 2020 della Commissione di vigilanza sull'anagrafe tributaria. Commissione parlamentare costituita il 24 gennaio 2019 (istituita con legge n. 60/1976) per vigilare sui sistemi informativi di riferimento e sulla mancata riforma del sistema estimativo del catasto dei fabbricati. Un catasto ormai obsoleto, che risale al 1939" precisa Annamaria Villafrate dello Studio di avvocati Cataldi.

Una riforma, dunque, a 360 gradi con novità che coinvolgono il sistema di calcolo del valore e della rendita catastale dell'immobile, che mirano a estendere la cedolare secca, a ridurre l'imposta di registro per favorire la commercializzazione delle seconde case e di quelle di lusso, ma che prima di tutto si pongono l'obiettivo di realizzare una banca dati integrata, anche nell'ottica di una maggiore semplificazione fiscale.

Fra le misure novità in arrivo, dunque, l'Anagrafe Immobiliare Integrata, il Cassetto dell'immobile, il Valore catastale: metro quadro, Cedolare secca più estesa, Stabilizzazione bonus casa, Riduzione dell'imposta di registro

La prima urgenza segnalata dalla Commissione prevede la riforma degli estimi catastali. A seguire il contenimento del consumo del suolo e il suo riuso per tutelare le aree agricole e favorire la rigenerazione urbana, semplificare e incentivare la riqualificazione e l'efficienza energetica, da incentivare attraverso la previsione d'interventi fiscali. Il tutto per realizzare  un sistema di fiscalità immobiliare più equo, in grado di favorire lo sviluppo del settore.

Parallelamente però c'è anche l'obiettivo della semplificazione, da realizzare attraverso la creazione di un'unica banca dati, per evitare procedure gravose per il contribuente ed eliminare la frammentarietà delle informazioni da acquisire. Obiettivi importanti a cui si affiancano misure specifiche da intraprendere il più rapidamente possibile.

Introdotta dal legislatore con il decreto n. 78/2010, l'Anagrafe Immobiliare integrata ad oggi non è stata ancora realizzata. Obiettivo della riforma è quindi quello di realizzare una banca dati unica in cui sia possibile individuare immediatamente il titolare di uno o più diritti reali e il bene o i beni immobili ad esso intestati, per creare un inventario completo delle ricchezze immobiliari presenti sul territorio, in grado di supportare al meglio la fiscalità immobiliare.

Grazie alla creazione di un cassetto contenente tutti i dati di ogni singolo immobile si riuscirebbe invece a rendere più equa la contribuzione, innovare tecnologicamente il sistema delle banche dati e semplificare la vita al cittadino.

Il documento evidenzia la necessità di determinare il valore catastale degli immobile in base a nuovi criteri, come il metro quadro come unità di consistenza, procedere a una revisione delle rendite (tenendo conto di nuovi parametri come quello dell'affaccio) prevedere meccanismi di adeguamento periodico delle stesse, riduzioni del valore patrimoniale per gli immobili di particolare interesse storico e garantire una maggiore cooperazione tra Comuni e Agenzia delle Entrate. Il tutto garantendo l'invarianza del gettito.

La Commissione ritiene molto importante, nel momento in cui si introducono nuovi valori e nuove rendite, mantenere i vecchi estimi e l'attuale sistema fiscale per avviare una fase di test per elaborare le stesse imposte, al fine di simulare le varie situazioni possibili, per garantire che la pressione fiscale resti inalterata.

Sulla cedolare secca, la Commissione propone inoltre una maggiore collaborazione da parte del contribuente, mettendo a sua disposizione facili strumenti informatici, al fine d'inserire e correggere eventuali dati errati dell'immobile di sua proprietà, che verrebbero asseverati da un tecnico dell'Agenzia.

Nel documento si evidenzia la necessità di estendere la cedolare secca a tutto il settore immobiliare commerciale, perché riuscirebbe a far tornare sul mercato locali inutilizzati da tempo, che necessitano di un incentivo fiscale per rimanerci. Cedolare secca anche per le abitazioni site nei Comuni non ad alta tensione abitativa e a tutti i tipi di affitto, compresi quelli transitori.

Occorre inoltre mantenere nel tempo certe misure di fiscalità immobiliari, che si propongono di valorizzare il patrimonio immobiliare, come il bonus facciate, le agevolazioni previste per le imprese che acquistano fabbricati già esistenti, la deducibilità dell'Imu sui fabbricati che rappresentano beni strumentali per l'impresa. Solo in questo modo è possibile favorire il rilancio del mercato immobiliare.(25/02/2020-ITL/ITNET)


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