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ECONOMIA ITALIANA - ANNO TURISMO UE/CINA - PRES. TAJANI FIRMA ACCORDO CON UNWTO : "TURISMO PORTA ACCESSO LAVORO. IN EUROPA 10% PIL. PREVEDIBILE 21 MILIONI TURISTI CINESI ALL'ANNO

(2018-02-28)

Il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha firmato, oggi, un protocollo d’intesa con il Segretario generale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) delle Nazioni Unite, Zurab Pololikashvili.  L’accordo ha l’obiettivo di rafforzare cooperazione e sinergie tra le due istituzioni, per l’ulteriore sviluppo del turismo.

“Nei prossimi 10 anni, il turismo può creare oltre 5 milioni di nuovi posti, anche grazie al raddoppio del numero di viaggiatori che supererà i 2 miliardi. E’ un’occasione che l’Europa non può sprecare per dare prospettive alle nuove generazioni e rafforzare altri comparti strategici, quali trasporti, commercio, alta gamma, cantieristica navale, costruzioni, agroalimentare o industrie culturali e creative”, ha affermato Tajani.

La firma è avvenuta alla presenza della Presidente della Commissione trasporti e turismo, Karima Delli, e del Presidente della task force Turismo del Parlamento europeo, Istvan Ujhelyi.

Sempre nel pomeriggio di oggi, il Presidente Tajani ha inaugurato, a Bruxelles, l’Anno del Turismo Ue-Cina. Tajani ha tenuto l’intervento d’apertura al seminario ospitato al Parlamento europeo, cui hanno partecipato le autorità cinesi e i principali stakeholder del settore.

Nel suo intervento Tajani ha sottolineato che l’Unione deve prepararsi a cogliere l’enorme potenziale di crescita del turismo Ue-Cina, aumentando collegamenti aerei, semplificando le procedure per il rilascio dei visti, adattando la formazione e investendo di più per la promozione nei Paesi terzi.

"L’Anno del turismo Ue-Cina è tanto più importante, in quanto coincide con l’Anno europeo del Patrimonio culturale, inaugurato tre mesi fa a Milano." Così il Presidente del Parlamento europeo Tajani è intervenuto per l'inaugurazione della importante iniziativa internazionale, sottolineando la storia millenaria, con profonde radici che ne hanno forgiato l’identità e la cultura di entrambe le aree geopolitiche, ma anche l'amore e l’orgoglio per questo patrimonio, che contribuisce ad avvicinarci e apre opportunità di collaborazione"

"Con la rivoluzione tecnologica, è importante puntare su settori, come il turismo, che restano ad alta densità di manodopera. Valorizzando le sinergie con altri comparti: cultura, alta gamma, enogastronomia o artigianato di pregio.
Già oggi il turismo rappresenta, con l’indotto, oltre il 10% del PIL e dell’occupazione Ue" ha fatto presente Tajani, aggiungendo "L’eccellenza manifatturiera attrae turismo, così come il turismo favorisce l’industria e l’export. Non solo per moda o enogastronomia, ma anche per auto, audiovisivo, design...l turismo è, dunque, parte essenziale del mosaico che compone il nostro tessuto industriale".

Ed ha fatto presente "Il 20% degli occupati ha meno di 25 anni. Il settore è una delle prime porte d’accesso al lavoro e costituisce una risposta concreta alla disoccupazione giovanile.
Secondo il World Tourism and Travel Council, nei prossimi 10 anni si potranno creare 5 milioni di posti nell’Ue, legati al turismo, il cui PIL passerà da 1.6 a 2.1 trilioni di euro.
Questo grazie al raddoppio dei viaggiatori da qui al 2030: da 1.1 a oltre 2 miliardi, una nuova classe emergente con capacità di spesa, proveniente in larga misura dall’Asia.
Il volume dei viaggi dalla Cina, in particolare, è cresciuto, dal 2010 più degli altri paesi, arrivando a 129 milioni di cui il 20% in Europa. Nei prossimi 5 anni i cinesi in Europa dovrebbero passare dai 6 ai 21 milioni l’anno.

L’Europa, con il suo patrimonio storico, culturale, creativo, paesaggistico e naturale unico, ha tutte le carte in regola per intercettare questa nuova domanda.

Già oggi, con 550 milioni di arrivi, siamo la prima destinazione turistica. Nel 2020, anche grazie al lavoro degli operatori turistici cinesi ed europei, possiamo raggiungere i 700 milioni.

Sarebbe un grave errore se la politica attendesse che questa crescita arrivasse da sola, come una “manna dal cielo”.

Se fino agli anni ’90, l’Ue intercettava oltre la metà della domanda mondiale, oggi, attiriamo poco più del 40% dei viaggiatori. Le proiezioni indicano che, nel 2030, meno di 1/3 dei turisti verrà nell’Unione.

Cresce la competizione globale di nuove destinazioni a prezzi competitivi, mentre la nostra industria ha di fronte sfide importanti: la rivoluzione digitale, l’accesso ai finanziamenti, il contesto di business, la formazione, la sostenibilità, la frammentazione dell’azione di promozione.

La politica deve sciogliere questi nodi. Per promuovere maggior investimenti va utilizzato il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (EFSI).

Un piano per il settore dovrebbe attirare risorse per migliorare la connettività, gli aeroporti, la digitalizzazione dei musei, la formazione, la promozione e la sostenibilità ambientale. Favorendo un migliore utilizzo dei Fondi regionali e di “Orizzonte 2020”, in sinergia con l’azione della Banca Europea degli Investimenti.

Il nuovo bilancio Ue dovrà essere più politico e riflettere le priorità dei cittadini, come la lotta alla disoccupazione. Per questo il Parlamento chiede una dotazione specifica per il turismo nelle prossime Prospettive Finanziarie 2021/2028.

E’ necessario anche liberare gli imprenditori dal giogo dei mille adempimenti burocratici, inutili quanto onerosi. Chi decide di aprire un’attività turistica, deve poterlo fare immediatamente, con un’autocertificazione.

Anche le procedure per il rilascio dei visti vanno facilitate. Dobbiamo seguire gli esempi virtuosi di tutti quei paesi che hanno semplificato le proprie procedure, tagliando le tasse sui visti o aprendo nuovi centri di rilascio.

Altri, come Australia, Canada, Singapore, Corea del Sud e Stati Uniti rilasciano visti decennali. Cile, Colombia, Egitto e Sud Africa hanno tolto l’obbligo di visto.

Il “Visto Schengen” consente ai cinesi di visitare 26 Paesi Ue grazie a un unico visto. Ma occorre fare di più aprendo più centri di rilascio e sburocratizzando ulteriormente le procedure.

Questo è tanto più importante dopo l’introduzione nel 2015, dell'obbligo di fornire dati biometrici, che implica la presenza fisica del richiedente.

Da uno studio della Commissione risulta che il turismo è tra i settori dove la difficoltà delle imprese a reperire le competenze necessarie è maggiore. Mancano bravi cuochi, esperti di digitale, mediatori culturali per cinesi o coreani, ma anche maître e camerieri professionali.

Il ruolo delle scuole di formazione e del praticantato è fondamentale per fornire una formazione in continua dialettica con le imprese e l’evoluzione del mercato.

Ad esempio, se vogliamo accogliere un numero maggiore di turisti cinesi, dobbiamo investire di più in competenze interculturali e capacità di fornire servizi su misura.

Non possono esistere regole parallele per chi opera fuori o dentro il web. Oggi, le Piattaforme sono in buona parte legibus solutus. Spesso hanno posizioni dominanti sul mercato e versano pochissime tasse, spostando enormi ricchezze dall’Ue verso USA o Cina.

Pensiamo anche alla cosiddetta “economia collaborativa”. Uno dei campioni di questi nuovi modelli di business, Airbnb, è tra le società più capitalizzate nella borsa americana. I suoi concorrenti, le micro imprese del turismo, devono rispettare norme per lavoratori, consumatori, sicurezza, fisco e altri oneri di licenza, che non gravano sui giganti del Web.

Il messaggio del Parlamento europeo oggi è chiaro: il mercato Ue, oltre a promuovere economie di scala e innovazione, deve garantire regole di concorrenza e parità di condizioni per tutti.

Il 2018 offre l’occasione di rafforzare la nostra diplomazia culturale e prendere piena consapevolezza delle potenzialità legate al nostro patrimonio. Ma dobbiamo unire le forze, promuovendo l’Europa come destinazione, sul modello di USA o Canada. Un cinese visita, in media, 4 o 5 Stati membri. La prima competizione non è tra Francia e Spagna o tra Veneto e Fiandre.

Nel prossimo bilancio servirà un fondo dedicato di almeno 25 milioni di euro l’anno, per attirare cofinanziamenti di altri 75 da Stati, Regioni, enti locali e industria. Queste risorse, usate a livello europeo, saranno moltiplicate, contribuendo ad aumentare i turisti dalla Cina.

Ed il messaggio del Parlamento è forte e chiaro - ha fatto presente il Presidente Tajani : "chiediamo con forza alla Commissione una strategia che integri e aggiorni quella del 2010 e risorse adeguate dedicate al turismo".

Lavorando insieme, anche grazie a questa iniziativa, che ci auguriamo contribuirà a far decollare gli scambi di turisti Ue-Cina, l’obiettivo di raddoppiare i turisti nell’Unione nei prossimi 10 anni non è un miraggio. Pensate a quanti posti di lavoro possono creare un miliardo di viaggiatori.

Ma serve una forte strategia europea, che punti sull’eccellenza dell’offerta, formazione, digitale, innovazione, sostenibilità. E sulle sinergie legate all’incomparabile patrimonio storico, culturale e creativo, che è alla radice della nostra identità comune." Ha concluso il presidente dell'europarlamento. (28/01/2018-ITL/ITNET)

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