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ECONOMIA ITALIANA....e non solo - SVILUPPO SOSTENIBILE - GIOVANNINI (PORTAVOCE ASVIS): "L'ITALIA NON COGLIE LE ENORMI OPPORTUNITA' OFFERTE DALLA TRANSIZIONE..IL FATTORE TEMPO E' CRUCIALE"

(2018-10-04)

Di Italia e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile costruire, in modo esplicito, un futuro dell’Italia equo e sostenibile: se ne è parlato oggi in Parlamento alla presentazione del Rapporto 2018 da parte dell'ASVIS - l'agenzia per lo sviluppo sostenibile di cui è portavoce Enrico Giovannini.

Afferma Giovannini "La contesa elettorale e il confronto tra le forze politiche che ha poi portato alla formazione del Governo non si sono svolti intorno a programmi chiari e orientati in modo esplicito allo sviluppo sostenibile. Anche la discussione sulla prossima Legge di Bilancio sembra incentrata su un’impostazione che non sembra cogliere le enormi opportunità, anche economiche, offerte dalla transizione allo sviluppo sostenibile (si pensi al tema dell’economia circolare).

Se gli sforzi dell’ASviS, prima e dopo la competizione elettorale, per coinvolgere le forze politiche sui temi
dell’Agenda 2030 hanno prodotto un aumento dell’attenzione a questi temi e l’assunzione di impegni, sono
mancate azioni concrete capaci di segnare quel cambio di passo indispensabile che potrebbe consentire al-
l’Italia di recuperare il terreno perduto e allinearsi alle migliori pratiche internazionali. Di conseguenza,
per ciò che concerne le azioni “di sistema”, l’ASviS ribadisce l’urgenza di:

•  avviare il dibattito parlamentare per introdurre lo sviluppo sostenibile tra i principi fondamentali della
nostra Costituzione;

•  dare attuazione alla Direttiva firmata il 16 marzo scorso dal Presidente del Consiglio e costituire presso
la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la “Commissione nazionale per lo sviluppo sostenibile”;

•  accompagnare la presentazione della prossima Legge di Bilancio con un rapporto sull’impatto atteso di quest’ultima sui 12 indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES) entrati nella programmazione finanziaria;

•  trasformare il “Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica” (CIPE) in “Comitato In-
terministeriale per lo Sviluppo Sostenibile”;

•  adottare un’Agenda urbana nazionale basata sugli SDGs, che si proponga come l’articolazione urbana
della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile;

•  istituire, presso la Presidenza del Consiglio, un organismo permanente per la concertazione con la società
civile delle politiche a favore della parità di genere;

•  predisporre “linee guida” per le amministrazioni pubbliche affinché esse applichino standard ambientali
e organizzativi che contribuiscano al raggiungimento degli SDGs;

•  intervenire con la Legge di Bilancio o con altro strumento normativo agile per assicurare il conseguimento
dei 22 Target che devono essere raggiunti entro il 2020;

•  allargare alle imprese di media dimensione l’obbligo di rendicontazione non finanziaria, strumento ormai
indispensabile per accedere al crescente flusso di investimenti attivati dalla “finanza sostenibile”.
Come nelle edizioni precedenti del Rapporto, l’ultimo Capitolo illustra le azioni da intraprendere adottando una visione moderna e integrata dello sviluppo sostenibile, secondo sette “circuiti”: cambiamento climatico ed energia; povertà e disuguaglianze; economia circolare, innovazione e lavoro; capitale umano, salute ed educazione; capitale naturale e qualità dell’ambiente; città, infrastrutture e capitale sociale; cooperazione internazionale.

Si tratta di proposte concrete, alcune delle quali (consumo di suolo, diritto all’acqua, tutela degli ecosistemi,
ecc.) sono volte a recuperare il lavoro svolto dal precedente Parlamento, e quindi sono realizzabili in tempi brevi.

Il fattore tempo è cruciale, così come la scelta culturale per lo sviluppo sostenibile che la politica, al di là
delle diverse opinioni su temi specifici, deve proporre al Paese. Una tale scelta si porrebbe come guida
anche per gli investimenti e i consumi dei privati, elemento vitale per modificare i modelli attuali di pro-
duzione e di consumo, con positivi effetti economici, sociali e ambientali.   

L’ASviS - sottolinea Giovannini -  continuerà a contribuire alla trasformazione del nostro Paese e dell’Unione europea, rafforzando il proprio impegno a favore dello sviluppo sostenibile e la collaborazione con gli altri soggetti della società civile italiana ed europea. La diffusione degli indicatori per le regioni e le città rappresenta un contributo importante per coinvolgere le amministrazioni regionali e comunali e spingerle ad assumere strategie e azioni concrete per l’attuazione dell’Agenda 2030. L’Alleanza, con la sua diffusa rete di aderenti e associati, è a disposizione anche delle amministrazioni territoriali per rendere il loro impegno per lo sviluppo sostenibile efficace e ben coordinato." (04/10/2018-ITL/ITNET)

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