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ECONOMIA ITALIANA - CONFINDUSTRIA: INDEBOLIMENTO PRODUZIONE INDUSTRIALE NONOSTANTE RECUPERO DI MAGGIO. PROSPETTIVE NON MIGLIORI PESA ACCENTUAZIONE SCONTRO POLITICO

(2019-05-31)

  lLa produzione industriale italiana è vista indebolirsi nel trimestre in corso, dopo il robusto aumento rilevato nel primo 2019. Nonostante un recupero stimato in maggio (+0,4%, dopo -0,2% di aprile), la variazione acquisita nel secondo trimestre è negativa (-0,4%, da +1,0% nel primo). Verosimilmente sarà negativo anche il contributo dell’industria alla dinamica del PIL nei mesi primaverili, dopo che ne ha supportato la crescita nel primo trimestre. La domanda interna continua a rappresentare l’anello debole di questa fase congiunturale mentre quella estera ancora non mostra segnali di accelerazione. La fiducia degli imprenditori manifatturieri e delle famiglie è migliorata in maggio ma ciò non inverte la tendenza negativa in atto da diversi mesi e conferma un quadro debole e con prospettive poco favorevoli. Lo afferma la nota congiunturale di Confindustria.

Il Centro Studi Confindustria rileva un aumento della produzione industriale dello 0,4% in maggio su aprile, quando è stimato un calo dello 0,2% su marzo. La variazione acquisita nel secondo trimestre è di -0,4%.

La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, arretra in maggio dello 0,3% rispetto allo stesso mese del 2018; in aprile è stimata scendere dello 0,6% annuo. Gli ordini in volume registrano incrementi congiunturali sia in maggio (+0,3% su aprile, +0,5% sui dodici mesi) che in aprile (+0,1% su marzo, -2,7% annuo).

La dinamica dell’attività negli ultimi due mesi è condizionata da un contributo negativo dell’energia elettrica e da una particolare distribuzione delle giornate lavorative che ha consentito, in aprile, la chiusura di alcune attività verso la fine del mese, in un contesto di domanda bassa e calante. L’indebolimento dell’attività nell’industria è dipeso soprattutto dalla domanda interna. Questa, che già nel primo trimestre era risultata fiacca (con l’unica eccezione degli investimenti in costruzioni), si conferma l’anello debole nell’attuale fase congiunturale.

Le prospettive non sono migliori di quanto finora osservato. Benché si sia interrotta in maggio la diminuzione della fiducia tra le imprese manifatturiere e le famiglie, i livelli sono ancora bassi, specie tra le prime. Nella media aprile-maggio la fiducia delle famiglie è scesa a 111,2 (112,5 nel primo trimestre). Ha pesato il peggioramento di giudizi e attese sulla situazione economica personale e sulla disoccupazione. Sono meno favorevoli anche le valutazioni sull’andamento dell’economia italiana, condizionate da un’accentuazione dello scontro politico nelle ultime settimane, in vista delle elezioni. Nel manifatturiero si è interrotto in maggio il calo dell’indice di fiducia per la prima volta dopo sette mesi, ma i livelli restano tra i più bassi degli ultimi anni. Gli imprenditori si attendono una dinamica debole della domanda e per il terzo mese consecutivo è stata rilevata una diminuzione delle scorte (che nei primi due mesi erano salite rapidamente). In tale contesto è cruciale riportare la fiducia tra le imprese e le famiglie attraverso adeguate misure di politica economica. Diversamente, il prezzo da pagare è il persistere di una sostanziale stagnazione dell’economia italiana. (31/05/2019-ITL/ITNET)

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