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ECONOMIA ITALIANA - EUROPA - CONFINDUSTRIA: "ANCORA DEBOLE E INCERTO LO SCENARIO MONDIALE, MA A MAGGIO PRIME NOTE POSITIVE

(2020-06-23)

Ancora debole e incerto lo scenario mondiale, con il commercio che fatica, mentre le Borse sono in recupero parziale e il petrolio segnala ripresina. L’Eurozona è ancora nel tunnel, il Regno Unito in difficoltà, negli USA la ripartenza è debole e la Cina è in timida risalita: è la sintesi dello scenario economico dell'Eurozona tracciato dal Centro studi Confindustria.

I dati recenti stanno confermando un quadro molto difficile. Ad aprile, la produzione industriale ha segnato una contrazione del 17,1% tornando sui livelli di metà anni ’90 e il grado di utilizzo è caduto al 60,7%, 20 punti sotto la media storica; il commercio al dettaglio ha registrato un calo dell’11,7%. A maggio,però, prime note positive: un miglioramento della fiducia nell’industria, ma non nei servizi; una risalita degli indici di attività PMI, ma ancora in zona recessiva.

Ma, il Regno Unito denuncia difficoltà. Gli effetti economici del Covid-19 fanno apparire la Brexit un problema minore: a seguito del referendum del 2016 il PMI manifatturiero cadde a 48,3, un impatto contenuto se paragonato al minimo appena toccato in aprile (a 32,6), seguito da un recupero parziale a maggio.

Borse in recupero parziale. Le quotazioni proseguono la risalita, indicando migliorate attese sull’economia, ma con andamento piuttosto incerto: quella USA a metà giugno segna ancora un -8,5% rispetto ai livelli pre-Covid di fine febbraio; in Italia i listini azionari restano più compressi (-22,8%).

Il petrolio segnala ripresina. Il prezzo del Brent sta risalendo gradualmente, a 40 dollari per barile a giugno, dal minimo di 19 dollari in aprile. Ciò indica un recupero, sebbene ancora molto parziale, della domanda di greggio a livello internazionale, che era stata abbattuta dalle conseguenze dell’epidemia.

Fatica il commercio. Si sta avviando una graduale riattivazione degli scambi mondiali e, in particolare, delle catene europee del valore. Tuttavia, la ripresa sarà frenata dalla forte incertezza sanitaria e geoeconomica: è ancora ai massimi a maggio l’indice globale di incertezza di politica economica.

E fuori dalla UE ?

La  ripartenza è debole negli USA. Ci sono segnali di ripresa, grazie al ripristino parziale delle attività. L'occupazione è in recupero, ma dopo 30 milioni di licenziamenti e con la disoccupazione al 13%. Il rimbalzo a maggio delle vendite al dettaglio (+17,7%) attenua il calo dei consumi nel 2° trimestre. Invece, la produzione stenta a ripartire (+1,4%), rimanendo 15 punti sotto i livelli di febbraio.

Mentre, la Cina segnala una  timida risalita. Tra le economie emergenti più importanti, la Cina è l’unica in cui la manifattura è tornata lievemente a crescere (PMI a 50,7 a maggio). A picco, invece, l’industria in Brasile (38,3), Russia (36,2) e India (30,8). L’andamento di queste economie è ancora fortemente legato all’evolvere della pandemia, che negli ultimi giorni si è ripresentata anche a Pechino, rendendo fragile la ripartenza.(23/06/2020-ITL/ITNET)

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