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ECONOMIA ITALIANA - PIANO NAZ. DI RIFORMA - AUDIZIONE PRES. CNEL TREU: NECESSARIA DEFINIZIONE QUADRO CHIARO E COERENTE PRIORITA' VERSO CUI INDIRIZZARE SFORZI

(2020-07-27)

  Intervenendo in audizione alla Camera dei deputati il sul piano nazionale di riforma (PNR) il Presidente del CNEL TREU ha rinnovato il proprio apprezzamento  per quanto riguarda l’insieme delle misure introdotte per gestire l’epidemia e per fronteggiare una situazione epidemiologica, sociale ed economica senza precedenti.

L’osservazione fondamentale sottolineata da tutte le componenti sociali del CNEL  riguarda la necessità di una definizione di un quadro chiaro e coerente delle priorità verso le quali indirizzare gli sforzi. Occorre selezionare i progetti, dettagliare le modalità concrete per la loro implementazione e indicare i tempi e i costi dei vari interventi attuativi, guardando alle migliori esperienze di altri Paesi.

Il nostro Paese deve fare i conti con un approccio “culturale”, quello proprio delle istituzioni europee, che privilegia la capacità del singolo Paese di assumere una visione di futuro (sostenibile, digitale,inclusivo) e di tradurla non semplicemente in un insieme di norme, ma in obiettivi puntuali e misurabili, strutturati in cronoprogrammi, stanziamenti finanziari e valutazioni di impatto per ciascuna linea di intervento.

Far proprio questo approccio costituisce oggi la condizione di accesso al poderoso piano finanziario europeo per la ripresa economica.

Dal quadro comparato delle programmazioni nazionali emerge infatti una sostanziale convergenza delle misure da adottare. Risulta tuttavia che i nostri principali partner europei hanno dettagliato le azioni, i tempi e le corrispondenti poste finanziarie per realizzare i singoli obiettivi.

Il nostro Paese deve destinare consistenti risorse nei quattro settori strategici per lo sviluppo: sanità, scuola, fisco, transizione digitale ed ecologica. Per finanziare queste linee di intervento si potrebbero riordinare le tax expenditures, a partire da quelle che impattano negativamente sull’ambiente.

Sul metodo, il CNEL fornisce le seguenti indicazioni:
- occorre un coinvolgimento effettivo delle parti sociali, sia nella fase di definizione delle priorità, sia nella fase di verifica dei processi attuativi;
- occorre migliorare la pubblicità delle fasi implementative e degli stadi di avanzamento;
- si possono utilizzare i gruppi già attivi in sede CNEL per gli stress test, al fine di individuare progetti specifici per l’attuazione delle priorità indicate, a sostegno della indicazione, contenuta nel PNR, secondo cui il Governo presenterà in settembre il proprio Recovery Plan indirizzato all’Europa.

Il CNEL sottolinea la propria preoccupazione per due questioni che ritiene di estrema rilevanza:
- l’ipotizzato trasferimento dalla Commissione al Consiglio Europeo delle decisioni sui piani nazionali: si rischia di adottare un metodo intergovernativo che è profondamente contrario allo spirito della costruzione europea, e che il CNEL ha chiesto ripetutamente di superare;
- l’aver fatto ricorso all’attivazione della “clausola generale di fuga” e dunque alla sospensione temporanea del Fiscal Compact, che invece va superato o profondamente riformato, come reiteratamente chiesto dalle parti sociali. Si ricorda infatti che, essendo stato fissato il termine di cessazione della clausola generale di sospensione, incombe sul nostro Paese il rischio di apertura di una procedura di infrazione per debito, con la conseguente imposizione di condizionalità interne dal 2022, dal momento che solo i contributi a fondo perduto non confluiscono sulla massa di debito sottoposto a restituzione, la quale rischia di divenire imponente.  (vedi intervento integrale : https://mail.google.com/mail/u/0/#inbox/FMfcgxwJXCCfwRwwDLXZZTRMZzdFrqbZ?projector=1&messagePartId=0.1) (27/07/2020-ITL/ITNET)

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