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ECONOMIA ITALIANA - EUROPA/IIa FASE COVID-19 - COMMISSIONE UE: PREVISIONI ECONOMICHE D'AUTUNNO -7,8% 2020. NEL 2021 +4,1%. DISOCCUPAZIONE + 8,3% QUADRO-PAESE DIFFERENZIATO

(2020-11-05)

  La pandemia di coronavirus rappresenta un enorme shock per l'economia mondiale e per le economie dell'UE, con conseguenze sociali ed economiche molto gravi. Durante la prima metà dell'anno l'attività economica in Europa ha subito un violento shock, mentre nel terzo trimestre, con la graduale revoca delle misure di contenimento, si è registrata un'intensa ripresa. Ma la recrudescenza della pandemia nelle ultime settimane, con le nuove misure di sanità pubblica introdotte dalle autorità nazionali per limitarne la diffusione, è all'origine di nuove perturbazioni. La situazione epidemiologica fa sì che le proiezioni di crescita nel periodo oggetto delle previsioni siano caratterizzate da un grado di incertezza e di rischio estremamente elevato.

Ripresa interrotta ed incompleta

Secondo le previsioni economiche dell'autunno 2020, l'economia della zona euro subirà una contrazione del 7,8 % nel 2020, prima di crescere del 4,2 % nel 2021 e del 3 % nel 2022. Si prevede inoltre che l'economia della zona euro subisca una contrazione del 7,4 % nel 2020, prima di riprendersi con una crescita del 4,1 % nel 2021 e del 3 % nel 2022. Rispetto alle previsioni economiche dell'estate 2020, le proiezioni di crescita per la zona euro e per l'UE sono leggermente più elevate per il 2020 e inferiori per il 2021. In ogni caso, si prevede che nel 2022 sia il prodotto della zona euro che quello dell'UE non tornino ai livelli precedenti alla pandemia.

La pandemia ha avuto impatti economici molto diversi nei paesi dell'UE, e anche le prospettive di ripresa divergono notevolmente a seconda del grado di diffusione del virus, del rigore delle misure di sanità pubblica adottate per contenerlo, della composizione settoriale delle economie nazionali e dell'intensità delle risposte politiche nazionali.

L'aumento della disoccupazione è stato contenuto in proporzione al calo dell'attività economica

La perdita di posti di lavoro e l'aumento della disoccupazione hanno messo a dura prova i mezzi di sussistenza di molti europei. Le misure politiche adottate dagli Stati membri, insieme alle iniziative a livello dell'UE, hanno contribuito ad alleviare l'impatto della pandemia sui mercati del lavoro. La portata senza precedenti delle misure adottate ha fatto sì - soprattutto grazie ai regimi di riduzione dell'orario lavorativo - che l'aumento del tasso di disoccupazione rimanesse moderato rispetto al calo dell'attività economica. La disoccupazione dovrebbe continuare ad aumentare nel 2021, quando gli Stati membri inizieranno gradualmente ad abolire le misure di sostegno di emergenza - in coincidenza con l'ingresso di nuove persone nel mercato del lavoro - ma dovrebbe migliorare nel 2022 grazie al proseguimento della ripresa economica.

In base alle previsioni il tasso di disoccupazione nella zona euro aumenterà dal 7,5 % del 2019 all'8,3 % nel 2020 e al 9,4% nel 2021, per poi calare all'8,9 % nel 2022. Per l'UE si prevede invece che il tasso di disoccupazione aumenti dal 6,7 % del 2019 al 7,7 % nel 2020 e all'8,6 % nel 2021, per poi calare all'8,0 % nel 2022.

L'aumento dei disavanzi pubblici dovrebbe essere molto significativo in tutta l'UE, con un aumento della spesa sociale e un calo del gettito fiscale, sia sulla scorta degli eccezionali interventi politici a sostegno dell'economia che per effetto degli stabilizzatori automatici.

Secondo le previsioni, il disavanzo pubblico aggregato della zona euro dovrebbe aumentare dallo 0,6 % del PIL del 2019 a circa l'8,8 % nel 2020, per poi scendere al 6,4 % nel 2021 e al 4,7 % nel 2022. Queste stime riflettono la prevista eliminazione graduale delle misure di sostegno di emergenza nel corso del 2021, man mano che la situazione economica andrà migliorando.

Alla luce dell'impennata dei disavanzi, le previsioni indicano che il rapporto debito/PIL aggregato della zona euro aumenterà dall'85,9 % del PIL nel 2019 al 101,7 % nel 2020 per salire ancora al 102,3 % nel 2021 e al 102,6 % nel 2022.

In agosto e settembre, a causa del forte calo dei prezzi dei beni energetici, i tassi dell'inflazione primaria sono stati addirittura negativi. Anche l'inflazione di fondo, che comprende tutte le voci tranne l'energia e i prodotti alimentari non trasformati, è diminuita notevolmente nel corso dell'estate, a causa della minore domanda di servizi - in particolare di servizi connessi al turismo - e di beni industriali. La debolezza della domanda, il ristagno del mercato del lavoro e un forte tasso di cambio dell'euro eserciteranno pressioni al ribasso sui prezzi.

Per la zona euro si prevede attualmente un'inflazione media misurata dall'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) dello 0,3 % nel 2020, che salirà all'1,1 % nel 2021 e all'1,3 % nel 2022 con la stabilizzazione del prezzo del petrolio. Per l'UE le previsioni indicano un'inflazione allo 0,7 % nel 2020, all'1,3% nel 2021 e all'1,5 % nel 2022.

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Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un'economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “Queste previsioni giungono mentre la seconda ondata della pandemia sta creando ancora maggiori incertezze, vanificando le nostre speranze di una ripresa veloce.

La produzione economica dell'UE non tornerà ai livelli precedenti alla pandemia prima del 2022. Ma in questo periodo di turbolenze abbiamo dato prova di fermezza e solidarietà. Sono state concordate misure senza precedenti per aiutare i cittadini e le imprese. Lavoreremo insieme per tracciare la rotta verso la ripresa, ricorrendo a tutti gli strumenti a nostra disposizione. Abbiamo varato un fondamentale pacchetto per la ripresa, NextGenerationEU, incentrato sul dispositivo per la ripresa e la resilienza, al fine di assicurare un ingente sostegno alle regioni e ai settori maggiormente colpiti. Mi appello ora al Paramento europeo e al Consiglio perché concludano rapidamente i negoziati, in modo che il flusso degli aiuti economici possa iniziare a scorrere nel 2021, permettendoci di investire, riformare e ricostruire insieme.”

Le prossime previsioni della Commissione europea saranno un aggiornamento delle proiezioni del PIL e dell'inflazione nelle previsioni economiche di inverno 2021, che dovrebbero essere presentate nel febbraio 2021. (05/11/2020-ITL/ITNET)

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