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ECONOMIA ITALIANA - MEZZOGIORNO - RAPPORTO SVIMEZ: SOLO DA VISIONE D'INSIEME CENTRATA SU INTERDIPENDENZA TERRITORI CRESCITA NAZIONALE POTRA' ANDARE DI PARI PASSO CON EQUITA' SOCIALE E TERRITORIALE"

(2020-11-24)

"La società e l’economia italiane sono attraversate dalla più grave crisi della storia repubblicana. Del tutto
inattesa, di natura esogena, dai tempi di propagazione più rapidi tra mercati e paesi, dagli impatti sui livelli
di attività economica e sul lavoro più profondi, più concentrati nel tempo e più pervasivi tra settori e territori rispetto all’ultima grande crisi.

La prima ondata della pandemia ha avuto per epicentro il Nord. La crisi economica si è però presto estesa al Mezzogiorno dove con più drammaticità si è tradotta in emergenza sociale incrociando un tessuto produttivo più debole, un mondo del lavoro più frammentario e una società più fragile. La seconda ondata si è abbattuta su tutto il territorio nazionale interessando direttamente anche il Mezzogiorno.

All’emergenza economica e sociale già sperimentata nella prima ondata si è perciò sommata, nella parte finale dell’anno, l’emergenza sanitaria generata dalla pressione sulle strutture ospedaliere e, più in generale, tutto il sistema di cura. Il rischio scongiurato nella prima ondata di esporre il debole sistema sanitario meridionale all’onda d’urto del coronavirus è così diventato una triste realtà, nonostante fosse atteso un ritorno della pandemia.
La nuova emergenza ha indotto il Governo nazionale ad intervenire con ulteriori interventi di ristoro per
imprese e lavoratori, mentre è in corso la definizione di una strategia per la ripartenza.

Per tutto ciò il Rapporto SVIMEZ viene presentato quest’anno in un momento di straordinaria incertezza ma, al tempo stesso, nel mezzo di una potenziale importante svolta della politica nazionale.
Il Paese si trova di fronte all’occasione irripetibile di avviare la sua «ricostruzione» coniugando crescita
nazionale e coesione territoriale, con la possibilità di gestire la transizione al «dopo» orientando i processi
economici verso una maggiore sostenibilità intergenerazionale, ambientale e sociale.

La sfida corrente è quella di portare a sistema il rilancio degli investimenti pubblici e privati che si prevede
di sostenere con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dall’iniziativa europea Next
Generation Ue, con una politica ordinaria che troppo a lungo si è disimpegnata dal suo compito di perseguire l’obiettivo del riequilibrio territoriale, e con una politica di coesione europea e nazionale che nel nuovo ciclo di programmazione molto dovrà apprendere dai suoi limiti, a partire dai primi segnali positivi registrati in corso d’anno e dalle indicazioni strategiche contenute nel Piano Sud 2030.

Solo da una «visione» d’insieme di questo tipo, centrata sulle due questioni dell’interdipendenza tra territori e della connotazione nazionale che ormai ha assunto la coesione territoriale nel nostro Paese, potrà seguire un’effettiva valorizzazione del contributo alla ripartenza del potenziale presente nelle regioni del Sud e negli altri territori in ritardo di sviluppo dove più forti sono i ritardi nella dotazione di nfrastrutture e nell’offerta di servizi da colmare; solo così la crescita nazionale potrà andare di pari passo con l’equità sociale e territoriale.

Per andare incontro alle nuove esigenze di analisi e aggiungere la voce della SVIMEZ al dibattito in corso
sulle proposte per la ripartenza, il Rapporto SVIMEZ 2020 ha profondamente modificato la sua struttura.
Oltre a fornire il tradizionale quadro di aggiornamento annuale di contabilità territoriale, il Rapporto
propone una valutazione d’impatto delle conseguenze economiche e sociali della pandemia nei diversi territori tenendo conto degli effetti delle misure di sostegno a imprese e lavoratori messe in atto a livello nazionale.
Vengono inoltre aggiornate le stime territoriali per il 2020, tenendo conto del contributo delle diverse misure emergenziali messe in campo dal Governo, e per il 2021 e il 2022 includendo anche gli effetti di sostegno alla ripresa delle misure inserite nella recente Legge di Bilancio per il 2021.

Il Rapporto guarda poi alle debolezze del Sistema Paese riportate alla luce dall’emergenza che soprattutto
nel Mezzogiorno sviliscono le condizioni di vita delle famiglie e le opportunità di crescita delle imprese: il
digital divide, le debolezze della pubblica amministrazione, il persistente divario nei diritti di cittadinanza.

Infine, il Rapporto si sofferma su alcune proposte per cogliere appieno l’occasione offerta dalla condizionalità «buona» europea di orientare gli investimenti agli obiettivi della coesione economica e sociale e al sostegno alla transizione verde e digitale. Temi che esaltano il contributo del Mezzogiorno alla ripartenza. Con due priorità. Va innanzitutto riavviato un percorso sostenibile di riequilibrio nell’accesso ai diritti di cittadinanza su tutto il territorio nazionale: salute, istruzione, mobilità. In secondo luogo, non può essere più rimandata la definizione di un disegno unitario di politica industriale per valorizzare la prospettiva green e la strategia Euro-mediterranea" (24/11/2020-ITL/ITNET)

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