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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - FARMACEUTICA - FARMACEUTICA IN CONTROTENDENZA RISPETTO AGLI ALTRI SETTORI

(2021-01-29)

    Il Settore Farmaceutico al centro dell'attenzione nel nostro Paese alla luce della situazione determinatasi con la forte riduzione delle percentuali di vaccini anticovid consegnati dalle case farmaceutiche straniere. Ma vediamo qual'è la situazione della filiera in Italia stigmatizzata da una ricerca di SRM (centro studi sul Mezzogiorno collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) datata a metà del 2020.

Il settore farmaceutico è un settore tipicamente anticiclico che non è stato – ovviamente - coinvolto in forme di blocco dell’attività produttiva essendo, al contrario, annoverato tra quelli prioritari per fronteggiare la difficile situazione in essere. La ricerca mette quindi in evidenza come il settore abbia risentito meno di altri della recessione in atto e come potrà rappresentare uno dei settori trainanti del recupero dell’Italia dopo la pandemia.

La pandemia stessa ha messo in risalto l’importanza dell’intera filiera biofarmaceutica per la tutela della salute e dello sviluppo di tutto il Paese, invitandoci a riflettere sull’importanza della presenza nei nostri confini di parti fondamentali della supply chain internazionale e sulla necessità di attrarre investimenti di qualità e di prospettiva sul territorio.

L’industria farmaceutica durante tutta l’emergenza Covid-19 ha mostrato anche una grande resilienza, grazie alla grandissima qualità e dedizione di chi lavora nelle imprese del farmaco. Ha assicurato, infatti, la continuità operativa, sia per le procedure messe in atto dalle aziende per coniugare attività e tutela della sicurezza dei lavoratori, sia per i
provvedimenti che sono stati adottati nella riorganizzazione dei processi.

• L’impatto della pandemia sul primo trimestre dell’anno 2020 ha evidenzia un settore farmaceutico in totale controtendenza rispetto all’insieme dell’economia: l’export è aumentato di oltre il 24% su base annua per l’Italia e del 14,9% per il Mezzogiorno.  Cresce il numero delle imprese: +0,4% per l’Italia e un +0,8% per le regioni del Sud;

• Il Mezzogiorno fa la sua parte: il Valore Aggiunto è di oltre 650 milioni di euro (il 7% del dato nazionale) e si registra un export pari ad oltre a 3,1 miliardi di euro (circa il 10% del dato nazionale); la filiera farmaceutica del Sud partecipa al contesto nazionale con 124 unità locali (il 16,6% del totale Italia) e con 5.520 addetti (il 9% del dato nazionale);

• Due scenari base, elaborati da SRM per stimare l’impatto Covid sulla filiera farmaceutica nel corso del 2020, dimostrano che il settore tiene e riesce a crescere: o il Fatturato delle imprese: nello scenario base è in crescita del +0,8% nel Mezzogiorno e del +0,6% in Italia. In uno scenario più pessimistico tali dati scendono rispettivamente al -0,4% e -0,2%; o il Valore Aggiunto: nello scenario base +1,3% nel Mezzogiorno +1,4% per l’Italia, mentre in uno scenario più pessimistico scende al -0,3% e -0,2%.

• Il farmaceutico è emblematico di quanto ricerca e innovazione green siano strategici per il rilancio dell’economia italiana. Le stime di SRM evidenziano che investire in innovazione: o accresce del 20% l’impatto sul valore aggiunto sul territorio rispetto agli investimenti tradizionali; o migliora le performance delle imprese che evidenziano un fatturato tre volte maggiore rispetto alla media.

SINTESI dei principali dati e risultati dello studio

• Nel primo trimestre 2020, infatti, le esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici sono cresciute, su base annua, del 24,1% per l’Italia e del 14,9% per il Mezzogiorno a fronte di un dato per il totale economia che a livello nazionale cala dell’1,9% e a livello meridionale cresce dell’1,1%. Il dato congiunturale a marzo evidenzia rispetto al trimestre  precedente come l’export farmaceutico del Sud sia cresciuto del +4,7%, contro il +2,4% in Italia.

Anche gli ultimi dati Movimprese mostrano la tenuta del settore farmaceutico. Se si considerano le imprese attive al primo trimestre 2020, si registra un +0,4% per l’Italia e un +0,8% per le regioni del Sud (-0,6% in Italia e un -0,7% nel Mezzogiorno la media manifatturiera)
Consideriamo, infatti, che dai dati totali (riferiti al complesso economia) emerge come nei primi tre mesi del 2020 si contino quasi 30mila imprese in meno a livello nazionale, contro un calo di 21mila nello stesso trimestre del 2019. Sempre a livello complessivo, il bilancio della nati-mortalità delle imprese tra gennaio e marzo di quest’anno risente delle restrizioni seguite all’emergenza Covid-19 e rappresenta il saldo peggiore degli ultimi 7 anni, rispetto allo stesso arco temporale.

• La filiera farmaceutica ha un ruolo importante nel contesto internazionale, in termini di presenza imprenditoriale (grandi e medie realtà), di spinta innovativa e occupazionale e di impatto economico complessivo sul territorio
Il nostro Paese occupa un importante ruolo di leadership per quanto riguarda la produzione e l’export di farmaci e peraltro, i dati di Farmindustria sottolineano per l’Italia: un ruolo di leadership per produzione di medicinali (32,2 miliardi, l’80% destinato all’export); la più alta crescita dell’export (nell’ultimo decennio +117% rispetto a +81% media Ue); la più alta crescita degli investimenti in R&S (dal 2013 +35% vs +20% media Ue).

Con le sue 750 imprese circa e gli oltre 61.000 addetti (con una dimensione media di 82 addetti per impresa) la filiera farmaceutica è tra i settori più innovativi: il 90% delle imprese sta adottando l’innovazione 4.0 nella produzione e più green: in 10 anni sono molto diminuiti sia i consumi energetici (-54% vs -26% della media manifatturiera) sia le emissioni di gas climalteranti (-74% vs -13%).

• Ed in questo contesto la filiera farmaceutica meridionale fa comunque la sua parte ed è perfettamente integrata nel contesto nazionale ed internazionale.
La filiera farmaceutica meridionale partecipa al contesto nazionale con 124 unità locali (il  16,6% del totale Italia) e con 5.520 addetti (il 9% del dato nazionale). Il Valore Aggiunto farmaceutico meridionale è di oltre 650 milioni di euro (il 7% del dato nazionale) e si registra un export pari ad oltre a 3,1 miliardi di euro (circa il 10% del dato nazionale) con una crescita media degli ultimi dieci anni del 5,2%. Si registra, inoltre, un saldo commerciale positivo per 1.381 milioni di euro.
Importante è l’impatto moltiplicativo del settore: si calcola che per effetto dei legami interregionali e di filiera, nel Mezzogiorno 100 euro di produzione farmaceutica attivano 42 euro aggiuntivi nell’area e 529 euro nelle altre regioni e negli altri settori, per un impatto complessivo di 671 euro (mentre il dato complessivo medio per il manifatturiero è di 493 euro).

• L’analisi degli scenari per l’anno in corso evidenziano la resilienza della filiera alla crisi Covid ed il grande contributo alla tenuta complessiva della gestione sanitaria sul territorio.

? la filiera farmaceutica meridionale potrebbe far registrare nel 2020 una variazione di fatturato compresa tra il -0,4% (Scenario B) ed il +0,8% (scenario A), mentre a livello nazionale la variazione sarebbe tra -0,2% e +0,6%;
? in termini di Valore aggiunto, invece, si calcola una variazione compresa tra - 0,3% (Scenario B) e +1,3% (Scenario A), mentre a livello nazionale il range di riferimento sarebbe compreso tra -0,1% e +1,4%.

• Oltre agli scenari quantitativi che evidenziano l’impatto sulle principali variabili economiche della filiera (Fatturato e Valore Aggiunto) l’analisi svolta ha anche evidenziato aspetti rilevanti di natura qualitativa che emergono dagli stessi operatori sul ruolo e prospettive della filiera post Covid per il Paese e per il Mezzogiorno. (29/01/2021-ITL/ITNET)

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