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DONNE - EUROPA /ABORTO SICURO E ACCESSIBILE NELL'UE: LO CHIEDE L'INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI "MY VOICE, MY CHOICE". SE N'E' DISCUSSO AL CESE NELLA SEZIONE AFFARI SOCIALI E CITTADINANZA (SOC)
(2025-11-20)
La sezione del CESE per l'occupazione, gli affari sociali e la cittadinanza (SOC) ha celebrato la settimana dell'uguaglianza di genere 2025 con un dibattito chiave sull'iniziativa dei cittadini europei (ECI) “My Voice, My Choice”, che chiede un aborto sicuro e accessibile in tutta l'Unione europea. L'evento ha riunito attivisti, esperti legali, membri del Parlamento europeo e rappresentanti della Commissione europea per affrontare l'urgente sfida di garantire diritti riproduttivi e solidarietà per tutte le donne in Europa.
Il “ My Voice, My Choice” ECI è nato da un senso di urgenza in seguito al rollback dei diritti riproduttivi negli Stati Uniti e al riconoscimento che minacce simili esistono in Europa. Come hanno spiegato gli attivisti Katarina Star?i? e Nina Miheli? durante la rilevanza del dibattito nel corso della Settimana dell'uguaglianza di genere, che ha permesso di affrontare la realtà che 20 milioni di donne nell'UE non hanno accesso all'aborto sicuro. La campagna propone un fondo dell'UE per coprire i costi delle procedure di aborto per coloro che non sono in grado di accedere alle cure nei propri paesi, creando un meccanismo volontario che rispetti la sovranità nazionale promuovendo al contempo la solidarietà.
L'energia di base della campagna è stata evidente nel suo successo: sono state raccolte oltre 1,1 milioni di firme verificate, con migliaia di volontari che si sono mobilitati in tutta Europa. Un'intervista con gli organizzatori dell'Iniziativa è stata pubblicata nella newsletter dell'EESC ("EESC Info") ad aprile. L'iniziativa è diventata il più grande movimento femminista in Europa, sostenuto da cittadini, personaggi pubblici e politici, e mira a rendere l'aborto sicuro e accessibile una realtà per ogni donna nell'UE.
Barriere all'accesso all'aborto: realtà legali e pratiche
Camille Gervais (Consule legale presso il Il Centro per i diritti riproduttivi) ha delineato gli impegni che gli Stati membri dell'UE hanno assunto nell'ambito di trattati internazionali e regionali per proteggere la salute e i diritti sessuali e riproduttivi. Nonostante questi obblighi, rimangono ostacoli significativi. Mentre l'aborto è legale nella maggior parte dei paesi dell'UE, l'accesso è irregolare e spesso limitato da limiti di tempo, periodi di attesa obbligatori, consulenza di parte e criminalizzazione. Malta e la Polonia mantengono alcune delle leggi più restrittive, con le donne che affrontano azioni penali o che sono costrette a portare gravidanze contro la loro volontà.
Queste barriere costringono le donne a viaggiare oltre i confini per cure, una realtà già documentata e gestita dai sistemi sanitari nei paesi riceventi. Per coloro che non sono in grado di viaggiare, le opzioni sono limitate a procedure non sicure o gravidanze indesiderate, che colpiscono in modo sproporzionato gli adolescenti e i gruppi emarginati. Il meccanismo proposto dall'ECI allevierebbe l'onere finanziario e sosterrebbe le donne bisognose, senza interferire con le leggi nazionali.
Il ruolo del Parlamento europeo e il contraccolpo di genere
MEP e presidente del Il comitato FEMM, Lina Gálvez, ha evidenziato le sfide politiche che l'iniziativa deve affrontare, tra cui una forte opposizione da parte di alcuni gruppi politici e un più ampio "contraccolpo di genere" contro l'uguaglianza e i diritti riproduttivi. Ha sottolineato che l'aborto è sempre esistito e continuerà ad accadere, ma deve essere sicuro e legale. Il comitato FEMM recentemente ha approvato un progetto di risoluzione a sostegno dell'ECI, con un'udienza pubblica sull'iniziativa dei cittadini che si svolgerà il 2 dicembre in Parlamento.
Gálvez e il collega membro del comitato FEMM, Abir Al-Sahlani, hanno sottolineato l'importanza di costruire ampie alleanze e coinvolgere la società civile per contrastare i movimenti transnazionali ben finanziati. La risoluzione chiede che il diritto all'aborto legale e sicuro sia incluso nella Carta dei diritti fondamentali dell'UE, riconoscendo che questo problema riguarda la maggioranza dei cittadini europei ed è fondamentale per la democrazia e i valori europei.
Impatto dell'ECI e passi successivi
Ana-Carla Pereira (DG JUST, Commissione europea) ha confermato che l'iniziativa è in fase di valutazione, con una comunicazione prevista entro marzo 2026. La Commissione riconosce la rilevanza del Carta dei diritti fondamentali e in corso Strategia per l'uguaglianza di genere, che si impegna a sostenere i diritti delle donne e l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva.
Il meccanismo proposto rispetta le competenze degli Stati membri e opera come un sistema opt-in, con l'obiettivo di colmare una lacuna legislativa nell'assistenza sanitaria transfrontaliera. L'analisi della Commissione prenderà in considerazione l'allineamento dell'iniziativa con il diritto dell'UE e il suo potenziale per promuovere i diritti delle donne in tutta Europa.
Il dibattito del CESE ha chiarito che l'aborto sicuro e accessibile non è solo una questione di salute, ma una questione di diritti umani, uguaglianza e solidarietà, con l'iniziativa “My Voice, My Choice” che evidenzia l'urgente necessità di soluzioni a livello dell'UE per proteggere l'autonomia e la dignità delle donne.(20/11/2025-ITL/ITNET)
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