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ECONOMIA ITALIANA - ACCORDO UE/MERCOSUR - IL MONDO ECONOMICO E PRODUTTIVO: DAL PLAUSO DELLE CCIAA ALLO STOP INVOCATO DA COLDIRETTI E FNSEA CHE CHIEDONO PIU' CONTROLLI E STOP A IMPORTAZIONI SLEALI DA VUNQUE ESSE ARRIVINO"

(2026-01-21)

  Giovanni Da Pozzo, Presidente di Promos Italia, aveva dichiarato all'avvenuta firma dell'accordo aveva dichiarato:

""L’accordo tra Unione Europea e Mercosur rappresenta un passaggio storico: il risultato di oltre vent’anni di negoziati che oggi si traducono in una nuova cornice di opportunità per le imprese europee e, in particolare, per quelle italiane. Si tratta di un’intesa di portata strategica, che apre a un mercato di oltre 260 milioni di consumatori e rafforza il ruolo dell’Europa come attore economico globale fondato su regole, cooperazione e scambi equi.

Per l’Europa, l’accordo garantisce un equilibrio fondamentale tra apertura dei mercati e tutela degli interessi strategici: dalla salvaguardia del comparto agricolo al rispetto degli standard sanitari e ambientali europei, fino alla protezione dei produttori e delle indicazioni geografiche, elementi centrali per la competitività e la qualità del nostro sistema produttivo.

Per i Paesi del Mercosur, l’intesa offre un accesso più ampio e strutturato al mercato europeo, in particolare per i settori industriale, agroalimentare e delle materie prime, favorendo un’integrazione economica più profonda e basata su regole condivise.

In una fase storica segnata da forti incertezze geopolitiche, tensioni sulle catene di approvvigionamento e dalla necessità di diversificare mercati e partnership, l’accordo UE-Mercosur assume un valore ancora più rilevante. Per il sistema produttivo italiano, e soprattutto per le PMI, significa nuove prospettive di crescita, maggiore accesso a mercati ad alto potenziale e condizioni più favorevoli per l’export, gli investimenti e la cooperazione industriale."

Promos Italia ha già avviato azioni concrete per aiutare le Pmi a sfruttare le opportunità che si genereranno con questo accordo. Il prossimo 20 gennaio, per le imprese lombarde - nell’ambito del Bando “Export su Misura” di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia - è previsto il corso Doing Business in Brasile. E dal 26 a 29 maggio si svolgerà una missione imprenditoriale in Brasile, sempre dedicate alla imprese lombarde che hanno aderito al Bando regionale. (17/01/2026)

Per Confeuro Andrea Tiso: “Dalla parte agricoltori in protesta".

“Confeuro, la Confederazione Agricoltori Europei, esprime pieno sostegno alla protesta degli agricoltori italiani ed europei che si sono ritrovati oggi a Strasburgo contro la firma dell’accordo UE-Mercosur. Si tratta di una mobilitazione concreta, forte e partecipata, i cui principi sono totalmente condivisi dalla nostra Confederazione - dichiara Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro -. Ancora una volta il mondo agricolo fa sentire la propria voce per difendere lavoro, reddito e dignità di migliaia di aziende, in particolare piccole e medie”.

Secondo Confeuro, restano infatti “evidenti e concreti i rischi di un grave squilibrio competitivo che potrebbe penalizzare in modo significativo gli agricoltori del Vecchio Continente, già messi a dura prova dall’aumento dei costi di produzione e da normative sempre più stringenti.

La nostra principale preoccupazione - prosegue Tiso - riguarda il rispetto del principio di reciprocità. È estremamente complesso vincolare Paesi terzi, come quelli del Sudamerica, all’adozione delle stesse tecniche produttive e degli stessi elevati standard ambientali, sanitari e sociali imposti agli agricoltori europei. Questo rappresenta il vero nodo strutturale e il punto più debole dell’accordo UE-Mercosur”. Dopo la recente firma del trattato da parte della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ora la responsabilità passa al Parlamento europeo.

“Auspichiamo che il Parlamento UE non approvi l’accordo così come è stato concepito - conclude il presidente Confeuro - e che si apra finalmente una riflessione seria e condivisa sul futuro del settore primario europeo. In questa direzione riteniamo improcrastinabile e urgente la convocazione di una “Conferenza europea dell’agricoltura”, per affrontare non solo il tema del Mercosur, ma anche tutti gli altri nodi strutturali che mettono a rischio la sovranità alimentare e la tenuta economica delle nostre aziende agricole”. (20/01/2026-ITL/ITNET)


"Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano  gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere."  Questa la posizione di Coldiretti, presente oggi a Strasburgo in corteo fino al Parlamento Europeo con oltre mille soci agricoltori guidati dal Presidente Ettore Prandini e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea.

E parlano di "deriva autocratica e ideologica dall'attuale Commissione che... ha trasformato l’agricoltura in un laboratorio ideologico gestito da tecnocrati che ignorano i territori produttivi, scaricano costi e vincoli sulle imprese europee e spalancano i mercati alla concorrenza sleale globale.

Coldiretti chiede anche trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione.

La Commissione predica ideologia e impone burocrazia: 100 giorni di lavoro sottratti ogni anno alle aziende agricole per obblighi inutili, mentre senza reciprocità il commercio diventa un’arma contro l’Europa.

Il negoziato sul Mercosur è l’emblema delle follie della Commissione: un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo."

"Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza - ha sottolineato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese.

Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori.

La nostra battaglia - conclude Prandini - continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea".

"Siamo qui per denunciare la necessità che, partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia siano pienamente tracciabili - dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo - Noi abbiamo fotografato nel porto di Rotterdam quella che possiamo definire la porta degli inferi: le cose più schifose che arrivano in Italia.

È quindi necessario che - prosegue Gesmundo - partendo da questa grande capacità di mobilitazione popolare, si possa arrivare non solo al concetto di reciprocità, ma a un controllo che riguardi tutte, tutte, tutte le merci che importiamo, sia dal punto di vista della qualità sia, soprattutto, da quello della salubrità.

I Paesi dai quali importiamo prodotti e derrate alimentari utilizzano ancora fitofarmaci e veleni che in Europa sono stati banditi da oltre quarant’anni. Questo non è pensabile né auspicabile: non possiamo continuare in questa direzione”. (21/01/2026-ITL/ITNET)

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